Mondiali 2026

Maxischermi: Bellinzona e Lugano premiati da OKKIO, Moon&Stars bocciato per il ritorno al monouso

L'Osservatorio per la gestione ecosostenibile dei rifiuti ha valutato i Public Viewing ticinesi in occasione dei Mondiali di calcio – Promossi Bellinzona e Lugano grazie al multiuso, mentre il festival locarnese riceve l'«OKKIO nero» per aver abbandonato i bicchieri riutilizzabili della birra a favore del monouso – Daniele Polli: «Chi è rimasto indietro continua a non fare il passo necessario per migliorare»
©Pablo Gianinazzi
Lara Sargenti
23.07.2026 18:00

Anche in occasione dei Mondiali di calcio 2026, l’Osservatorio per la gestione ecosostenibile dei rifiuti (OKKIO) ha monitorato la gestione dei rifiuti nei principali Public Viewing del Cantone, verificando sul posto il rispetto dei regolamenti comunali e valutando l'impiego di materiali riutilizzabili, la raccolta differenziata e l'informazione fornita al pubblico. A ottenere il punteggio più elevato, 10 punti su 18, sono stati i Public Viewing di Bellinzona (organizzato dal Nevermind Music Fest) e di Lugano (gestito dal LongLake Festival). Entrambi ricevono l'OKKIO d'oro per aver scelto di servire bevande e pasti con contenitori multiuso lavabili e riutilizzabili, riducendo sensibilmente la produzione di rifiuti.

Menzione positiva per Giubiasco

Con 8 punti su 18, anche il Public Viewing di Giubiasco si distingue per alcune scelte virtuose. Tutti i bicchieri erano in plastica PP riciclabile, mentre piatti e posate erano compostabili. Inoltre, era uno dei pochi eventi a mettere a disposizione contenitori separati per la raccolta dei bicchieri in PP, dei materiali compostabili e degli scarti alimentari.

Chi può migliorare

Più distanziati, invece, i Public Viewing di Locarno, Mendrisio e Chiasso, che si sono fermati a 5-6 punti, penalizzati soprattutto per la scelta di utilizzare soluzioni monouso. Proprio l’edizione di Moon&Stars 2026, che ha offerto uno dei pubblic viewing più grandi, è finito nel mirino dell’associazione. Dopo cinque edizioni in cui la birra veniva servita esclusivamente in bicchieri multiuso lavati e riutilizzati in Ticino, quest'anno l'organizzazione ha deciso di tornare ai bicchieri monouso compostabili in PLA, una bioplastica derivata dal mais. Nonostante la scelta rispetti il regolamento sui rifiuti della città di Locarno, secondo OKKIO rappresenta un passo indietro sul piano ambientale.

Il multiuso resta la soluzione più sostenibile

A tal proposito l'associazione cita uno studio comparativo commissionato dall'Ufficio federale dell'ambiente, secondo cui qualsiasi soluzione monouso ha un bilancio di ecosostenibilità almeno 4 volte peggiore del multiuso con 50 cicli di lavaggio. Poiché gli attuali bicchieri possono essere utilizzati fino a circa 200 volte, il vantaggio ambientale del multiuso risulta ancora più marcato. Per questo motivo, osserva OKKIO, anche l'impiego di bioplastiche compostabili non può essere considerato una soluzione realmente sostenibile per manifestazioni delle dimensioni di Moon&Stars. Non a caso, in numerose città svizzere come Zurigo, Berna, Basilea, Lucerna e Friburgo, il sistema multiuso è già obbligatorio per eventi di questo tipo.

OKKIO fa inoltre notare che il principale sponsor del festival è la Migros, azienda che pone la sostenibilità ambientale tra i propri valori ma nei fatti "non la pratica fino in fondo". L'auspicio è quindi che questo impegno possa riflettersi anche nelle scelte organizzative della manifestazione.

Ampi margini di miglioramento

Più in generale, secondo OKKIO, tutti gli eventi analizzati possono ancora migliorare, in particolare nella disposizione dei punti di raccolta e nella comunicazione ai visitatori. «Non si può dire che ci sia stato un peggioramento generale rispetto agli anni scorsi», osserva Daniele Polli, segretario e co-coordinatore di OKKIO, in riferimento all’analisi effettuata in occasione dei mondiali del 2018, in cui alcune località avevano raggiunto il punteggio massimo. «Piuttosto, si continua sulla stessa linea: chi già lavorava bene mantiene i propri standard, mentre chi è in ritardo non sembra avere la volontà di fare un passo in avanti».

Secondo Polli, gli organizzatori dovrebbero concentrarsi soprattutto sulla fase della raccolta dei rifiuti. Molti eventi, osserva, scelgono materiali compostabili o riciclabili, ma poi non predispongono un sistema efficace per raccoglierli separatamente. «Alla fine tutto finisce nel sacco dei rifiuti urbani, vanificando buona parte dello sforzo iniziale».

Per il segretario di OKKIO è fondamentale migliorare la comunicazione con i visitatori. «Le persone tendono a buttare quello che hanno in mano nel primo cestino che trovano. Bisogna rendere la raccolta differenziata semplice e intuitiva, con contenitori ben posizionati e indicazioni chiare su cosa va conferito e dove».

Polli richiama anche il senso civico dei partecipanti. «Esiste purtroppo una parte del pubblico che continua a non rispettare le regole più elementari della raccolta differenziata. È uno dei punti più delicati: bisogna continuare a sensibilizzare le persone affinché adottino comportamenti di buon senso».

L’appello ai comuni

L'Osservatorio rivolge infine un appello anche ai Comuni, chiamati a far rispettare i propri regolamenti. «Molti Comuni dispongono già di norme adeguate, ma troppo spesso mancano controlli e figure di riferimento che seguano questi eventi con convinzione. Dove c'è personale motivato si vedono risultati concreti; altrove, invece, manca persino il minimo indispensabile per far rispettare le regole», conclude Polli.

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