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Esordio positivo per la formazione di Deschamps cha ha battuto il Senegal 3 a 1 – A poche ore dal debutto della Selección di Lionel Messi ai mondiali 2026 di calcio i tifosi argentini hanno dato spettacolo – Dopo le tensioni legate alla geopolitica, a Los Angeles la partita tra Iran e Nuova Zelanda è terminata con un pareggio 2-2: un risultato che lascia aperto a ogni scenario – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:45
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Mbappé: «Gioco per fare la storia e per vincere la Coppa»
«Sinceramente non credo che siamo già lanciati, ma è sempre importante iniziare bene la competizione. Dà un po' di tranquillità in più, per quanto possa essere tranquillo un mondiale. Abbiamo visto le difficoltà delle altre squadre, oggi non era una partita facile ma sappiamo di poter fare la differenza in qualsiasi momento». Così Kylian Mbappé dopo la vittoria della Francia contro il Senegal, in cui è stato autore di una doppietta.
«Non c'è vendetta verso chi mi critica - ha risposto alla domanda di una giornalista - se dovessi giocare per loro e per farli tacere dovrei stare in campo fino a 80 anni. Gioco per fare la storia e per il mio Paese, e per assicurarmi che la mia squadra sia in finale e vinca la Coppa del mondo. Adesso dobbiamo rimanere molto freddi, con l'Iraq dovremo vincere per qualificarci».
23:22
23:22
Super Mbappé trascina la Francia, il Senegal ko
Olise inventa, Mbappé con una splendida doppietta fissa il risultato sul 3-1. La Francia regola il Senegal con la qualità dei suoi giocolieri d'attacco e conquistai primi tre punti di un mondiale complicato. Ma è vittoria a lungo sofferta perché nel primo tempo stenta, non trova la misura e consente agli africani di prendere un palo e di mangiarsi un'occasione ghiotta. Alla fine, dopo il raddoppio di Barcola, Mbaye regala il gol della bandiera ma nel recupero una prodezza di Mbappé fissa il 3-1 finale.
Per Deschamps è un impatto positivo, molto meglio di quello di Brasile e Spagna. Ma la squadra è imballata all'inizio, va a sprazzi. Il cambio di marcia é merito della magistrale mezza punta del Bayern Monaco, uno dei protagonisti dell'annata della Champions League. A dargli una robusta mano è capitan Mbappé che segna il gol n. 57 e 58 in nazionale superando Giroud in testa alla classifica marcatori dei Bleus. E' anche il gol n.14 ai mondiali e continua la rincorsa al record di Klose con 16, che é ormai nel mirino. Per il Senegal c'è il rammarico di non avere capitalizzato le occasioni del primo tempo. Buono l'apporto di Jackson, Camara mentre Koulibaly' e Mané non sono all'altezza del loro passato.
Tante le analogie tra Francia e Senegal, quasi a indicare una specie di derby. Dembelé ha la madre senegalese, la squadra africana ha dieci giocatori nati in Francia. Tutte e due hanno i giocatori provenienti dai principali tornei europei. E il precedente mondiale é molto suggestivo per i Leoni della Teranga. All'esordio da campioni del mondo la Francia venne messa ko a Seul 2002 dal Senegal col gol di Diop su assist di Tiaw, l'attuale ct.
Essere considerata tra le favorite del Mondiale pesa all'inizio sulla nazionale che Deschamps conduce per l'ultima volta (é pronto Zidane a prendere il suo posto) dopo 14 anni in grande spolvero. A East Rutheford c'è un avversario di prestigio: il Senegal dei grandi vecchi Koulibaly e Sané é sui livelli del Marocco, che ha bloccato il Brasile come conferma la finale della Coppa d'Africa vinta dal Senegal ma poi assegnato col 3-0 a tavolino al Marocco. Deschamps dà libero sfogo ai suoi giocolieri cambiando le posizioni dei suoi gioielli per mettere a suo agio Mbappé: il Pallone d'Oro Dembelé giostra a destra (Al Psg è invece al centro), Doué a sinistra (con Luis Enrique parte a destra), Olise si muove al centro (mentre al Bayern è imprendibile sulla fascia). Ma nel primo tempo i giocolieri di Deschamps corrono a vuoto perché il Senegal oppone una difesa serrata e un centrocampo duttile e propositivo. È lunga la fase di studio (anche per l'handicap di giocare a 33 gradi) ma, a parte un buon Rabiot e le chiusure di Koundé e Upamecano, la Francia è poca cosa. Merito del Senegal che si oppone con qualità e parte in attacco senza timori reverenziali. Al 25' Mbappé perde palla a centrocampo, Diouf serve Mané che scatena Jackson: spunto e tiro che colpisce il palo poi il pallone rotola sul polpaccio di Maignan. La seconda grossa occasione è al 50': Mané supera Koundé e Sarr spreca malamente calciando alto.
