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Mosca denuncia uno dei più vasti raid dall'inizio della guerra — Colpite diverse regioni russe, mentre proseguono gli attacchi reciproci lungo il fronte — TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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10:41
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Kiev chiederà ad alleati altri 20 miliardi
L'Ucraina chiederà ai suoi alleati altri 20 miliardi di dollari per consolidare il suo temporaneo vantaggio sul campo di battaglia rispetto alla Russia, ha dichiarato a Politico un alto funzionario della difesa ucraino.
«Tutti vedono che la Russia sta bruciando, e noi vogliamo che bruci ancora di più, ma per farlo abbiamo bisogno di finanziamenti», ha detto il funzionario, parlando a condizione di rimanere anonimo.
La richiesta di 20 miliardi di dollari verrà presentata il 18 giugno in occasione della prossima riunione del Gruppo di contatto per la difesa dell'Ucraina, noto anche come Formato Ramstein, dove gli alleati organizzano gli aiuti finanziari e militari a Kiev.
17:15
17:15
'Russia costruisce basi per 100 mila uomini ai confini Nato'
Un'inchiesta congiunta condotta da organi di stampa dei Paesi nordici e baltici ha rivelato che la Russia sta costruendo infrastrutture militari vicino ai suoi confini con nazioni della Nato, il che potrebbe consentirle di stazionare oltre 100'000 truppe.
Lo scrive la Ukrainska Pravda. I giornalisti dell'emittente svedese SVT, insieme ad altri media della regione - la norvegese NRK, la danese DR e la redazione estone Delfi - hanno utilizzato immagini satellitari per indagare sulle infrastrutture militari russe vicino ai confini europei e hanno scoperto che sono in fase di attivo sviluppo in diverse località. Le foto permettono di immortalare numerose nuove caserme destinate a migliaia di soldati, depositi di munizioni e ubicazioni di equipaggiamento.
In particolare, a Petsamo (Pechenji), a 10 km dal confine con la Norvegia in Lapponia, si registrano la costruzione di caserme e l'accumulo di equipaggiamento. Lo stesso accade a Petrozavodsk, vicino al confine con la Finlandia. A Sapiernoye, vicino al confine finlandese, e a Luzh, nella regione di Pskov, si sta accumulando equipaggiamento e anche a Baltiysk, nella regione di Kaliningrad. A Kirillovskoye, a 70 km dal confine con la Finlandia, è in costruzione un nuovo complesso infrastrutturale; una base già esistente a Kandalaksha, sul Mar Bianco, è in fase di ampliamento.
Secondo il comandante dell'esercito finlandese, Pasi Välimäki, in seguito allo sviluppo delle infrastrutture russe, circa 80'000 soldati potrebbero comparire vicino ai confini del Paese, mentre in precedenza erano 20'000. La suddetta base di Petsamo, nell'estremo nord, dopo l'ampliamento potrà ospitare fino a 17'000 militari, anziché i 7000 di prima. Complessivamente, le nuove e ampliate strutture consentono potenzialmente alla Russia di concentrare fino a 115'000 effettivi ai suoi confini con l'Europa settentrionale e i Paesi baltici.
Si ritiene che il trasferimento delle forze in queste strutture dovrebbe avvenire dopo la fine della fase calda della guerra contro l'Ucraina.
12:06
12:06
La Bulgaria non invierà più armi all'Ucraina
La Bulgaria non invierà più armi all'Ucraina. Lo ha dichiarato ieri in serata il ministro della difesa Dimitar Stoyanov, presentando le priorità del suo dicastero. «L'Ucraina ha bisogno di più uomini, non di più armi», ha affermato, auspicando negoziati per una «pace giusta, definita da entrambe le parti in conflitto».
Il ministro bulgaro ha aggiunto che, a su parere, «la guerra in Ucraina non si risolverà sul campo di battaglia. Ormai si tratta di una guerra di posizione e, per quanto si accumulino armi, l'unico risultato sarà la perdita di vite umane. L'Ucraina ha già armi a sufficienza, quindi non prevediamo di fornirne altre all'esercito ucraino», è stato categorico Stoyanov. A suo giudizio «è tempo di sedersi al tavolo delle trattative».
La Bulgaria fornisce armi e munizioni prevalentemente di standard sovietico all'Ucraina sin dall'inizio del conflitto nel 2022, ma il nuovo premier Rumen Radev, ex presidente dimissionario e trionfatore delle elezioni del 19 aprile con un programma anti-corruzione, aveva promesso di cambiare politica nei confronti della guerra ucraina, che lui giudica senza uscita, con l'intenzione di stimolare una soluzione diplomatica.
