Demografia

Lugano è sempre più giovane ma diminuiscono i luganesi

Pubblicato un ampio studio sul bilancio migratorio del 2025 – Chi lascia la città si sposta nei comuni della cintura, a Bellinzona, oppure nei quartieri periferici, ma è ampiamente «sostituito» da chi arriva dall'estero, Italia in primis
©Gabriele Putzu
Federico Storni
20.08.2026 06:00

I giovani luganesi lasciano la città per studiare in Italia o per lavorare in Svizzera interna, ma sono ampiamente sostituiti da giovani italiani che arrivano a Lugano a studiare e lavorare. I luganesi che traslocano vanno soprattutto nei Comuni della cintura, e uno su sette circa lo fa perché cerca una qualità di vita migliore o un costo della vita minore. Per contro, uno su dieci di chi arriva a Lugano è a caccia di una qualità di vita migliore, ma quasi nessuno di una soluzione più economica. E i luganesi, se restano a Lugano, tendono a spostarsi in periferia. Queste migrazioni interne, peraltro, sono più sovente motivate dalla ricerca di una migliore qualità di vita, mentre chi va e viene da Lugano lo fa soprattutto per motivi lavorativi.

Sono conclusioni, quelle che precedono, che traiamo da un corposo studio - una cinquantina di pagine - sul bilancio migratorio 2025 della Città pubblicato negli scorsi giorni dal Servizio di statistica urbana. Un esercizio annuale che è sempre utile per intercettare le tendenze e, nel caso, provare a porvi rimedio. Lo studio va oltre i «semplici» dati demografici e li combina con altri indicatori, come le decisioni di tassazione, per avere un quadro più chiaro di chi traslochi e perché. In tal senso, è preziosa fonte d’informazione il questionario facoltativo che ormai da qualche anno il Comune sottopone ai cittadini in arrivo e in uscita.

Quelli raccolti, dal punto di vista dell’autorità, sono dati utili per impostare politiche dell’alloggio e per intervenire laddove ci sia veramente bisogno. Si legge ad esempio nel documento, a proposito delle persone che lasciano Lugano: «Si possono distinguere cause di tre tipologie. Motivazioni che possiamo definire “idiosincratiche” relative a cause specifiche, personali e spesso inerenti al contesto familiare, inevitabili da un punto di vista politico-amministrativo. Motivazioni “contestuali”, evitabili potenzialmente con adeguati correttivi e relative a motivazioni, legate ai servizi pubblici, costo e qualità di vita, le quali costituiscono il 45.2% del totale (tra queste la maggior qualità di vita, motivi di studio, voglia di vivere in aree verdi, costo di vita). E motivazioni “ibride”, inevitabili o meno con appropriati interventi amministrativi a seconda dell’accezione con cui è stata considerata dal rispondente».

Mappe migratorie

Un dato saliente è che, nel 2025, la popolazione di Lugano è cresciuta grazie agli arrivi dall’estero, soprattutto dall’Italia. È per contro deficitario il saldo rispetto a tutte le regioni ticinesi: la Città ha «concesso», in particolare 241 abitanti al resto del Luganese e 107 al Bellinzonese. Su quest’ultimo dato pesa probabilmente ancora l’apertura della galleria di base del Ceneri, che ha avvicinato Lugano alla capitale. Tant’è che a fronte di 142 arrivi da Bellinzona, sono 220 i luganesi che vi si sono trasferiti, per un saldo negativo di 96 persone. Saldo negativo, seppur più contenuto, che Lugano ha poi con tutti gli altri principali centri ticinesi. L’unica eccezione è Mendrisio (+9), mentre Chiasso registra un -22. Il bilancio migratorio con il Mendrisiotto per la Città è sostanzialmente neutro (280 arrivi, 292 partenze).

Su scala regionale, le mete preferite dei luganesi sono tre comuni urbanisticamente pressoché indistinguibili da Lugano: Massagno (saldo negativo di -87), Savosa (-42) e Canobbio (-26, pensando in particolare al suo territorio a Cornaredo). Diverse poi le persone che hanno  lasciato  la città per andare in Capriasca (-30), mentre vi è un saldo positivo (e scambi intensi) con la «cosmopolita» Paradiso (+65). Un saldo positivo superiore alle dieci unità Lugano lo ha poi con Morcote (+23) e Cureglia (+13).

A livello cittadino, invece, si ha la citata dicotomia. Le persone che arrivano per la prima volta a Lugano si trasferiscono nei quartieri centrali: sono 144 le persone in più che abitano in centro rispetto  all’anno prima. Ma, limitandoci alle sole migrazioni interne, il centro avrebbe perso 74 abitanti.

Il nodo affitti

Lo studio sul bilancio migratorio è molto granulare e permette di indagare fenomeni specifici. Ad esempio: dove è andata ad abitare quella ristretta fetta di popolazione che ha deciso di trasferirsi perché gli affitti erano troppo elevati? Quasi metà in un altro quartiere, quasi metà in Ticino. E chi è particolarmente sensibile a questa tematica? Le persone tra i venti e i quarant’anni. Infine, in quali quartieri è più sentito il caro affitti? Oltre che in centro, e per certi versi è sorprendente, a sud: tale priorità emerge infatti soprattutto nei quartieri di Pambio Noranco, Pazzallo, Carona e Barbengo.

Attirati da studio e lavoro

Un altro dato interessante: Lugano oggi è una città più giovane. Il saldo è infatti positivo  fino ai cinquant’anni, e negativo in seguito. La fascia d’età fra i dieci e i trent’anni è in particolare aumentata di ben 429 persone. Si tratta, si legge nello studio, di persone venute a Lugano sia per studiare che per lavorare. Sono tante, considerando ad esempio che nella fascia tra i venti e i trent’anni gli arrivi sono stati 2.114 e le partenze 1.894. I quartieri di destinazione delle persone che migrano a Lugano per motivi di studio sono, in particolare, Molino Nuovo, Viganello, Cassarate, Pazzallo, Centro e Besso. Per quanto riguarda il deflusso, al contrario di quello che ci si potrebbe aspettare, l’Italia e gli altri Paesi esteri sono destinazioni più frequenti degli altri cantoni svizzeri.