Nella ripresa però si ripresenta in campo un'altra Francia. Sale in cattedra Olise, che comincia disegnare calcio creando un asse virtuoso con Mbappé. Mendy si oppone però bene all'offensiva degli europei salvando all'8' su Olise e all'11' su Mbappé. Poi c'è un episodio molto controverso: al 13' Mané stende Mbappé lanciato a rete, ma l'arbitro australiano Faghani nonostante l'intervento del Var fa proseguire. La Francia non si scompone é trova il meritato vantaggio al 20': Olise serve un pallone illuminante in area per Mbappé che incrocia e angola bene. E stavolta Mendy deve raccogliere il pallone in rete. La partita prende una china sfavorevole al Senegal. Entra Barcola al posto di uno spento Dembelé e mette in cassaforte la vittoria su assist di Rabiot. Poi Mbaye segna il gol del 2-1 ma Mbappé fissa il 3-1 alla fine con una grande giocata. Ora la Francia si batterà con la Norvegia per mantenere il primo posto nel girone.
23:16
23:16
Mbappé miglior marcatore di sempre con la Francia, superato Giroud
Con la rete del 3-1 che ha chiuso il match contro il Senegal, Kylian Mbappé è diventato il miglior marcatore della storia della nazionale francese. Con l'1-0 al 21' della ripresa, l'attaccante del Real Madrid si è portato a quota 57 gol con la maglia dei Bleus, eguagliando l'ex punta del Milan Olivier Giroud, poi nel recupero lo ha definitivamente superato portandosi in solitaria a 58. Il prossimo primato nel mirino di Mbappé potrebbe essere quello di miglior marcatore di sempre ai Mondiali. Portatosi a quota 14, il francese insidia il tedesco Miroslav Klose primo con 16.
23:13
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La Francia batte il Senegal 3 a 1
La Francia batte il Senegal 3-1 nella prima giornata del gruppo I del Mondiale 2026. Le reti sono arrivate tutte nel secondo tempo, con Mbappé andato in gol al 66’ e Barcola all’82’. Al quinto minuto di recupero (90’+5) il Senegal ha accorciato le distanze con il 2 a 1 firmato da Mbaye. Un minuto più tardi però è stato di nuovo Mbappé a mettere al sicuro la vittoria dei francesi con il 3 a 1.
Francia Senegal 3-1 (0-0).
Francia (4-2-3-1): Maignan, Koundé, Upamecano, Saliba, Theo Hernandez, Tchouameni, Rabiot, Olise, Doué (42' st Cherki), Mbappé, Dembelé (35' st Barcola) (Samba, Risser, Gusto, Digne, Konate, Lacroix, Kone, Kante, Zaire-Emery, Akliouche, Thuram, Mateta). Ct Deschamps.
Senegal (4-3-3): Mendy, Diatta, Koulibaly, Niakhaté, E. Diouf, I. Gueye (43' st Ciss), Camara (31' st Diarra), P. Gueye; I. Sarr (30' st Mbaye), Jackson, Mané (Y. Diouf, Diaw, M. Sarr, Seck, Jakobs, Mendy, P. Sarr, B. Ndiaye, Diao, Dieng, C. Ndiaye, I. Ndiaye). Ct Thiaw.
Arbitro: Alireza Faghani (Australia).
Reti: nel st Mbappé al 21' e al 51', Barcola al 37', 50' Mbaye (S).
Angoli: 6-4.
Recupero: 6' e 8'.
Ammoniti: nessuno.
22:35
22:35
Visto negato a Partey, il Ghana ricorre in tribunale
Alla vigilia della partita d'esordio ai Mondiali, il Ghana ha chiesto a un tribunale canadese di revocare la decisione di Ottawa di negare il visto d'ingresso al calciatore Thomas Partey. Il centrocampista del Villarreal deve rispondere di sette accuse di stupro e di un capo d'imputazione per violenza sessuale in Gran Bretagna, relative alle denunce presentate da quattro donne diverse tra il 2020 e il 2022. Il calciatore nega tali accuse, ma la scorsa settimana il Canada ha rifiutato di concedergli il visto per i Mondiali.
I media canadesi hanno riferito che un giudice ha ricevuto la richiesta questa mattina e la sta esaminando. Nei giorni scorsi, Accra aveva inviato una nota di protesta ufficiale a Ottawa in merito alla mossa, chiedendo formalmente al Canada di riconsiderare la decisione.
21:21
21:21
Neymar torna ad allenarsi ma ancora senza la palla
Neymar è sceso in campo per allenarsi per la prima volta da quando è stato convocato in nazionale per i Mondiali 2026, ma senza toccar ancora la palla.
Il portale Ge ha diffuso alcune immagini dell'attaccante del Santos che correva in campo durante l'allenamento di oggi, ma ancora con le scarpe da ginnastica. Neymar ha fatto alcuni esercizi separatamente dagli altri giocatori, come prima tappa per migliorare la sua condizione fisica.
