L'iniziativa

Lugano, ecco le isole di sostenibilità per una città più vivibile

Piazza Castello e il quartiere di Loreto ospiteranno per tutta l’estate due installazioni temporanee ideate e realizzate dagli allievi del secondo anno della Scuola d’arti e mestieri del Centro professionale tecnico di Trevano – Le opere intendono spingere la popolazione a riflettere sul tema del calore e sulle sfide future legate al clima
© Ti-Press / Pablo Gianinazzi
Mattia Darni
09.07.2026 21:30

Come rigenerare, concretamente, lo spazio pubblico e combattere le isole di calore? È a partire da queste domande che si è sviluppato il progetto «Isole d’Estate 2026», presentato questa sera in piazza Castello a Lugano dove un’isola è proprio stata posizionata (un’altra si trova in cima alla scalinata Bressanella nel quartiere di Loreto). L’iniziativa, che prosegue il percorso avviato la scorsa estate nel piazzale ex Scuole, è stata ideata e promossa dall’Istituto Internazionale di Architettura nell’ambito dei Laboratori di Cultura Urbana Mediazione Giovani in collaborazione con la Città di Lugano e la Divisione della Formazione Professionale (DFP) del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS). Il progetto, che rientra nel programma del LongLake Festival, ha coinvolto gli allievi del secondo anno della Scuola d’arti e mestieri del Centro Professionale Tecnico (CPT) di Trevano.

Ridurre l’impatto ambientale

L’installazione temporanea realizzata dai ragazzi in piazza Castello si compone di tre file di panchine disposte a ferro di cavallo coperte da una struttura in legno sulla quale sono posizionate fronde in materiale plastico. Tutto intorno piante. «Al centro del progetto abbiamo posto la sostenibilità», spiega Marta Buoro, coordinatrice dei laboratori Mediazione Giovani per l’Istituto Internazionale di Architettura. «Le piante sono specie autoctone che vengono dalle serre comunali di Lugano, le panchine sono realizzate con palette in legno che vengono dagli ecocentri della Città alle quali saranno riconsegnate a settembre quando l’installazione verrà smontata e le fronde sono state realizzate riutilizzando i cartelloni in PVC del PalaCongressi».

Un concetto, quello della sostenibilità, attrattivo non solo dal punto di vista ambientale, ma anche da quello economico. «La decisione di prendere questa direzione ci ha permesso di avere costi di realizzazione inferiori», osserva Monica Besomi di Lugano Convention & Exhibition. «Speriamo che l’isola di piazza Castello favorisca il dialogo tra cittadini e partecipanti agli eventi che si tengono al PalaCongressi».

Uno stimolo a riflettere

«Installazioni come questa non pretendono di risolvere il problema delle isole di calore», puntualizza Michel Jaeger della Divisione pianificazione, ambiente e energia, mobilità.

E, in effetti, questa sera durante la presentazione, l’ombra non era molta e, complice la canicola, il caldo si faceva sentire. «Ciò che intendono fare è però coinvolgere la cittadinanza in una riflessione comune sul tema», aggiunge Jaeger.

Una riflessione, quella sulla sostenibilità e sulla forma che dovrà assumere la città del futuro, alla quale è importante che prendano parte anche i giovani. «I ragazzi rappresentano il nostro avvenire e se la Lugano dei prossimi anni migliorerà sarà anche grazie a loro», osserva la capodicastero Sicurezza e spazi urbani Karin Valenzano Rossi. «In questo senso, la Città sta lavorando affinché vengano coinvolti non solo in progetti temporanei, ma anche in opere durature».

La genesi

Il progetto è nato come costola del lavoro di accompagnamento realizzato all’epoca del Piano direttore comunale. «Dai tavoli di discussione e dalle serate pubbliche era emersa la possibilità di lavorare con le scuole», spiega la direttrice dell’Istituto Internazionale di Architettura Ludovica Molo. «Abbiamo iniziato con i Licei di Lugano 1 e 2 per poi arrivare a toccare tutti i licei del cantone. Quando l’anno scorso siamo giunti al Liceo di Lugano 3 abbiamo capito che si potevano cominciare a realizzare progetti concreti. La speranza è ora di proporre ogni estate qualcosa di nuovo».

Vincente si è rivelata anche la scelta di lavorare, quest’anno, con la Scuola d’arti e mestieri del CPT. «Essendo noi una scuola professionale, i nostri studenti sono abituati non solo a ideare un progetto, ma anche a realizzarlo concretamente: è questo il loro punto di forza», racconta la direttrice del CPT Cecilia Beti.

Insomma, la riflessione su clima e sostenibilità è stata lanciata e i giovani sono stati coinvolti. Solo il tempo potrà ora dire quale forma assumerà la Lugano di domani.