11:08
11:08
326 droni ucraini nella notte, colpito un museo di guerra in Crimea
Sono stati 326 i droni lanciati dalle forze ucraine la scorsa notte contro 19 regioni della Russia, compresa quella di Mosca, sulla penisola occupata di Crimea e sul Mar Nero. Lo ha reso noto il Ministero della difesa di Mosca, affermando che tutti i velivoli sono stati intercettati. Tuttavia, nella regione di Samara tre persone sono rimaste ferite e sono state danneggiate «strutture industriali», secondo quanto riferito dal governatore, Vyacheslav Fedorishchev, citato dalla Tass.
A questo proposito, il «Kyiv Independent» riporta che la raffineria di petrolio Kuybyshevskiy nella città di Samara, a circa 800 chilometri dal confine tra Ucraina e Russia, è stata colpita da un incendio in seguito agli attacchi di droni ucraini, come si evince da una foto pubblicata su Telegram dal canale di informazione indipendente Exilenova Plus. Stando al «Kyiv Independent», inoltre, a Cheboksary, in Ciuvascia, a circa 1'000 chilometri dal confine, un sito di ricerca e produzione industriale è stato colpito da missili ucraini, sempre stando a quanto riportato da Exilenova Plus.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato oggi che è sono stati utilizzati missili di produzione ucraina, segnando un raro impiego dell'arma di punta del suo paese. «Ieri sera i missili ucraini FP-5 Flamingo hanno colpito un impianto militare a Cheboksary che fornisce all'esercito occupante componenti per droni e missili», ha detto Zelensky. Kiev e i suoi alleati, tra cui gli USA e l'UE, hanno sanzionato la società che gestisce l'impianto, la «VNIIR-Progress».
In Crimea, invece, un «attacco mirato» di un drone ucraino ha colpito a Sebastopoli il museo «Difesa del 1854-1855» dedicato alla guerra di Crimea, che è strato praticamente distrutto da un incendio, ha riferito il sindaco Mikhail Razvozhaev. Nell'attacco non si registrano morti o feriti, ma sono stati causati gravi danni all'imponente ciclorama di Sebastopoli, una delle principali attrazioni turistiche della città nella Crimea sudoccidentale.
«Un UAV ha danneggiato l'edificio che ospita il panorama 'La difesa di Sebastopoli nel 1854-1855'. Il tetto è in fiamme», ha scritto il governatore sulla piattaforma social Max. Successivamente Razvozhaev ha precisato che 83 persone e 22 mezzi erano impegnati nello spegnimento dell'incendio, classificato di livello 4 su una scala di cinque.
Il ciclorama è stato realizzato dall'artista russo Franz Roubaud tra il 1902 e il 1904. «La situazione è estremamente complessa: è ormai evidente che il capolavoro di Franz Roubaud è stato praticamente distrutto», ha dichiarato Razvozhaev. «Questi barbari e mostri - ha aggiunto - hanno preso di mira deliberatamente quello che abbiamo di caro, cercando di distruggere la nostra stessa essenza. Solo dei completi degenerati potrebbero fare una cosa simile, prendere di mira deliberatamente un museo».
Il ciclorama di Sebastopoli permette ai visitatori di osservare, da una piattaforma girevole, uno degli episodi più sanguinosi e decisivi della guerra di Crimea: la resistenza delle forze russe all'assedio da parte di una coalizione alleata di truppe britanniche, francesi e ottomane, dall'ottobre 1854 al settembre 1855.
La tela originale, alta 14 metri e lunga 115, fu gravemente danneggiata durante un altro assedio di Sebastopoli nel 1941 e 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale, ma fu riaperto al pubblico nel 1954 dopo un meticoloso restauro.
Intanto le forze russe hanno bombardato 32 volte nelle ultime 24 ore le località della regione di Donetsk, causando la morte di tre civili e il ferimento di sette persone, ha riferito oggi il capo dell'amministrazione militare regionale Vadym Filashkin. Stando all'agenzia ucraina Interfax, le vittime si registrano a Kramatorsk, dove una persona è stata uccisa, e a Druzhkivka, dove sono morte due persone.