Fino a oggi aveva lavorato solo all'interno del centro di allenamento. L'ex stella del Psg si sta riprendendo da un infortunio al polpaccio destro del mese scorso, ma lo staff tecnico ha evitato di fare previsioni per il suo debutto ai Mondiali 2026. Dopo il pareggio per 1-1 con il Marocco, il Brasile torna in campo venerdì prossimo contro Haiti. Secondo GE, la possibilità di una presenza di Neymar in questa partita è «remota».
20:11
20:11
Inghilterra-Croazia, l'Europa torna al centro per una sera
Nel Mondiale più globale di sempre, la vecchia Europa tornerà al centro per una sera. La prima sfida del gruppo L - ultimo in ordine alfabetico di un torneo XL - vedrà infatti contrapposti due pezzi da 90 del calcio continentale: due squadre che ancora una volta non arrivano in cima alla lista delle favorite, ma che dati i risultati recenti - negli Europei l'Inghilterra, nelle Coppe del mondo la Croazia - mantengono di diritto un posto in seconda o al massimo in terza fila nella griglia di partenza. Quella di Arlington - sobborgo di Dallas - sarà una sfida intergenerazionale, con i balcanici che schiereranno il 40.enne professor Modric a centrocampo e l'astro nascente 19.enne Vuskovic in difesa, a non lasciare spazio alla certezza degli avversari, l'ormai maturo 32.enne Kane.
Attorno ai Tre Leoni (che hanno richiamato Chalobah dopo l'infortunio di Livramento) c'è un po' di scetticismo dopo le convocazioni del commissario tecnico. Thomas Tuchel ha fatto scelte pesanti e controverse, lasciando a casa giocatori di grande valore come Trent Alexander-Arnold, Harry Maguire, Phil Foden e Cole Palmer, sacrificando molta qualità in virtù di uno spogliatoio più compatto e di una squadra più coerente. Gran parte delle responsabilità e dei sogni di gloria, a 60 anni esatti dall'unico trionfo mondiale ottenuto sul prato di Wembley, sono affidati al capitano Harry Kane.
Il centravanti del Bayern Monaco, spezzato in Germania l'incantesimo che lo teneva lontano dai trofei, sarà il perno di un attacco cucito su misura attorno a lui. Alle sue spalle, nel 4-2-3-1 di Tuchel, Bellingham spazierà in mezzo alle ali Gordon e Madueke (con Saka spauracchio dalla panchina), mentre le chiavi del centrocampo sono affidate al leader dell'Arsenal, Rice. La difesa è il punto interrogativo, con il chilometraggio di uno Stones poco in campo durante la stagione a fianco della freschezza ma allo stesso tempo dell'inesperienza di giocatori come Guehi e di O'Reilly. «Abbiamo talento, passione e fiducia, abbiamo dei veri vincenti e dei veri leader - ha dichiarato Saka alla vigilia del debutto -. Se ci crediamo, penso che possiamo arrivare fino in fondo».
Dall'altra parte, la Croazia si presenta per l'ennesima volta da underdog. Non depone a suo favore l'uscita di due anni fa ai gironi dall'Europeo (dopo il gol all'ultimo respiro di Zaccagni, ultima gloria azzurra prima del deserto), ma nei due ultimi mondiali i biancorossi hanno raccolto un secondo e un terzo posto, e tuttora mantengono le caratteristiche di una squadra ostica da affrontare.
Il ct Zlatko Dalic è orientato verso un 3-4-2-1, con l'eroe in Qatar Livakovic a difendere i pali e una difesa a tre con Sutalo e Guardiol da braccetti a sostegno di Luka Vuskovic. Sul 19.enne che quest'anno all'Amburgo si è meritato un posto nella formazione ideale della Bundesliga sono puntati gli occhi di tutti: oltre a essere un muro nei duelli aerei, è dotato tecnicamente palla al piede e segna quasi come un attaccante. Domani l'esordio mondiale gli offrirà subito uno scoglio come Kane, e la Croazia dovrà essere brava ad aiutarlo compattando le linee.
In attacco il padrone di casa Petar Musa, in forza durante l'anno al Dallas Fc, mentre a centrocampo tutte vecchie o attuali conoscenze della Serie A: da Sucic e Baturina a Perisic, da Kovacic a Modric, che mantiene senz'altro il ruolo di uomo-copertina. Sono passati vent'anni dalla sua prima contro l'Inghilterra, e da due decenni - scrive il Guardian - è l'incubo «che tormenta» i Tre Leoni, con la ferita ancora aperta della semifinale di Russia 2018. Pronto al suo ultimo ballo, il vecchio professore non vorrà far svegliare gli inglesi troppo serenamente.
19:48
19:48
Ecco l'Uzbekistan di Cannavaro e Shomudorov
L'ultima volta di Fabio Cannavaro a un Mondiale di calcio finì col capitano azzurro superato da una rimessa laterale che involò Kamil Kopùnek verso il terzo gol della Slovacchia, a chiudere la disavventura sudafricana dell'Italia. Sedici anni dopo, l'Italia non c'è ma il campione del mondo 2006 sì. È lui il ct dell'Uzbekistan che alle 4 di mattina (ora italiana) del 18 giugno diventerà la terza nazionale nata dalla dissoluzione dell'Urss a prendere parte a un campionato del mondo, dopo Russia e Ucraina. Di fronte avrà la Colombia di Néstor Lorenzo, in quella che per certi versi è una sfida tra destini paralleli. Anche Lorenzo, argentino, si trova a guidare una nazionale straniera e anche nella sua vita precedente ci sono una carriera da difensore e una finale mondiale giocata, in questo caso persa: era Italia '90, a festeggiare fu la Germania.
