Energia

Ma con il caldo, la Svizzera è a rischio blackout?

Le alte temperature mettono a dura prova la rete elettrica con alti consumi, proprio nel momento in cui la produzione di energia arranca
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Red. Online
29.06.2026 20:06

Caldo, caldo e ancora caldo. Nell’attesa che l’inizio di questa settimana metta fine all’ondata di canicola che sta attanagliando tutta l'Europa, a molti sarà passata per la testa una domanda: «Ma in Svizzera, rischiamo un blackout?». Già, perché le ondate di caldo fanno rima con grandi consumi di elettricità che mettono a dura prova la rete, sovraccaricandola. Tra condizionatori, ventilatori e impianti di raffreddamento che continuano a lavorare senza sosta e a pieno regime, le centrali nucleari - raffreddate ad acqua - sono in affanno, se non addirittura spente, per via delle alte temperature dei fiumi. Come nel caso di Beznau e del fiume Aare. Ad essere toccati sono anche i pannelli solari che, quando si surriscaldano, producono minore quantità di elettricità, spiega la SonntagsZeitung. Stesso discorso per i cavi della rete elettrica che si incurvano e trasportano meno energia. Un circolo vizioso, insomma.

I prezzi fluttuano

Questa ondata di calore sta già mettendo a dura prova il sistema elettrico europeo. E i prezzi dell'elettricità fluttuano, di conseguenza, in modo imprevedibile a seconda del momento della giornata. Un punto fermo, però, è che l'aumento del costo dell'energia viene periodicamente raggiunto verso le ore serali, quando c'è un picco dell'utilizzo. Tuttavia, la situazione nel nostro Paese non sembra essere così negativa. «La Svizzera è meglio preparata di molti dei suoi vicini», rileva 20 Minutes. Il motivo principale è l'energia idroelettrica. Che rappresenta «una parte consistente della produzione di elettricità e può essere utilizzata in modo flessibile, soprattutto durante le costose ore di punta serali», quando la richiesta è maggiore. 

Un mix equilibrato

Non solo. A dare man forte alla Svizzera, c'è una vera e propria rete di scambi transfrontalieri dell'energia che giovano alle compagnie elvetiche. «Durante il giorno, l'energia solare a basso costo viene importata da oltre i confini per pompare acqua nei bacini alpini». Quando cala la sera, quest'acqua può poi essere utilizzata per generare elettricità durante il picco ed essere rivenduta all'Europa. Pensando al futuro, però, bisognerà prevedere «un sistema elettrico stabile», spiega un portavoce di Axpo - che gestisce la centrale nucleare di Beznau - a 20 Minutes. Un sistema che richiederà dunque «un mix equilibrato di energia solare ed eolica, centrali elettriche controllabili, una capacità di stoccaggio sufficiente e un commercio di energia elettrica funzionale con l'Europa».