Madre complice in abusi sulla figlia dovrà essere rigiudicata

Dovrà essere rigiudicata la madre condannata in prima e seconda istanza a quattro anni di carcere per tentato omicidio e complicità in atti sessuali con fanciulli ai danni di sua figlia. Lo ha comunicato oggi il Tribunale federale (TF), che rinvia pertanto la causa al Tribunale cantonale (TC). La donna era comparsa in compagnia del marito di fronte al Tribunale penale della Broye e del Nord vodese nel 2023, venendo condannata a una pena detentiva di quattro anni per tentato omicidio, complicità in atti sessuali con fanciulli, complicità in coazione sessuale, complicità in incesto e violazione del dovere di assistenza ed educazione.
L'anno seguente la sentenza era stata confermata dal TC. Nella sua sentenza il TF ha spiegato che la ricorrente - oggi 53enne - avrebbe chiuso gli occhi riguardo agli abusi perpetrati per anni dal marito ai danni di una delle loro figlie, affetta da una malattia genetica. Aveva inoltre preso parte alle violenze fisiche e verbali.
I giudici di Mon Repos hanno deciso di accogliere parzialmente il ricorso e di annullare la condanna a quattro anni a causa delle lacune constatate nella fissazione della pena. Il TF sottolinea inoltre come il reato più grave, quello che avrebbe dovuto costituire la base per la sanzione, era il tentato omicidio e non la complicità in atti sessuali. Inoltre l'aumento della pena per gli altri capi d'imputazione non è stato né dettagliato né motivato. Per tutte queste ragioni la seconda corte penale del TF non si è potuta pronunciare e ha rimandato la causa al TC.
(sentenza 7B_1402/2024 del 29 gennaio 2026)