Svizzera

Maglie di «Kobil» o «Xakha»? «Attenti alle contraffazioni»

I casi di imitazioni e falsi sono aumentati poco prima e durante i Mondiali di calcio nordamericani - Per l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini, il fenomeno e i relativi sequestri riguardano soprattutto il commercio online - Anche chi acquista prodotti illeciti potrebbe incorrere in «costi considerevoli»
©PETER KLAUNZER
Luca Faranda
27.07.2026 06:00

La maglietta di «Kobil», di «Xakha» oppure ancora di «Munzambi»? Attenzione al cartellino rosso da parte delle autorità. Con i Mondiali di calcio ormai alle spalle, l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) negli scorsi giorni ha lanciato un avvertimento contro le imitazioni e i falsi. «Il personale della dogana di Zurigo ha sequestrato numerose maglie da calcio presumibilmente contraffatte durante i Mondiali di calcio». Ciò significa che le cosiddette «maglie taroccate» hanno fatto capolino sempre più spesso sul mercato elvetico e nelle piazze davanti ai grandi schermi. E non solo quella della «Nati», ma di tutte le selezioni presenti al Mondiale. Eppure, dalle foto pubblicate dall’UDSC, si intravede soprattutto la classica maglietta rossocrociata, così come la versione «da trasferta» di colore bianco-turchese.

Non è un caso che questi sequestri siano avvenuti a Zurigo: molti articoli contraffatti (ovvero la copia illecita di un prodotto originale) sono infatti venduti online e arrivano all’aeroporto di Zurigo. E a Chiasso? «Per motivi strategici e operativi, non possiamo fornire ulteriori dettagli sul luogo e sul numero di prodotti contraffatti individuati e sequestrati», ci fanno sapere dall’UDSC, confermando tuttavia che «poco prima e durante i Mondiali di calcio del 2026, l’UDSC ha rilevato un aumento superiore alla media delle maglie presumibilmente contraffatte, soprattutto nel commercio online».

Il fenomeno non è quantificabile poiché le maglie da calcio non vengono registrate separatamente nelle statistiche delle autorità. Pertanto, non sono disponibili «dati concreti sulle maglie presumibilmente contraffatte sequestrate».

Oltre 100 franchi

La versione ufficiale delle maglie da gioco della Puma (sponsor tecnico della Svizzera) può anche superare i 100 franchi. C’è così chi prova a offrire alternative contraffatte e dunque a un prezzo decisamente inferiore. Alcune imitazioni sono facilmente riconoscibili (ad esempio perché contengono errori di ortografia oppure il materiale è vistosamente di scarsa qualità), mentre altre possono sembrare molto realistiche a prima vista.

Serve, in questo caso, un esame più attento. «Stop Piracy», la piattaforma svizzera di lotta alla contraffazione e alla pirateria, fornisce tre consigli - dispensati già in occasione dell’Europeo femminile svoltosi in Svizzera nel 2025 - per riconoscere le contraffazioni online: contatto (i «negozi affidabili indicano chiaramente le possibilità di contatto»), recensioni (l’assenza di feedback, oppure un numero troppo elevato di commenti positivi dovrebbe far sorgere qualche sospetto) e infine un prezzo eccessivamente conveniente.

Rinunciare alla merce

L’UDSC ci spiega che l’importazione di prodotti contraffatti di marchi o di disegni e modelli destinati esclusivamente all’uso privato non è punibile. Tuttavia, sul proprio sito, la piattaforma «Stop Piracy» elenca alcuni possibili rischi per chi acquista maglie contraffatte o altri prodotti illeciti: se il pacco viene trattenuto alla dogana, chi l’ha acquistato riceve una comunicazione dall’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale (IPI), ovvero l’autorità competente per l’attuazione della procedura.

In quel caso si aprono due opzioni: rinunciare alla merce (e il pacco viene distrutto), oppure opporsi alla distruzione dell’invio con il rischio di subire una richiesta di risarcimento da parte del titolare del marchio (nel caso delle maglie della Nazionale sarebbe Puma). «Se non siete sicuri al 100% dell’autenticità della merce che vi è stata recapitata, rinunciate», consiglia «Stop Piracy», ribadendo che altrimenti «potrebbero incombere oneri e costi considerevoli».