Spagna

Madrid dichiara per la prima volta lo stato di emergenza a Ceuta

«Ceuta è oggi il cuore della Spagna», ha detto Saiz, nel definire «straordinaria» la crisi nell'exclave - dopo gli arrivi in massa di migranti a fine luglio - e che «richiede una risposta straordinaria»
Reduan/ KEYSTONE
Ats
25.08.2026 16:27

Il governo spagnolo ha dichiarato «per la prima volta nella storia» lo stato di emergenza per la sicurezza nazionale a Ceuta, dopo la riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza nazionale che si è svolta questa mattina. Lo ha annunciato la portavoce dell'esecutivo e ministra dell'Inclusione e Migrazioni, Elma Saiz, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

«Ceuta è oggi il cuore della Spagna», ha detto Saiz, nel definire «straordinaria» la crisi nell'exclave - dopo gli arrivi in massa di migranti a fine luglio - e che «richiede una risposta straordinaria», articolata in diverse fasi: sicurezza e controllo della situazione, coordinamento tra amministrazioni e, ora, assistenza umanitaria.

Comando unico per coordinare la gestione della crisi

Saiz ha spiegato che l'esecutivo ha istituito «una autorità funzionale», di fatto un comando unico, per coordinare la gestione della crisi migratoria nell'exclave, affidando l'incarico al ministro della Politica territoriale, Angel Victor Torres. Il comando sarà affiancato da un comitato con rappresentanti della città autonoma, della delegazione del governo (la prefettura), del Centro nazionale di intelligence (Cni), dei ministeri coinvolti e del Dipartimento per la Sicurezza nazionale.

«È una misura che permette alle amministrazioni regionali e alle delegazioni di lavorarfe in modo coordinato ed efficiente», ha assicurato la portavoce.

Due disegni di legge

Il governo spagnolo ha inoltre approvato in prima lettura due disegni di legge, uno sulla protezione internazionale e l'asilo e l'altro di riforma della legge sull'immigrazione, per adeguare il sistema nazionale al Patto europeo su migrazione e asilo, approvato nel 2024 e in vigore dal 12 giugno. L'iniziativa arriva nel pieno della crisi migratoria provocata a Ceuta dagli arrivi in massa di migranti il 30 e il 31 luglio.

Come ha spiegato il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska in conferenza stampa dopo l'odierno Cdm, le iniziative puntano a coniugare «una gestione agile, efficiente e ordinata» dei flussi migratori e dei ritorni con il mantenimento delle garanzie delle persone migranti e il rispetto dei diritti umani.

Il ministro ha precisato che la nuova legge sull'asilo aggiornerà le definizioni di protezione internazionale, status di rifugiato e protezione sussidiaria, includendo espressamente le persecuzioni legate a genere, identità o espressione di genere e disabilità.

Tre percorsi per l'esame delle domande

Sono previsti tre percorsi per l'esame delle domande: una procedura ordinaria, una accelerata, da concludere entro tre mesi, e una nuova procedura di frontiera, prevista dal diritto Ue, con un termine massimo di 12 settimane, durante le quali il richiedente resterà a disposizione delle autorità e, in caso di rigetto, la procedura faciliterà il successivo rimpatrio.

«Questa nuova regolazione tiene conto della nuova realtà migratoria, ma mantenendo un focus assolutamente garantista dei diritti umani» dei richiedenti asilo e dei migranti minori non accompagnati, ha assicurato Grande-Marlaska.

La riforma della legge sull'immigrazione introduce invece il 'triage' per chi attraversa irregolarmente una frontiera esterna senza essere sottoposto ai normali controlli: identificazione, dati biometrici, visita medica, valutazione della vulnerabilità, controlli di sicurezza e individuazione della procedura applicabile. Mentre il Patto Ue consente un triage fino a 7 giorni, Madrid manterrà il limite a 72 ore, prorogabile solo per decisione giudiziaria, per ridurre al minimo la permanenza nelle strutture di polizia.

Marlaska ha assicurato che la riforma manterrà un approccio «garantista», con particolare attenzione a vulnerabili, minori e unità familiari. «Le politiche sull'immigrazione e sulla protezione internazionale sono politiche di Stato», ha rivendicato, auspicando «il massimo consenso politico e sociale possibile» per l'approvazione dei due disegni di legge in Parlamento.