Medico del traffico, si cambia

BELLINZONA - Il monopolio in Ticino del medico del traffico potrebbe avere i giorni contati. Sì perché mentre la Deputazione ticinese si sta muovendo a Berna per rendere più accessibile la formazione specialistica, a livello cantonale a dare un colpo di gas è l’Esecutivo. Negli scorsi giorni il Consiglio di Stato ha infatti approvato una nota a protocollo per la creazione di un Istituto di medicina legale dove collocare «non solo il medico del traffico, ma anche la medicina legale in generale quindi tutto quel che concerne la medicina forense a servizio del Ministero pubblico e della Polizia cantonale», ci conferma il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Una statalizzazione del servizio che mira a rispondere alle numerose critiche e lamentele emerse proprio attorno alla figura del medico del traffico che, ricordiamo, era stata introdotta con il pacchetto di norme federali «Via sicura» con il compito di giudicare l’idoneità alla guida di un conducente che ha commesso un’infrazione stradale grave. E se oggi l’unica figura a disporre delle competenze richieste per svolgere tale funzione è la dottoressa Mariangela De Cesare (che lavora su mandato del Cantone), a far arrabbiare non pochi automobilisti è stata l’entità delle fatture emesse dopo un controllo. «Non ho problemi a dire che non sono mai stato contento di questa situazione – commenta Gobbi – ma era l’unica possibile se si parla in termini di razionalizzazione dei costi. Oggi, però, questa situazione è divenuta troppo fragile sia da un punto di vista funzionale sia in termini di autorevolezza. Un elemento quest’ultimo che non deve assolutamente mancare nei rapporti tra cittadino e medico perito chiamato ad elaborare una perizia per l’autorità, in questo caso la Sezione della circolazione». Da qui la volontà di cambiare marcia: «Dal mio punto di vista – continua il direttore delle Istituzioni – cantonalizzando il servizio potremo sgombrare il campo dalle speculazioni di chi sosteneva che il medico del traffico traeva profitto da queste perizie. Insomma, si tratta anche di ristabilire un rapporto di fiducia con il cittadino automobilista».
Si parte a gennaio
Salvo colpi di scena, a partire dal 1. gennaio 2020 la nuova struttura vedrà dunque la luce – verosimilmente nel Bellinzonese – «andando in tal modo a risolvere la situazione di tensione che si era venuta a creare», continua Gobbi. Per poi rilevare come «purtroppo la nostra situazione territoriale e linguistica ci impone una certa autonomia e non una condivisione con altri cantoni come invece accade in Romandia o in Svizzera interna». Una barriera linguistica questa che non ferma però il Dipartimento delle istituzioni. «In tal senso, l’intenzione è quella di avere una sorta di aggancio ad un istituto di medicina legale universitario, verosimilmente quello di Losanna con il quale abbiamo già delle collaborazioni, in modo non solo da disporre di un’ulteriore verifica di qualità e autorevolezza, ma anche una sorta di secondo controllo in casi di dubbi». Detto in altre parole, in futuro gli automobilisti che non condivideranno la perizia redatta dal medico del traffico in Ticino potranno appellarsi ad un istituto esterno. «In questo modo verrà garantito un backup per la funzionalità, ma anche un’eventuale seconda opinione in caso di situazioni particolari». E qui la domanda sorge spontanea: ma in questo modo non si rischia di far lievitare ulteriormente i costi? «È sicuramente un aspetto che dovremo valutare – commenta il nostro interlocutore – ed è per questo che nell’organizzazione di progetto abbiamo già inserito un rappresentante della Sezione delle finanze che sarà chiamato ad avere un occhio attento visto che l’aumento dei costi è probabile in queste situazioni. Ad un certo momento però, se si vuole avere una maggiore sicurezza e garanzia si deve mettere in conto di dover pagare qualcosa in più. Ma questo è un discorso in divenire».
Tariffe, più trasparenza
E in divenire è anche il discorso legato al metodo di fatturazione dei servizi del medico del traffico che oggi vengono calcolati in base al tariffario Tarmed. Una modalità che aveva sollevato qualche perplessità dal momento che le prestazioni del medico del traffico non sono coperte dalle casse malati. «Sicuramente qualcosa cambierà anche in questo senso – conclude Gobbi – dal momento che il medico del traffico sarà cantonalizzato il tariffario verrà definito in anticipo».