Europa

Macron mostra i muscoli e ordina: «Più testate nucleari»

Il presidente francese ha tenuto oggi un discorso dall’Île Longue di Brest: «Per essere liberi, bisogna essere temuti» - Il nuovo concetto di deterrenza coinvolgerà anche gli Stati alleati
© EPA/YOAN VALAT
Paolo Galli
02.03.2026 18:00

La deterrenza secondo Emmanuel Macron. Oppure, in altre parole: anche l’Europa partecipa alla corsa al nucleare. E lo fa con la fuga in avanti della Francia e del suo presidente. Ieri, dalla base navale di Île Longue, a Brest, Macron ha tenuto un discorso molto atteso. E le attese non sono state di certo tradite, anzi. «La deterrenza deve restare un principio francese inviolabile». È partito da qui, il presidente francese. «Come presidente della Repubblica, ne sono il garante e sono venuto qui per ribadirvi con la massima forza l’impegno della nazione, il mio impegno, nel perseguimento di questa missione fondamentale». Non ha parlato semplicemente di deterrenza, ma di una deterrenza «robusta ed efficace». In sostanza, per Macron, «tutti coloro che avessero l’audacia di attaccare la Francia, sanno quale prezzo insopportabile dovrebbero pagare».

«Era di armi nucleari»

Introdotto dalla Marsigliese, Emmanuel Macron è sembrato subito molto solenne. «Ed è con grande solennità che oggi vengo ad annunciare alla nazione un’evoluzione all’altezza delle nostre sfide nazionali ed europee». Poi ha approfondito il concetto, quello che lo vedrebbe «rafforzare la deterrenza nucleare francese di fronte alla combinazione di minacce». Ha insistito: «E dobbiamo considerare la nostra strategia di deterrenza nelle profondità del continente europeo, nel pieno rispetto della nostra sovranità. Con la progressiva attuazione di quella che definirei deterrenza avanzata». Questo perché «stiamo vivendo un periodo di sconvolgimenti geopolitici pieno di rischi», e questo periodo «giustifica un irrigidimento» del modello di deterrenza francese. Tra gli scenari citati da Macron, quello della guerra in Ucraina, con il coinvolgimento della Corea del Nord, ma anche il Medio Oriente, «che porterà la sua parte di instabilità», con ripercussioni possibili fino al cuore dell’Europa. E di base - questo il ragionamento della massima autorità francese - l’instabilità porta anche a un «rafforzamento del rischio che i conflitti superino la soglia nucleare». E ciò ha implicazioni molto dirette per l’Europa. «Il rischio di oltrepassare il limite è maggiore. In primo luogo, perché i conflitti che coinvolgono potenze con Stati possessori o in proliferazione sono in aumento». E poi c’è da considerare il «comportamento irresponsabile» di alcuni leader, a cominciare da Vladimir Putin. Insomma, riassumendo, serviranno: «Allerta precoce per individuare le minacce, difesa aerea potenziata per proteggersi, attacco in profondità per contrastare e agire in modo offensivo». La frase più forte del pomeriggio: «Per essere liberi, bisogna essere temuti». Anche perché - come ha poi concluso - «il prossimo mezzo secolo sarà un’era di armi nucleari» .

Otto Paesi già interessati

Come si traducono queste ambizioni, concretamente? «Ho ordinato un aumento del numero di testate nucleari nel nostro arsenale». Ma niente numeri. Anche la mancanza di trasparenza, in questo ambito, fa parte del nuovo concetto di deterrenza dettato da Emmanuel Macron. «Non renderemo più pubbliche le cifre relative al nostro arsenale nucleare, a differenza di quanto poteva accadere in passato». Nega, il presidente francese, che tutto ciò significhi entrare in una sorta di corsa agli armamenti. «Questa non è mai stata la nostra dottrina». La deterrenza nucleare, per Macron, richiede la «stretta sufficienza» di testate e missili. Al momento, va ricordato, la Francia dispone di poco meno di trecento testate nucleari. Altre verranno prodotte, così come verrà fabbricato un nuovo sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare, «l’Invincible». Non cambia la filosofia, nonostante tutto, e la dottrina francese rimarrà esclusivamente difensiva. E la deterrenza avanzata, con il suo approccio graduale, offrirà «ai partner l’opportunità di partecipare a esercitazioni di deterrenza». Otto Paesi hanno già confermato il proprio interesse e potranno, quindi, ospitare le forze aeree strategiche dell’aeronautica militare francese: Germania, Regno Unito, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca. In particolare, si stringe l’asse tra Parigi e Londra, tra i due soli Paesi che possono vantare armi nucleari in Europa. Il Regno Unito è stato informato delle ambizioni francesi, e lo stesso è stato fatto con gli Stati Uniti. «La deterrenza avanzata offrirà una nuova profondità strategica, coerente con le sfide alla sicurezza in Europa. Il suo valore sarà, credo, molto forte anche per i partner che entreranno in questa logica con noi e il cui territorio acquisirà un forte legame con la nostra deterrenza». Una nuova deterrenza che segue il crollo dei trattati internazionali nell’ambito delle armi nucleari. «Un campo di rovine», lo ha definito Macron. «Per questo gli europei devono riprendere il controllo del loro destino».

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