Midterm: i democratici statunitensi si mobilitano in Svizzera

A pochi giorni dalle elezioni statunitensi di metà mandato del 3 novembre, i democratici residenti in Svizzera hanno moltiplicato le iniziative per mobilitare i propri connazionali. Pubblicità sui mezzi di trasporto, manifesti, cartoline e telefonate: la loro campagna ha dato i suoi frutti, mentre i repubblicani si mostrano molto più discreti.
In Svizzera vivono circa 32'000 cittadini statunitensi, di cui diverse migliaia sono membri di Democrats Abroad, la sezione del Partito Democratico all'estero. L'organizzazione intende influire su un'elezione che vedrà il rinnovo di tutti i seggi della Camera dei rappresentanti e di un terzo del Senato, attualmente dominati dai repubblicani.
«Gli americani all'estero potrebbero davvero fare la differenza in diverse elezioni molto combattute», ha affermato all'agenzia Keystone-ATS Katie Wright, presidente di Democrats Abroad Switzerland. La sua organizzazione spera di contribuire alla riconquista del Congresso da parte dei democratici, al fine di contrastare la politica di Donald Trump e difendere, in particolare, il potere d'acquisto e i diritti dei cittadini.
Centinaia di elettori sensibilizzati
Per raggiungere i propri connazionali, i democratici hanno fatto affiggere manifesti all'interno dei tram di Basilea e degli autobus di Ginevra, nonché in diversi luoghi di Zurigo. Dotati di codici QR, invitano i cittadini americani a partecipare alle midterm.
Le campagne hanno spinto diverse centinaia di persone a visitare il sito VoteFromAbroad.org, che permette agli americani all'estero di iscriversi alle liste elettorali e di richiedere la scheda elettorale.
L'organizzazione ha inoltre inviato delle cartoline ai propri membri che non avevano ancora richiesto il materiale elettorale. Secondo Katie Wright, il 10% dei destinatari ha poi provveduto a farlo. Sono ancora in corso campagne di telefonate e SMS per ricordare agli elettori di votare e verificare che abbiano effettivamente ricevuto la scheda elettorale.
L'interesse per queste elezioni è considerato elevato. Democrats Abroad rileva un aumento del numero dei propri membri, anche se non dispone ancora di dati definitivi. La mobilitazione sembra per ora seguire quella delle precedenti elezioni di metà mandato.
Uno sguardo diverso dalla Svizzera
Vivere all'estero influenza anche il modo in cui gli americani percepiscono la politica del proprio Paese, ha sostenuto Katie Wright. I membri di Democrats Abroad apprezzano in particolare la sicurezza, la qualità della vita, l'equilibrio tra lavoro e vita privata, nonché la cultura del rispetto reciproco in Svizzera.
«Vivere all'estero permette di ampliare i propri orizzonti», ha sottolineato la presidente dell'organizzazione. Questa esperienza offre, secondo lei, una prospettiva diversa sul funzionamento delle istituzioni e sulle conseguenze delle decisioni prese a Washington, sia negli Stati Uniti stessi che nel resto del mondo.
Repubblicani discreti
La mobilitazione repubblicana è molto meno visibile in Svizzera. In occasione delle elezioni presidenziali del 2020, i Republicans Overseas Switzerland contavano solo una manciata di membri attivi e privilegiavano gli interventi mediatici rispetto a una campagna sul territorio, secondo il loro rappresentante dell'epoca, James Foley.
Lo scorso agosto, l'organizzazione non aveva risposto alle richieste della radio svizzero-tedesca SRF riguardo alle sue attività elettorali. Contattati nuovamente da Keystone-ATS, i suoi rappresentanti in Svizzera non hanno dato seguito immediato alla domanda.
Tale discrezione non significa tuttavia che gli elettori repubblicani residenti nella Confederazione rimangano inattivi. In assenza di dati consolidati sul voto degli espatriati, è inoltre difficile determinare con precisione il peso rispettivo dei due schieramenti all'interno della comunità americana del Paese.
A pochi giorni dal voto, i democratici continuavano comunque la loro mobilitazione. Sperano che le schede elettorali inviate dalla Svizzera contribuiscano, anche se in misura modesta, a far pendere l'ago della bilancia in alcuni collegi elettorali statunitensi.