I Lupi bianchi hanno scelto Cannavaro per la sua leggendaria carriera da calciatore, scaricando senza tanti complimenti quel Timur Kapadze che aveva guidato la nazionale alla sua prima, storica, qualificazione. Per il Pallone d'oro 2026 è la possibilità di rilanciare la carriera da allenatore con un palcoscenico di primo piano, dopo numerose esperienze ondivaghe tra Benevento, Udinese e Dinamo Zagabria. È la sua seconda nazionale, se si conta la breve esperienza con la Cina.
Al netto del pedigree del suo ct, è difficile dire che la pressione poggi sulle spalle dell'Uzbekistan, al debutto assoluto ai Mondiali dopo una storia calcistica fatta di buone prestazioni in Coppa d'Asia. La rosa uzbeka comprende soprattutto giocatori impegnati nel campionato nazionale e in quello iraniano. Tre le poche eccezioni Abdukodir Khusanov, difensore centrale al Manchester City cresciuto sotto l'ala di Pep Guardiola, e i due «turchi» Abbosbek Fayzullayev ed Eldor Shomurodov, in forza all'Istanbul Basaksehir. Shomurodov, capitano e capocannoniere dei Lupi bianchi con 43 reti all'attivo, è noto anche in Italia per i suoi trascorsi tra Roma, Spezia e Cagliari.
Altri obiettivi ha la Colombia. Tolte le superpotenze continentali Brasile e Argentina, i Cafeteros sono spesso tra le nazionali più ambiziose del Sudamerica. Lorenzo, già vice di José Pekerman nel 2014 e nel 2018, ha preso le redini nel 2022, dopo la mancata qualificazione ai Mondiali del Qatar, e ha portato la squadra a un passo dalla sua seconda Coppa America nel 2024. La sconfitta ai supplementari contro l'Argentina ha lasciato l'amaro in bocca, ma anche la convinzione di potersela giocare con le prime della classe. Il leader indiscusso è James Rodriguez, che 12 anni fa in Brasile incantò segnando sei reti e trascinando i Cafeteros ai quarti di finale contro i padroni di casa e oggi è affiancato da Richard Rìos, Luis Dìaz e Jon Arias. Ha 34 primavere sulle gambe e potrebbe essere la sua ultima occasione per brillare. Il girone con Portogallo, Uzbekistan e Congo è uno dei meno proibitivi del panorama dei Mondiali per partire con l'obiettivo giusto.
18:23
18:23
Caos a Times Square per scontri tra tifosi di Algeria e Argentina
Caos a New York dove le tensioni tra tifosi argentini e algerini sono esplose ieri in disordini a Times Square alla vigilia dell'attesissimo match di apertura delle rispettive squadre a Kansas City.
Video circolati sui social mostrano tifoserie rivali che si sono prese a spintoni nella piazza crocevia del mondo costringendo la polizia a intervenire per ristabilire l'ordine.
18:12
18:12
Il Portogallo all'esordio contro il Congo, la sesta coppa di CR7
Il giocatore più pagato di tutti i tempi contro la nazionale del Paese più povero qualificato ai Mondiali di calcio. Domani a Houston, alle 19, inizia il sesto mondiale dell'extraterrestre Cristiano Ronaldo. A 41 anni è probabilmente l'ultima chance per la leggenda portoghese di vincere la Coppa, pareggiando il conto con l'eterno rivale Leo Messi. Di fronte a Ronaldo, oltre due miliardi di dollari guadagnati in carriera, scenderà in campo la Repubblica democratica del Congo, Paese da poco più di 1.100 dollari di PIL pro capite, uno dei più bassi del mondo: non basterebbero a comprare un biglietto per la partita di domani sera. Un testacoda economico prima che sportivo.
Il Portogallo, dopo la Nations League conquistata l'anno scorso, sogna di vincere i Mondiali. Si dice spesso, ma stavolta la lista dei campioni alla corte di Roberto Martinez è particolarmente nutrita. Dal Manchester United arrivano Bruno Fernandes e Bernando Silva, mentre dai cugini del City viene Ruben Dias, tra i migliori difensori della Premier a protezione di Diogo Costa, portiere profeta in patria sponda Porto. Dal Milan arriva Rafa Leao, mentre il Psg è rappresentato da Nuno Mendes.
