Mercato di Locarno: «Serve un cambiamento radicale»

La situazione al mercato di Locarno è finita al centro di un’interrogazione presentata in questi giorni al Municipio dai consiglieri comunali PLR Stefano Lappe e Orlando Bianchetti (presidente e vicepresidente) e sottoscritta anche dagli altri colleghi della sezione. I firmatari lamentano una situazione, in Pizza Grande e negli spazi in cui si svolge il mercato settimanale cittadino, che «non è migliorata» rispetto a quanto osservato in un’interpellanza già inoltrata il 18 maggio 2025. «Al contrario. Quanto visto recentemente, sia in occasione del mercato del giovedì, sia in occasione di quello di Pasqua, induce a ritenere che il mercato cittadino versi in una situazione di progressivo degrado», scrivono i firmatari.
Rilancio «a metà»
Nella risposta fornita dal Municipio all’interpellanza precedente si fa riferimento anche alla volontà di promuovere l’utilizzo delle nuove bancarelle «e di migliorare la selezione degli espositori abituali, coinvolgendo maggiormente artigiani e produttori del territorio». A distanza di quasi un anno, secondo i consiglieri comunali «tali intendimenti sembrano essersi tradotti solo in misura limitata in risultati concreti, visibili e strutturati». La situazione attuale «suggerisce che il percorso di rilancio non abbia ancora trovato la sua attuazione, né sul piano estetico e identitario, né sotto il profilo organizzativo e strategico».
«Non all'altezza del salotto urbano»
I firmatari hanno allegato al testo dell’interrogazione anche diverse fotografie per documentare la situazione che a loro parere riflette «un colpo d’occhio disordinato, scadente e non all’altezza del salotto urbano locarnese. Appare quindi evidente che, sotto il profilo logistico-organizzativo e della supervisione del mercato, qualcosa non stia funzionando in modo adeguato».
Problema di identità
Tuttavia, per gli esponenti del PLR c’è un problema ben più profondo: «Il mercato continua a non avere una vera identità». In particolare «prodotti locali, artigianato autentico e offerta alimentare qualificata risultano oggi in netta minoranza rispetto a merce generica, seriale, facilmente reperibile altrove e priva di legame con il territorio e con le sue tradizioni, come articoli di bassa qualità prodotti all’estero e privi di qualsiasi valore distintivo». Secondo i firmatari un mercato così concepito «non distingue Locarno, non valorizza il Locarnese, non racconta il Ticino e non rafforza in alcun modo il posizionamento turistico della città». Al contrario: «Ne indebolisce l’immagine e ne banalizza l’offerta». Tanto più che un mercato ben costruito «è un motore che genera indotto anche per i commerci e per la ristorazione».
Meglio «poco ma buono»
Per sopperire a queste criticità, i consiglieri comunali ritengono che il mercato di Locarno vada ripensato in modo più coerente e strutturato. «C'è un concreto interesse a partecipare a un mercato orientato alla valorizzazione di prodotti locali e artigianato autentico, fondato su criteri qualitativi definiti e su condizioni economiche sostenibili. È quindi preferibile avere una dozzina di bancarelle di qualità piuttosto che quaranta postazioni, di cui una parte significativa disastrose».
Un ripensamento complessivo
Se il mercato vuole realmente diventare un punto di forza della città - evidenziano ancora gli esponenti del PLR - «è necessario un ripensamento complessivo della sua identità, della sua qualità estetica, della sua organizzazione logistica e dei criteri di ammissione degli operatori. La Città è quindi chiamata a definire un modello chiaro, condividerlo con espositori, commercianti e con la cittadinanza, dotandosi degli strumenti materiali e regolamentari necessari per attuarlo». E ancora: «La scelta deve essere chiara: il mercato deve essere orientato esclusivamente verso prodotti locali, artigianato autentico e offerta alimentare di qualità».
