Madrid chiama in causa Rabat su Ceuta: «Fare piena luce sugli arrivi»

La ministra spagnola della Difesa, Margarita Robles, ha chiesto oggi a Rabat di «fare luce piena luce» sulla massiccia ondata migratoria verso Ceuta e di indagare «fino in fondo per sapere cosa è accaduto», condannando allo stesso tempo il fatto che, dall'altro lato della frontiera dell'exclave iberica, «si mandino i giovani verso la morte».
Mafie e trafficanti
Finora Madrid aveva evitato di puntare l'indice sul Marocco e sia il premier Pedro Sanchez che i ministri dell'Interno e degli Esteri, Fernando Grande-Marlaska e José Manuel Albares, nell'assicurare la «piena collaborazione» di Rabat, hanno attribuito la più grande crisi migratoria vissuta nella città autonoma in nord Africa alle mafie e alle reti di trafficanti di esseri umani.
«Chi ha organizzato tutto?»
«Chiedo al governo del Marocco di indagare chi c'è dietro queste reti, chi ha la responsabilità, chi ha organizzato tutto, attraverso le mafie, e chi ha ingannato queste persone», ha detto Margarita Robles in dichiarazioni ai media a Saragozza, ripresa da Tve. «Non può essere che si utilizzino minori, come sono stati utilizzati, o anche persone, mandandole a morte nel mare», senza altre conseguenze, ha aggiunto.
Nessuna notizia sugli arrivi
La titolare della Difesa ha inoltre difeso il lavoro dei servizi di intelligence spagnoli, dopo che il ministro dell'Interno aveva assicurato di non aver ricevuto notizie del rischio di arrivi in massa a Ceuta nei giorni precedenti all'ondata di giovedì 30 luglio.
Chiarire fino in fondo
«Il mio riconoscimento e ringraziamento agli uomini e donne del Centro nazionale di Intelligence (Cni), del Cifas (i servizi della forze armate, ndr), dei servizi di informazione della polizia e della Guardia Civil, che sempre e in condizioni molto difficili realizzano il loro lavoro», ha detto Robles, insistendo sul fatto che Rabat debba «chiarire fino in fondo quanto accaduto».