Le Forze Armate russe hanno inoltre colpito Kharkiv e altre località della regione, causando la morte di una persona e il ferimento di altre 15, ha comunicato il capo dell'amministrazione militare regionale Oleh Syniehubov citato da Interfax.
10:29
10:29
«Il generale Davidov è l'uomo ucciso con una bomba sotto l'auto»
I principali canali di informazione dell'opposizione russa sostengono che l'uomo ucciso ieri con una bomba piazzata sotto la sua auto nella città di Balashikha, nella regione di Mosca, fosse il generale Damir Davidov, capo del Dipartimento missili e artiglieria del Ministero della difesa russo. I siti dell'opposizione russa ipotizzano che si tratti di un assassinio mirato da parte degli ucraini.
L'attentato era avvenuto ieri intorno alle 05.30 ora locale, nella città di Balashikha, a circa 10 chilometri a est della capitale russa. La bomba, piazzata sotto la BMW X3 dell'uomo, è esplosa mentre l'auto transitava nei pressi di un condominio in via Koldunova, nel quartiere Aviatorov di Balashikha, secondo quanto riferito dal Comitato investigativo russo. Stando al canale Telegram russo 112 l'ordigno esplosivo, collocato sotto il sedile del conducente, aveva una potenza equivalente a 300-400 grammi di TNT.
Le autorità russe hanno confermato la morte di un uomo nell'esplosione, ma non hanno ancora rivelato ufficialmente l'identità della vittima.
Davidov era a capo di un dipartimento responsabile della fornitura di munizioni per missili e artiglieria all'interno della Direzione generale missilistica e artiglieria (GRAU) russa.
In precedenza alcuni canali Telegram russi avevano ipotizzato che la vittima potesse essere Davidov. La testata indipendente "Astra" ha riportato che un testimone presente sul luogo dell'esplosione avrebbe sentito i soccorritori menzionare il nome "Damir". "Astra" ha inoltre riferito che, in base ai dati consultati, un uomo corrispondente al profilo di Davydov aveva precedentemente vissuto nella stessa strada in cui è avvenuta l'esplosione.
Il quartiere di Aviatorov è un'area residenziale originariamente costruita per il personale militare russo e le loro famiglie. Secondo "Astra", gli appartamenti in quella zona vengono distribuiti dal Ministero della difesa russo a militari in pensione, veterani di guerra e parenti di militari.
L'attentato - ricorda Astra - è avvenuto a meno di un chilometro dal luogo in cui il tenente generale Yaroslav Moskalik, vice capo della Direzione operativa principale dello Stato maggiore russo, fu ucciso in un attentato con un'autobomba nell'aprile del 2025.
08:01
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Il punto alle 8:00
La Russia afferma di aver respinto nella notte uno dei più massicci attacchi con droni ucraini dall'inizio della guerra. Secondo il Ministero della Difesa di Mosca, le difese aeree hanno abbattuto oltre 320 velivoli senza pilota lanciati dall'Ucraina contro diverse regioni del Paese.
I droni avrebbero preso di mira numerosi obiettivi sul territorio russo, inclusi alcuni situati a notevole distanza dal confine ucraino. Le autorità hanno segnalato danni e incendi in varie località, mentre in alcuni aeroporti sono state temporaneamente introdotte restrizioni al traffico aereo per motivi di sicurezza.
Il bilancio fornito da Mosca non è verificabile in modo indipendente. Se confermato, si tratterebbe tuttavia di uno dei più vasti raid ucraini contro il territorio russo dall'inizio dell'invasione del febbraio 2022.
Negli ultimi mesi Kiev ha intensificato l'impiego di droni a lungo raggio, puntando a colpire infrastrutture energetiche, impianti industriali, depositi di carburante e strutture considerate strategiche per lo sforzo bellico russo. L'obiettivo dichiarato è quello di indebolire le capacità logistiche e militari di Mosca anche lontano dalla linea del fronte.
La notte è stata segnata anche da nuovi attacchi russi contro l'Ucraina. Le autorità di Kiev hanno riferito di un massiccio lancio di droni e missili contro diverse regioni del Paese, con vittime e feriti segnalati soprattutto nelle aree orientali e settentrionali.
L'episodio conferma come la guerra stia assumendo sempre più le caratteristiche di un conflitto combattuto a distanza, nel quale i droni svolgono un ruolo centrale. Sia Mosca sia Kiev stanno aumentando la produzione e l'utilizzo di questi sistemi, trasformando lo spazio aereo ben oltre il fronte in un nuovo campo di battaglia.