Ma è inutile fingere che gli occhi non siano puntati su CR7. Cristiano Ronaldo non è solo il giocatore più importante della storia portoghese, ma un simbolo di questo Mondiale. All'Al Nassr, dove si è trasferito nel 2023, guadagna circa 200 milioni di euro a stagione. E presta la sua immagine a palcoscenici che portano il calcio internazionale a livelli ben lontani dal rettangolo verde. A novembre fece scalpore la sua presenza alla cena organizzata alla Casa Bianca dal presidente americano Donald Trump, con Elon Musk e il presidente della Fifa Gianni Infantino, in onore del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. «Un ragazzo incredibile, non solo come atleta ma come persona», lo ha definito Trump qualche giorno dopo.
Dall'altro lato della piramide sociale si trova la Repubblica democratica del Congo. Alla corte del francese Sébastien Desabre ci sono diversi calciatori naturalizzati, come il bel prospetto Noah Sadiki, 21.enne mezz'ala del Sunderland di cittadinanza anche belga. In Congo è nato il difensore e capitano Chancel Mbemba, 31 anni all'anagrafe benché più volte nel corso della sua carriera la data di nascita sia stata dibattuta. Attualmente in forza al Lille dopo alcuni anni a Marsiglia, nel curriculum vanta anche quattro stagioni al Porto.
I Leopardi avranno il compito di far sognare un Paese che in queste settimane si trova ad affrontare un'epidemia di Ebola che ha già fatto 130 morti accertati, ma i dati sono pesantemente sottostimati. E se sui social spopola lo stile delle divise dei giocatori, elegante e con macchie che richiamano l'animale-simbolo della nazionale, la marcia di avvicinamento della squadra racconta tutta un'altra storia. I giocatori sono arrivati a Houston dopo 21 giorni di isolamento imposti per accedere agli Stati Uniti e hanno giocato l'ultima amichevole contro il Cile a Orleans, in Francia, perché il sindaco della città spagnola La Linea della Concepciòn ha negato lo stadio per paura di contagi.
Insomma un ritorno sofferto 52 anni dopo l'unico precedente, il Mondiale del 1974. All'epoca il Paese si chiamava Zaire e la sua nazionale perse tutte le partite: 2-0 contro la Scozia, 9-0 contro la Jugoslavia e 3-0 contro il Brasile. L'ultima istantanea di quel torneo è il difensore Joseph Mwepu Ilunga che all'85/o, col risultato abbondantemente in ghiaccio a favore dei verdeoro, si stacca dalla barriera e calcia via il pallone prima che Rivelino batta una punizione: il dittatore Mobutu Sese Seko aveva minacciato i giocatori di ucciderli con le loro famiglie se avessero perso di oltre tre gol contro il Brasile.
18:05
18:05
Fan argentini a Kansas City, c'è chi è venuto in bici da Baires
A poche ore dal debutto della 'Selección' di Lionel Messi ai mondiali 2026 di calcio i tifosi argentini hanno dato spettacolo nelle ultime ore a Kansas City, sede del primo attesissimo match contro l'Algeria.
Una 'hinchada' di migliaia appassionati ha inscenato infatti lunedì l'ormai classico 'banderazo' pre-partita nel centro della capitale dello sato del Missouri con bandiere e cori tra i quali - immancabile - il nuovo cantico 'La cuarta estrella', destinato a diventare un classico come il 'Muchachos' del vittorioso mondiale in Qatar 2022.
Tra i tifosi presenti a Kansas City anche alcuni familiari dei giocatori, come il padre e il fratello del «Dibu» Martínez, la madre e la moglie di Giuliano Simeone, e il fratello di Julián Álvarez, Agustín.
In vista dei mondiali per un tifoso argentino non c'è crisi economica che tenga né ostacoli insormontabili e a Kansas City c'erano anche i tre amici che hanno deciso di intraprendere nove mesi fa una traversata continentale per raggiungere gli Usa in bicicletta dall'Argentina, un'odissea di 17 mila chilometri attraverso 17 paesi.
L'impresa dei tre ha catturato l'attenzione non solo dei media, ma anche del presidente della Federazione argentina, Claudio 'Chiqui' Tapia, che ha ricevuto Miguel Silio, Vicente Conculini e Yamandú Martínez al loro arrivo a Kansas invitandoli nell'hotel della squadra e organizzando anche un incontro con il ct Lionel Scaloni, anche lui appassionato ciclista.
«Tutta la mia ammirazione. La follia e la passione che i tifosi argentini provano per questi colori e, soprattutto, per la Scaloneta, non conoscono limiti, non conoscono confini. Questo ne è un chiaro esempio. Congratulazioni e buon soggiorno in Kansas!» ha scritto Tapia in un post sui social dedicato ai tre tifosi.
17:53
17:53
Dal primo Mondiale dell'IA un impatto sul PIL globale da 41 miliardi
I Mondiali 2026 sono già stati bollati come la maggiore competizione della storia. Fra i primati che vantano c'è anche quello di essere la prima edizione all'insegna dell'intelligenza artificiale: se in passato il torneo era un evento incentrato sulla televisione, ora somiglia sempre più a una sistema operativo globale per lo sport in diretta in grado di generare un boom di ricavi e di avere un impatto miliardario sull'economia.
