Marcia per la remigrazione a Lugano, la fedpol: «È responsabilità delle autorità locali»

«Vogliamo tutelare l'ordine pubblico e la sicurezza. La manifestazione non è stata autorizzata in ragione dei rischi di scontri che sussistono». Così Karin Valenzano Rossi, capodicastero sicurezza della Città di Lugano, ha motivato la decisione del Municipio cittadino di non autorizzare la «marcia per la patria e la remigrazione», promossa da Fronte nazionale elvetico e a cui avrebbero dovuto prendere parte anche Active Club Helvetia e Schweizer Nationalisten, che era in programma per il 21 febbraio. Negli scorsi giorni, infatti, la Polizia Città di Lugano - come spiegato dal Corriere del Ticino - ha preso contatto con Polizia cantonale e federale (fedpol). Il motivo? «Bisogna prima capire quali tipi di rischi sono connessi, in particolare anche legati alle contromanifestazioni annunciate sui vari canali ma per le quali non è stata chiesta alcuna autorizzazione», ha detto al quotidiano la stessa Valenzano Rossi, riferendosi a quanto annunciato da collettivi e organizzazioni antifasciste locali proprio in risposta alla marcia.
«La responsabilità è delle autorità locali»
La fedpol, da noi interpellata, ci ha spiegato come «la valutazione dei singoli eventi è di competenza primaria delle autorità locali preposte alla sicurezza e al rilascio delle autorizzazioni» e «qualora durante un evento di questo tipo si verifichino comportamenti illegali, ad esempio discriminazione e incitamento all'odio, spetta alle autorità cantonali decidere se intraprendere le misure del caso», ma dall'Esecutivo di Lugano «non ha ricevuto alcuna richiesta specifica».
«Incitano pubblicamente all'odio»
Sulla marcia, settimana scorsa si era espresso anche il Movimento per il socialismo (Mps), che si era opposto alla manifestazione. «I promotori di questa iniziativa si collocano chiaramente nell’area della destra radicale xenofoba e razzista. I loro discorsi e le loro prese di posizione sono caratterizzati dalla diffusione dell’odio verso le persone straniere e verso settori della popolazione che non rientrano nei loro modelli tradizionalisti e autoritari». Quindi, ci siamo domandati, la fedpol come gestisce i gruppi di estrema destra e sinistra? «Non sorvegliamo direttamente alcuna organizzazione», ci hanno risposto da Berna, precisando che «le attività di intelligence non rientrano nella nostra sfera di competenza. In qualità di polizia giudiziaria della Confederazione, fedpol può adottare misure di sorveglianza solo su incarico del Ministero pubblico della Confederazione nell'ambito di un procedimento penale, qualora si tratti di un reato di competenza federale».
