Bellinzona

Messa a norma antincendio degli immobili: chiesto un credito di 2,5 milioni

Il Municipio turrito vuole procedere alla messa a norma degli stabili di proprietà della Città dal punto di vista antincendio
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Red. Online
18.09.2026 15:52

Un credito di 2,5 milioni: è quanto richiede il Municipio di Bellinzona al Consiglio comunale per la messa a norma degli stabili di proprietà della Città dal punto di vista antincendio. Lo si legge in un comunicato odierno dello stesso Esecutivo turrito. Il parco immobiliare di proprietà della Città è composto da 224 edifici, viene precisato. Gli stabili trasformati e realizzati dopo il 1. gennaio 1997 dispongono di un collaudo antincendio o di una perizia attestante l’accettabilità del rischio residuo, conformemente alle norme vigenti al momento della presentazione della domanda di costruzione. Per lo stesso motivo numerosi edifici non presentano tali documenti in quanto realizzati o trasformati prima dell’entrata in vigore della Legge sulla protezione antincendio (LPA).

«Dopo la tragedia dello scorso Capodanno a Crans-Montana, la sensibilità sul tema antincendio è aumentata enormemente portando ad un cambio normativo e legislativo quasi immediato», evidenzia il Municipio. Lo scorso 27 marzo è entrata in vigore una nuova versione del Regolamento sulla protezione antincendio (RPA), che ha portato a un inasprimento dei controlli periodici degli edifici in funzione della loro destinazione d’uso, sia in termini di tipologie interessate che di frequenza del controllo. Per gli edifici e gli impianti soggetti ai controlli periodici che non dispongono di un certificato di collaudo antincendio, entro il 31 dicembre 2027 deve essere elaborata una perizia attestante il rischio residuo d’incendio accettabile. La Città di Bellinzona, come tutti gli altri Comuni, è quindi chiamata ad attivarsi per raggiungere l’obiettivo legislativo proposto nei tempi richiesti, che fin da subito risultano molto ristretti.

Dagli approfondimenti svolti dal Servizio stabili del settore Opere pubbliche, emerge che la Città, in un periodo relativamente breve, dovrà prevedere l’elaborazione di una perizia attestante il rischio residuo d’incendio accettabile per 78 edifici (con eventuali conseguenti costi per l’esecuzione degli interventi necessari al raggiungimento del rischio residuo ritenuto accettabile); e lo svolgimento dei controlli periodici per gli ulteriori 53 stabili che presentano già un collaudo antincendio o una perizia di rischio residuo e rientrano nelle destinazioni d’uso definite dal RPA, non è escluso che anche in questo caso potrebbero essere generati dei costi legati a particolari situazioni createsi nel tempo.

Gli approfondimenti saranno effettuati secondo quattro gradi di priorità, spiega ancora l’Esecutivo. Per riuscire a raggiungere gli obiettivi nei tempi previsti, il Municipio propone la costituzione di un gruppo di lavoro composto da 5/6 studi d’ingegneria che abbiano in organico tecnici riconosciuti antincendio (specialisti o esperti antincendio). «L’obiettivo è quello di uniformare il lavoro, evitando la ripetizione di parti identiche, riducendo i costi e garantendo una qualità uniforme».