Secondo le stime di Bank of America, i Mondiali 2026 potrebbero generare un incremento del pil globale di 41 miliardi di dollari, di cui 17 miliardi negli Stati Uniti, sostenendo quasi 824.000 posti di lavoro. I dati diretti del torneo - le statistiche della partite, il tracciamento dei giocatori e le informazioni operative generate attorno alle gare - potrebbero invece raggiungere i 90 petabyte, un volume pari a 45 volte quello dell'edizione del Qatar 2022. Se a questo si aggiungono i modelli di intelligenza artificiale, le simulazioni, lo streaming, le scommesse e le piattaforme social, la creazione di dati potrebbe avvicinarsi a 2 exabyte, quasi 45.000 anni di video in 4K. L'ampia disponibilità e varietà di informazioni a disposizione sta spingendo il mercato delle scommesse, soprattutto sui mercati di previsione. Per questi ultimi infatti è stimato un volume di scommesse pari a 2,7 miliardi su un totale complessivo di 5,9 miliardi.
Numeri stellari che avranno effetto anche sui ricavi della Fifa, destinati a superare i 10 miliardi di dollari nel periodo 2023-2026, in rialzo rispetto ai 7,6 miliardi del 2019-2022. Le voci principali del balzo sono legate ai diritti per la trasmissione televisiva, all'ospitalità, alla vendita dei biglietti e al marketing. I ricavi dalle sponsorship dovrebbero generare per la federazione con i Mondiali 2026 sui 2,8 miliardi, in aumento rispetto agli 1,8 del 2022. Un balzo che conferma come la sponsorizzazione degli eventi sportivi globali è sempre più considerata una strategia per coinvolgere i consumatori nel lungo termine dando risalto alla cultura e alle esperienze.
Un trend che nell'ultimo decennio non è sfuggito alla Fifa: la federazione si è impegnata a fare dei Mondiali una piattaforma culturale che include la moda e la musica, creando l'opportunità per i brand di entrare in contatto con consumatori che altrimenti non avrebbero potuto raggiungere. La scelta degli Stati Uniti, dove il calcio non si chiama neanche football ma soccer, è in questa direzione.
17:07
17:07
Douglas Santos: «Il Brasile non si aspetti di passeggiare con Haiti»
«Non possiamo permetterci di pensare che batteremo Haiti con un ampio margine. Dobbiamo rimanere con i piedi per terra, essere umili e ricordarci che i tre punti sono la cosa più importante in questo momento». Lo ha detto il difensore del Brasile Douglas Santos in vista della seconda partita del torneo, contro la nazionale che ha perso all'esordio 1-0 con la Scozia. La squadra di Carlo Ancelotti ha invece pareggiato 1-1 col Marocco.
«Haiti è fisicamente forte, ha intensità e, da quello che ho visto con la Scozia, è molto competitiva. Sarà una partita molto difficile e la prima cosa a cui dobbiamo pensare è vincere - ha detto il giocatore dello Zenit -. Noi dovremo giocare molto meglio rispetto all'esordio». Il Brasile ha incassato almeno un gol in ciascuna delle ultime sei partite disputate, quindi dovrà migliorare in difesa, ma tutti attendono che torni disponibile Neymar: «Preghiamo che torni al 100%, perché quando è al 100% sarà qualcuno che potrà aiutarci molto».
17:06
17:06
New York strappa il Mondiale al New Jersey, l'eternità rivalità dei vicini
New York si intitola i Mondiali, strappando al vicino New Jersey la paternità del torneo che si gioca nel Garden State e riaccendendo una rivalità che da avanti da decenni. Le acque fra i due stati sono agitate dalla fine del XIX, da quando arrivò dalla Francia la Statua della Libertà, piazzata nella metà del fiume appartenente al New Jersey ma su un'isola di proprietà di New York dando le spalle al Garden State. Da allora la rivalità è andata crescendo fino ad arrivare ai Mondiali, che vedranno al finale il 19 luglio allo stadio situato in New Jersey. Sulla carta, per lo stato è un'occasione da celebrare per salire alla ribalta a livello globale dopo anni trascorsi all'ombra della Grande Mela. Ma il prestigioso torneo gli è sfuggito di mano. New York infatti ha apposto il suo nome sulla competizione, divenendone la protagonista indiscussa. «Non solo ospitiamo i Mondiali. Siamo i Mondiali», ha detto la governatrice dello stato di New York, Kathy Hochul. Immediata la replica piccata della governatrice del New Jersey Mikie Sherrill: «Per chi è a casa: i Mondiali si tengono da noi».
Il New Jersey e New York si sono aggiudicati l'organizzazione di otto partite dei Mondiali da disputare al MetLife Stadium di East Rutherford, nel Garden State. Nello stabilire le regole del torneo, la Fifa ha disposto che gli stadi che ospitavano le partire dovessero rinunciare temporaneamente alle loro denominazioni commerciali e quindi il MetLife è stato ribattezzato il 'New York New Jersey Stadium'. La struttura si trova in quella Meadowlands che per anni è stata considerata la più grande discarica di rifiuti al mondo, ma che è stata oggetto di una profonda opera di bonifica ed è rinata, finendo nelle mire - almeno per il tempo dei Mondiali - di New York.
