Il caso

L'UE in pressing su WhatsApp: «Deve garantire la concorrenza sull'IA»

La Commissione europea prevede «misure provvisorie» contro Meta che ha recentemente cambiato le regole in materia di chatbot
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Red. Online
12.02.2026 09:00

WhatsApp, Meta, Intelligenza artificiale e concorrenza. Sono questi gli ingredienti della nuova diatriba che si è accesa in questi giorni sul campo virtuale. Sotto la lente c'è il servizio fornito dall'assistente IA (chatbot) che compare nella popolarissima app di messaggistica istantanea a disposizione degli utenti. Un servizio IA sviluppato appunto da Meta, il gigante che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp, e che ha di recente implementato un cambiamento delle regole in materia. E proprio qui sta il nodo della questione.

Posizione dominante

Le nuove regole escludono di fatto l'accesso alla piattaforma di altri fornitori di servizi che operano nel campo dell'IA con i loro assistenti virtuali. Una scelta che non è piaciuta all'Unione europea, come riporta il portale Watson, e nelle scorse ore è giunto l'avvertimento: saranno adottate delle «misure provvisorie» contro Meta se l'azienda non permetterà anche ai servizi di assistenza sviluppati da parti terze di accedere a WhatsApp. Secondo la Commissione europea, il gigante tech ha «probabilmente abusato» della sua posizione dominante sul mercato, tagliando fuori dal servizio di messaggistica i servizi di Intelligenza artificiale esterni e concorrenti. Il tutto a favore del proprio «Meta AI». Queste le conclusioni di un'indagine condotta in tal senso alla fine dello scorso anno dalla Commissione europea per «possibile violazione delle norme sulla concorrenza».

Milioni di utenti

La piattaforma di messaggistica privata ha ormai raggiunto, solo all'interno dell'Unione europea, i 45 milioni di utenti. E per tale ragione nelle scorse settimane è stata designata dalla Commissione europea tra i grandi operatori digitali con significativo potere di mercato, rientrando così nel perimetro delle major soggette agli obblighi del Digital Services Act (DSA). WhatsApp dovrà quindi essere sottoposta a controlli più severi sul rispetto delle regole europee, nell'ambito della regolamentazione di Bruxelles volta a limitare gli abusi di potere delle grandi piattaforme e a rafforzare la sicurezza e i diritti nello spazio digitale europeo.

«Nessuna violazione»

Meta, da parte sua, ha replicato rispedendo al mittente le critiche: «Nessuna violazione delle norme europee sulla concorrenza», la posizione chiarita da un portavoce del gigante statunitense. Quindi, di riflesso, non sarà necessario alcun intervento da parte dell'Unione europea. Viene evidenziato altresì che esistono «molte opzioni» nel campo dell'Intelligenza artificiale e che gli utenti hanno diverse possibilità di accedervi. Inoltre, ha aggiunto Meta, la nuova scelta fatta in materia di assistenti IA è stata presa a fronte della «proliferazione di chatbot che mette a dura prova i sistemi su WhatsApp, i quali non riescono a reggere un carico tanto elevato».

Condizioni e limitazioni

Per la Commissione europea, invece, va in particolare protetta la «concorrenza effettiva» nel settore degli assistenti IA. Settore in piena espansione e che «offre incredibili innovazioni ai consumatori». Da qui, come detto, la valutazione di adottare delle misure provvisorie nei confronti di Meta. A limitare l'intervento di altri assistenti virtuali è stata, come detto, la modifica nelle condizioni di uso della popolare applicazione entrata in vigore da metà gennaio che impedisce di usare in WhatsApp dei servizi provenienti da fornitori esterni, in precedenza usati come chatbot che rispondevano alle domande degli utenti.

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