MetLife Stadium nella bufera: «Con il caldo l’erba si secca»

È nuovo di zecca, eppure è già stato ampiamente criticato. Parliamo del manto erboso del MetLife Stadium. Una superficie rigorosamente naturale, andata a sostituire quella in sintetico appositamente per la Coppa del mondo americana. Il progetto è una creatura nata dopo anni di ricerca ed è stato installato all’inizio di maggio. Le aspettative nei suoi confronti erano elevate. Lo stadio, ufficialmente denominato New York New Jersey Stadium, sarà infatti teatro non solo di otto incontri, ma anche della finalissima, il 19 luglio. Ebbene, le grandi aspettative non sono divenute realtà. Dalle sfide della fase a gironi che si sono finora consumate al MetLife sono uscite aspre polemiche.
«Sembrava sintetico»
«Beh, il campo era… Non so nemmeno se si possa chiamare così», ha dichiarato, tra il serio e il faceto, Adrien Rabiot dopo la partita della sua Francia contro il Senegal. «Sembrava più un campo sintetico. Era duro e rigido, ma è lo stesso per tutte le squadre. Spero però di trovare terreni migliori nelle prossime partite». Anche il suo allenatore Didier Deschamps ha definito la superficie «particolare». E non era un complimento. «Dobbiamo abituarci. Sembra quasi che sotto ci sia cemento. Inoltre, l’erba è molto corta».
La scelta di optare per un nuovo manto naturale è stata imposta all’impianto del New Jersey, così come ad altri sette stadi nordamericani, per via delle diverse esigenze del calcio rispetto a quelle del football americano. Esigenze che, nemmeno a detta della stella brasiliana Vinicius Junior, sono finora state garantite. «Con il caldo l’erba si secca molto rapidamente e il gioco diventa lento. Noi vogliamo spostare velocemente il pallone da una fascia all’altra, ma queste condizioni ci penalizzano», ha sentenziato l’attaccante verdeoro dopo il pareggio della Seleçao contro il Marocco .
L’ombra degli infortuni
Un campo che non si presenta nelle migliori condizioni porta con sé anche lo spauracchio degli infortuni. Il vecchio sintetico dell’impianto, in questo senso, aveva già fatto parecchio parlare di sé, venendo accusato di aver contribuito a gravi lesioni, come la rottura del tendine d’Achille di Aaron Rodgers e quella del legamento crociato anteriore di Malik Nabers. Ad oggi, fortunatamente, il nuovo volto del MetLife non ha ancora provocato danni in questo senso. Sempre il ct transalpino ha tuttavia sottolineato l’incombenza del problema. «Il campo è stato davvero molto impegnativo per la muscolatura dei giocatori».
L’assist dell’umidità
Il match giocato lunedì sera sotto un cielo coperto e una fitta pioggia ha invece evidenziato una tendenza diversa. Sì, la vittoria della Norvegia per 3-2 contro il Senegal ha dato risposte nuove, decisamente più positive, dal campo. La terza partita disputata al MetLife ha mostrato come l’umidità migliorerebbe le condizioni del terreno. «Oggi ha piovuto. È stata una buona cosa per il campo», ha spiegato il ct senegalese Pape Thiaw.
La risposta della FIFA
La FIFA, interpellata e sollecitata da più parti, si è prontamente difesa con un comunicato. «I campi di tutti i 16 stadi del Mondiale FIFA 2026 rimangono in condizioni eccellenti sia dal punto di vista della giocabilità sia della sicurezza dei giocatori. Sebbene siano stati espressi commenti sull’aspetto di alcune zone del terreno del NYNJ Stadium, le valutazioni del nostro team responsabile del manto erboso indicano che ogni campo è sano e sta funzionando come previsto per una competizione di livello élite». Il vero banco di prova sarà la finale del 19 luglio. Non resta che sperare in una giornata di pioggia.
