Marchesi, primo giorno a tema Dipartimenti

Piero Marchesi, come annunciato sul Foglio ufficiale, è stato proclamato oggi Consigliere di Stato. Affinché entri formalmente in carica, bisognerà però attendere mercoledì 7 ottobre, quando dichiarerà fedeltà alla Costituzione e alle leggi nell’ambito della cerimonia di insediamento.
Tuttavia, il futuro consigliere di Stato UDC ha già incontrato i suoi nuovi colleghi. Sul tavolo, in una riunione «informale e top secret» come rivelato da TeleTicino, la ripartizione dei Dipartimenti. Una procedura che scatterà subito dopo la dichiarazione di fedeltà, durante la prima riunione di Governo, ma che i «ministri» hanno iniziato a tematizzare (non nella sala del Consiglio di Stato, bensì in un’altra). «Il Dipartimento più ambito è il Territorio, attualmente cogestito da Norman Gobbi e Raffaele De Rosa dopo l’esclusione di Claudio Zali», spiega l’emittente di Melide. «Gobbi non ha fatto mistero di volerlo mentre De Rosa non si è mai sbilanciato». Ad ogni modo, al termine della riunione nessuna decisione (neppure preliminare) sarebbe stata presa. Ma qualcosa all’orizzonte si profila. Ovvero, la decisione più semplice: Norman Gobbi al Territorio e Piero Marchesi alle Istituzioni. Insomma, l’area di destra manterrebbe gli stessi Dipartimenti. Anche perché Gobbi, secondo il principio di anzianità, ha diritto a scegliere per primo il settore, seppur la decisione finale spetti al collegio governativo.
Pochi mesi e si capirà
Come verranno effettivamente ripartiti i Dipartimenti lo si saprà soltanto la settimana prossima. Ma tutto porta a pensare che Carobbio, Vitta e De Rosa manterranno gli stessi ruoli. Al termine della legislatura, infatti, mancano solo pochi mesi. La «vera» ripartizione, quindi, dovrebbe avvenire soltanto dopo le elezioni cantonali di aprile.
La politica è compatta
In quel momento ci sarà anche la possibilità di procedere a una riforma complessiva dei Dipartimenti, come richiesto da più parti. La politica sembra infatti compatta verso un nuovo Lago d’Orta. A distanza di oltre 30 anni dall’ultima volta, un rimescolamento dei compiti appare più di una necessità. L’idea di una riforma generale, lanciata in primavera dal presidente del Centro Fiorenzo Dadò, ha fatto breccia in tutti i partiti, dal PLR di Alessandro Speziali fino al PSdei co-presidenti Laura Riget e Fabrizio Sirica, passando per la Lega. Pure Piero Marchesi, futuro consigliere di Stato, lo scorso maggio aveva detto al Corriere del Ticino di desiderare un cambio radicale. «Sarebbe opportuno che l’economia fosse accorpata alla scuola, mettendo in rete l’intera filiera, dalla formazione dei giovani fino allo sbocco professionale», aveva sottolineato il democentrista.
Insomma, in vista di mercoledì prossimo i giochi sembrano ormai fatti. Il tempo a disposizione per ragionare su una modifica complessiva dei Dipartimenti non c’è. Diverso, invece, l’orizzonte di aprile. A quel punto, un vero rimescolamento delle carte sembra probabile.