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Lugano, droni invece dei fuochi d'artificio? «No, sono poco visibili»

Per il primo d’agosto Lugano ripropone il tradizionale spettacolo pirotecnico – Roberto Badaracco: «Vogliamo che le persone possano assistere ai festeggiamenti in tutto il golfo» – L’innovativo concetto era stato prospettato nel 2022 dall’allora municipale Tiziano Galeazzi
© CdT / Archivio
Mattia Darni
13.07.2026 06:00

Fuochi d’artificio o spettacolo con i droni? La questione, ormai annosa, si ripropone puntuale ogni estate in previsione dei festeggiamenti per il primo d'agosto. Numerosi sono infatti coloro che vorrebbero vedere sostituiti i primi con i secondi. A beneficio, innanzitutto, degli animali, che non si spaventerebbero più per i botti. Effetti positivi si registrerebbero però anche a livello ambientale.

Una questione annosa

A proporre l’idea di sostituire i fuochi d’artificio con uno spettacolo di droni a Lugano ci aveva pensato nell’estate del 2022 l’allora municipale Tiziano Galeazzi. Il Municipio si era quindi fatto fare un’offerta da due società che poi aveva sottoposto ai servizi cittadini. Il progetto non era però andato in porto a causa di due criticità: il prezzo troppo elevato e la ridotta autonomia dei droni. «Per un evento degno di nota, occorrono minimo 400 droni. Questo rappresenta un costo non indifferente, che dovrebbe essere coperto anche da qualche sponsor privato», aveva spiegato al Corriere del Ticino Galeazzi nel luglio del 2023. «Inoltre, il nostro spettacolo pirotecnico dura tra i venti e i trenta minuti, mentre un drone ha l’autonomia di un quarto d’ora», aveva quindi aggiunto l’ex municipale.

No a una proposta per pochi

Dall’estate del 2022 a oggi di tempo ne è però passato. Un’eternità, soprattutto se si pensa alla veloce evoluzione del settore tecnologico. Rispetto ad allora, in effetti, oggi i droni hanno una maggiore autonomia e anche i costi si sono sensibilmente ridotti. La domanda sorge allora spontanea: che i tempi siano maturi per abbandonare i fuochi d’artificio anche a Lugano? «In realtà non è così», spiega, da noi contattato, il vicesindaco e capodicastero Cultura, sport, eventi e congressi Roberto Badaracco. «Dagli approfondimenti effettuati qualche anno fa era emersa anche un’altra criticità: per essere goduti appieno, gli spettacoli con i droni devono essere guardati da vicino, cosa, questa, che riduce in maniera significativa il numero di persone che vi può assistere». Un problema per Lugano. «Lo spettacolo che proponiamo il primo d’agosto è da sempre pensato per essere visibile da tutto il golfo di Lugano», continua il Municipale. «Ci sono persone che, addirittura, per guardare i fuochi d’artificio si recano in cima al Monte Brè o sul San Salvatore. Tutto ciò non sarebbe possibile con i droni». La bocciatura dei droni da parte della Città non è comunque indice di scarso interesse verso l’ambiente. «Da diversi anni puntiamo su fuochi d’artificio ecologici in modo tale da limitare il più possibile l’inquinamento», conclude Badaracco.

Il divieto in Svizzera presto alle urne

A livello federale, il prossimo 29 novembre la popolazione voterà sull’iniziativa popolare «Per una limitazione dei fuochi d’artificio» che prevede che gli spettacoli pirotecnici possano ancora avere luogo, ma con un’autorizzazione eccezionale. Il testo, presentato da organizzazioni per la tutela degli animali, mira infatti a vietare la vendita e l’uso privato di materiale pirotecnico rumoroso, tutelando persone, animali e ambiente. Le deroghe rimarranno per eventi pubblici ufficiali come la Festa Nazionale. Consiglio federale e Parlamento si oppongono, ma non hanno trovato un'intesa per un controprogetto.
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