Meno milionari scelgono la Svizzera: l’Italia diventa una rivale sempre più forte

Per decenni la Svizzera è stata una delle mete più ambite per chi possiede grandi patrimoni. Stabilità politica, sicurezza, qualità della vita, discrezione e fiscalità favorevole hanno contribuito a costruirne l’attrattività internazionale. Ora, però, la concorrenza si fa sentire.
Secondo una stima di New World Wealth, società specializzata nell’analisi dei movimenti internazionali delle persone facoltose, citata dalla testata «Schweiz heute», nel 2026 dovrebbero trasferirsi in Svizzera circa 1.800 milionari, contro i circa 3.000 del 2025. Si tratterebbe di un calo nell’ordine del 40%.
L’Italia conquista terreno
Secondo Andrew Amoils, responsabile della ricerca di New World Wealth, «dal punto di vista fiscale, la Svizzera non è più attrattiva come un tempo». Le persone facoltose guardano sempre più ad altre destinazioni caratterizzate da una fiscalità favorevole, come Monaco, Montenegro, Panama e le Isole Cayman.
Ma la concorrenza più insidiosa arriva soprattutto dall’Italia, proprio alle porte della Svizzera. «Molte persone facoltose provenienti dalla Gran Bretagna e dalla Francia preferiscono ormai l’Italia alla Svizzera», afferma Amoils. A rendere il Paese particolarmente competitivo è il regime di tassazione forfettaria sui redditi prodotti all’estero, pensato per attrarre nuovi residenti con grandi patrimoni.
L’imposta sulla sostanza pesa sugli imprenditori
Anche diversi Cantoni svizzeri prevedono forme di tassazione forfettaria, ma secondo New World Wealth l’Italia offre strumenti di ottimizzazione fiscale più aggressivi. Già nel 2025, il Paese figurava, insieme a Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti, tra le destinazioni preferite dai milionari in cerca di una fiscalità più favorevole.
La Svizzera, presa singolarmente, non ha però perso attrattività: le imposte non sono aumentate e l’iniziativa dei Giovani Socialisti sull’imposta di successione è stata respinta. Il punto è piuttosto la competitività relativa: mentre la Svizzera è rimasta sostanzialmente stabile, altri Paesi hanno migliorato la propria offerta.
Anche PwC Svizzera, che assiste persone facoltose nei trasferimenti internazionali di residenza, osserva il fenomeno. «Non osserviamo una diminuzione delle richieste, ma nemmeno un aumento significativo», spiega Lisa Cornwell, partner e responsabile dell’area clienti privati e family office. Cornwell conferma però che l’Italia sta diventando un concorrente sempre più forte.
A pesare sul confronto è soprattutto l’imposta sulla sostanza. Gli imprenditori residenti in Svizzera possono infatti essere sottoposti a una pressione fiscale significativa sul patrimonio, soprattutto quando devono prelevare dividendi dalla propria azienda per pagare le imposte. Per questo, spiega Cornwell, PwC riceve sempre più richieste da parte di imprenditori che stanno valutando anche l’Italia come alternativa.
Zugo resiste, ma Milano incalza
Il quadro varia comunque sensibilmente da un Cantone all’altro. Secondo Cornwell, i Cantoni con una fiscalità particolarmente favorevole — Zugo, Svitto, Lucerna, Nidvaldo e Obvaldo — continuano a essere tra le destinazioni più ambite dai grandi patrimoni.
Una conferma arriva da Heinz Tännler (UDC), direttore delle Finanze di Zugo: «Continuiamo ad attirare persone facoltose, recentemente anche dai Paesi del Golfo». Secondo Tännler, Dubai ha perso parte della propria attrattività sul piano della sicurezza a causa della guerra nel Golfo, favorendo in alcuni casi la ricerca di alternative più stabili. Ma anche Zugo deve fare i conti con nuovi concorrenti. Lo stesso Tännler indica l’Italia, e in particolare la regione di Milano, come una rivale ormai seria nella corsa ad attirare residenti facoltosi.
La sicurezza torna al centro dell’attenzione
C’è infine un altro elemento che potrebbe influenzare le decisioni dei grandi patrimoni: la sicurezza. Negli ultimi mesi si sono verificate diverse incursioni nelle ville di residenti facoltosi nella regione del Lago di Ginevra. Tra le vittime figura anche Alain Prost, quattro volte campione del mondo di Formula 1, la cui abitazione nei pressi di Nyon sarebbe stata assaltata da uomini mascherati.
La situazione preoccupa anche il mondo economico. La banca privata Pictet e il gruppo Trafigura avrebbero segnalato alle autorità ginevrine le proprie preoccupazioni sulla sicurezza. Un recente sondaggio tra le imprese indica inoltre che il 70% percepisce un peggioramento della situazione negli ultimi tre anni. Per la Svizzera è un campanello d’allarme. La sicurezza è infatti uno degli elementi su cui il Paese ha costruito la propria attrattività internazionale, soprattutto agli occhi dei grandi patrimoni.