«Non abbiamo una squadra di baseball. Non abbiamo una squadra di football. Tutto quello che abbiamo è uno stadio, e ora se lo sono presi», ha riassunto Shani Adams, nativo del New Jersey, con il New York Times, dando voce alla frustrazione del Garden State nei confronti del vicino. I Mondiali che avrebbero così dovuto essere una grande opportunità si sono rivelati un autogol per il New Jersey, offuscato dal vicino nonostante le polemiche sul caos dei trasporti che dalla Grande Mela portano allo stadio. Al di là dei prezzi alti (il biglietto del treno andata e ritorno da New York costa 98 dollari per il giorno delle partite), migliaia di persone dopo la partita Brasile-Marocco sono rimaste bloccate per ore prima di rientrare nella Grande Mela con i mezzi pubblici. La pioggia di lamentele però non intacca l'immagine dei Mondiali tutti di New York.
16:46
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L'Inghilterra perde Livramiento, convocato Chalobah
Il difensore dell'Inghilterra Tino Livramento è stato escluso dai Mondiali a causa di un problema ad un polpaccio alla vigilia della partita d'esordio della nazionale di Tuchel contro la Croazia. Il 23.enne terzino destro del Newcastle si è infortunato in allenamento domenica e non è riuscito a recuperare.
È stato convocato al suo posto il difensore centrale del Chelsea Trevoh Chalobah, 26 anni, che però si unirà alla squadra solo dopo la partita di domani ad Arlington, in Texas.
15:46
15:46
USA e getta: Un mondiale troppo «patinato» rovina lo spettacolo?
Puntuale come le tasse, anche per questi Mondiali il Gruppo CdT ha previsto una diretta web/social. Di seguito, vi riproponiamo la seconda puntata.
14:11
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Il visto dell'iraniano Torabi sarebbe già scaduto
Secondo l'agenzia ufficiale iraniana Irna, l'attaccante della nazionale Mehdi Torabi avrebbe già esaurito ieri, partecipando negli Stati Uniti alla prima partita del Mondiale contro la Nuova Zelanda, l'unico visto d'ingresso nel Paese concessogli dalle autorità americane. Gli altri giocatori, invece, hanno ricevuto visti che consentono loro di entrare e uscire dagli USA. Per questo la Federazione calcistica iraniana ha avviato la procedura per ottenere un nuovo visto affinché Torabi possa accompagnare la nazionale nelle prossime partite.
L'Irna ha anche riferito che il capitano, Mehdi Taremi, e un componente dello staff hanno incontrato difficoltà all'aeroporto di Los Angeles al momento della partenza dopo la partita. Il caso di Torabi, che peraltro ieri non è stato schierato nella partita pareggiata 2-2 con i neozelandesi, si aggiunge ai numerosi problemi di visto che la delegazione iraniana ha già dovuto affrontare. Ad una quindicina di componenti della delegazione é stato negato l'ingresso negli Stati Uniti, mentre la squadra non ha il permesso di restare negli USA dopo la partita, ma deve ripartire subito per Tijuana, in Messico. L'Iran deve giocare contro il Belgio, domenica a Los Angeles, e l'Egitto, il 26 giugno prossimo a Seattle.
13:38
13:38
Argentina e Portogallo favorite per i bookmaker
Tocca ai campioni del mondo in carica fare il debutto al Mondiale 2026. L'Argentina, per il Gruppo J, esordisce (stanotte alle 3 ora svizzera) contro l'Algeria che torna a disputare una Coppa del mondo a distanza di 12 anni dall'ultima volta. La squadra di Petkovic può sorprendere ma, per gli esperti Sisal, il successo dell'albiceleste è l'esito più probabile, a 1,42, la vittoria algerina si gioca a 8,50, a 4,50 il pareggio. La nazionale di Scaloni ha dimostrato grande solidità: in tutto il 2026 ha subito solo 3 reti in 10 gare, ecco perché si può assistere a un successo argentino senza prendere gol, ipotesi a 2,05.
Nell'unico precedente tra le due squadre (nel 2007) fu protagonista un Messi ventenne, che segnò due gol. Questa notte La Pulce taglierà il traguardo delle 200 presenze in Nazionale, diventando il primo calciatore della storia a partecipare a sei edizioni diverse della Coppa del mondo: i riflettori saranno tutti su di lui, al suo ultimo Mondiale, e anche stavolta l'argentino non dovrebbe deludere le attese con una rete a 1,80 e un assist a 2,25. Davanti dovrebbe essere schierato l'interista Lautaro Martinez, il cui biglietto da visita da capocannoniere della Serie A, con 17 gol in 30 partite, lo rende uno dei pericoli maggiori, in gol a 2,00, con l'ipotesi doppietta a 6,00.
