Maxi contrabbando di alimenti tra Francia e Svizzera: 110 tonnellate di merce non dichiarata

La dogana svizzera ha smantellato un traffico illegale di derrate alimentari sull'asse Francia-Romandia. La rete distribuiva a negozi del canton Vaud e Ginevra olio di girasole, banane, cipolle, latte in polvere e noodle istantanei senza pagare i dazi al confine. Complessivamente, sono state trasportate 110 tonnellate di merce, per un danno da oltre 80'000 franchi.
Tutto inizia da un controllo in autostrada
A riferire dell'indagine è oggi l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC). Tutto è iniziato nell'aprile del 2024 quando, durante un controllo di polizia in autostrada vicino a Bursins (VD), è stato fermato un furgone il cui conducente era in stato di ebbrezza e il cui carico superava di diverse centinaia di chili il limite di peso consentito.
È poi emerso che l'uomo alla guida, un francese di 42 anni, trasportava 1605 litri di olio di girasole, 1229 kg di banane, 375 kg di cipolle e 213 kg di latte in polvere. I dazi doganali evasi su questi prodotti non dichiarati ammontavano a 4300 franchi.
Una rete che operava tra Francia e Svizzera
L'indagine avviata in seguito a questo sequestro ha portato alla luce una rete che importava merci dalla Francia in Svizzera con lo stesso modus operandi. A capo dell'operazione c'era un francese di 46 anni, coadiuvato da quattro complici: oltre al primo arrestato, due cittadini dello Sri Lanka di 46 e 33 anni domiciliati nella Confederazione e una 23enne francese.
Prima del sequestro, i generi alimentari venivano trasportati in un'unica spedizione con un furgone dal fornitore in Francia direttamente ai negozi. In seguito, le attività illecite sono proseguite, ma con un cambiamento: la merce veniva scaricata in un garage in territorio francese e poi smistata in piccole quantità in Svizzera.
Identificati 8 destinatari
Sono stati identificati otto destinatari, residenti a Ginevra e Vaud e proprietari di diversi negozi di alimentari. Talvolta venivano create delle fatture false per far sembrare che l'acquisto fosse avvenuto in Svizzera, ingannando così le autorità.
Effettuate 38 importazioni
Gli inquirenti sono riusciti a stabilire che, fra fine 2023 e settembre 2024, sono state effettuate 38 importazioni, per 75'000 franchi di tariffe doganali non pagate e 6000 franchi di IVA. I vari protagonisti della vicenda verranno sanzionati in proporzione al danno arrecato.
Cibo acquistato a basso costo all'estero
La dogana svizzera ricorda che il contrabbando organizzato di alimenti spesso coinvolge piccole quantità, trasportate in veicoli privati o furgoni, a volte senza refrigerazione. Acquistato a basso costo all'estero, il cibo è poi rivenduto al prezzo di mercato. Questo tipo di contrabbando si adatta peraltro alla domanda. Ad esempio, nel suddetto caso, sono state vendute quasi 5,5 tonnellate di noodle istantanei sudcoreani seguendo un trend diffusosi su TikTok.