Ultima passerella mondiale anche per Cristiano Ronaldo, che scende in campo con il Portogallo contro il Congo per la prima del Gruppo K. Pronostico a senso unico su Sisal.it, con i lusitani nettamente avanti a 1,28 contro l'11,00 degli africani e il 5,50 del pareggio. Il peso dell'attacco ruota tutto attorno a Ronaldo - 143 reti in 228 presenze - decisivo con un gol o un assist a 1,57. Ma il ct Roberto Martinez può contare su tanti altri campioni: Bruno Fernandes, con un assist a 3,00, può proseguire sulla scia dei 21 realizzati in stagione in Premier League; Joao Neves e Vitinha, freschi campioni d'Europa con il Psg, in gol rispettivamente a 4,50 e 6,00. Nel Congo, Wissa e Bakambu a 6,00, sono i principali pericoli in attacco.
Prima gara anche per l'Inghilterra che, per il Gruppo L, trova la Croazia, da anni spina nel fianco degli inglesi. Su Sisal.it la squadra britannica è favorita, a 1,72, si sale a 5,00 per il successo croato, il pareggio è a 3,60.
Da segnalare anche la storica prima volta in un Mondiale dell'Uzbekistan allenato da Fabio Cannavaro, che trova la Colombia. Esordio in salita per il difensore campione del mondo del 2006, i sudamericani sono infatti nettamente favoriti, a 1,38 contro il 9,00 della vittoria dell'Uzbekistan.
09:35
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Renard ct della Tunisia fino al termine del torneo
«Il presidente della Federazione calcistica tunisina, Moez Nassari, ha annunciato che è stato raggiunto un accordo ufficiale con l'allenatore francese Hervé Renard affinché assuma la guida della nazionale di calcio fino alla fine dei Mondiali 2026», ha riportato l'emittente pubblica tunisina. «Renard arriverà a Monterrey oggi, dove dirigerà il primo allenamento con la squadra» che si trova in Messico durante questi Mondiali, ha aggiunto l'emittente ufficiale.
Riguardo a Sabri Lamouchi, in carica da gennaio, «è stata decisa di comune accordo la rescissione del suo contratto». Il futuro del 54enne ex nazionale francese, di origini tunisine, alla guida della nazionale si era fatto sempre più incerto dopo la pesante sconfitta contro la Svezia.
Non è il primo allenatore nella storia ad essere esonerato durante un Mondiale. Henryk Kasperczak, sempre con la Tunisia, fu licenziato nel 1998 dopo due sconfitte nella fase a gironi. Il Mondiale disputato in Francia quell'anno mieté altre due vittime: Cha Bum-kun (Corea del Sud) e il brasiliano Carlos Alberto Parreira (Arabia Saudita).
06:59
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Arabia Saudita e Uruguay finisce in parità
L’Uruguay di Marcelo Bielsa ha strappato un pareggio nel finale contro l’Arabia Saudita a Miami, per il gruppo H. Sauditi in vantaggio con Al-Amri al 41’, sudamericani in gol all’80’ con Araujo.
06:38
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Proteste e fischi all'Iran durante l'inno
A poche ore dall'esordio dell'Iran ai Mondiali contro la Nuova Zelanda (partita pareggiata 2-2), circa 500 oppositori iraniani residenti a Los Angeles si sono dati appuntamento davanti allo stadio SoFi di Inglewood per protestare contro il regime di Teheran.
Il gruppo ha sventolato bandiere iraniane con il leone e il sole al centro, accanto a quelle di Israele e degli Stati Uniti, intonando cori contro gli ayatollah e a favore del re Reza Pahlavi. Musica persiana risuonava dagli amplificatori posti su un piccolo palco su cui si alternano militanti contrari al regime islamista.
Nei serpentoni che avanzavano verso gli ingressi e i metal detector si notavano - in numero assai inferiore - anche iraniani con la bandiera ufficiale della Repubblica Islamica. Qualcuno la indossava sulle spalle, altri la tenevano piegata sotto il braccio. Durante i Mondiali la tensione era sottotraccia, ma il contrasto dei simboli e dei sentimenti era evidente. Attorno alla gigantesca arena al sud di Los Angeles è andata in scena la frattura della comunità di esuli più grande del Paese.
Dentro lo stadio tra le tribune quasi piene occhieggiavano sia le bandiere ufficiali della Repubblica Islamica sia quelle con il leone e il sole, che il ministro dello sport iraniano aveva chiesto di non fare accedere all'arena.
Un boato e fischi hanno risuonato al SoFi di Inglewood, quando è partito l'inno della Repubblica islamica dell'Iran all'inizio della partita dei Mondiali di calcio contro la Nuova Zelanda. In molti seguivano le note, a tratti coperte da chi invece si oppone al regime di Teheran ed è venuto allo stadio con le bandiere precedenti alla rivoluzione del 1979.
Dopo le tensioni legate alla geopolitica, a Los Angeles la partita tra Iran e Nuova Zelanda, come detto, è terminata con un pareggio 2-2. Un risultato che lascia aperto a ogni scenario il gruppo G, complice il pareggio tra Belgio ed Egitto.
