Migranti Dublino respinti dall’Italia: «Quanti casi e quali costi per il Ticino dal 2022?»

Quanti richiedenti l’asilo registrati inizialmente in Italia sono stati attribuiti al Ticino dal 2022 e quali costi hanno comportato per il Cantone? È quanto chiede al Consiglio di Stato il granconsigliere Alain Bühler (UDC), primo firmatario di un’interrogazione presentata il 23 marzo e sottoscritta da altri 8 deputati democentristi.
Sospesa la cooperazione nell'ambito del regolamento di Dublino
L’atto parlamentare prende spunto da quanto riportato dal Corriere del Ticino, secondo cui dal dicembre 2022 l’Italia ha di fatto sospeso la cooperazione nell’ambito del regolamento di Dublino, rifiutando la riammissione di migranti la cui domanda d’asilo ricadrebbe sotto la sua competenza. Secondo i dati della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), citati nello stesso articolo, tra la fine del 2022 e l’inizio del 2026 la Confederazione ha dovuto esaminare 2’540 domande d’asilo di persone precedentemente registrate in Italia che avrebbero dovuto essere riprese dalle autorità della vicina penisola. Stando a una stima della SEM il costo medio aggiuntivo per ogni caso non trasferibile sarebbe stimato in circa 75 mila franchi, per una spesa complessiva che potrebbe superare i 190 milioni di franchi a livello federale nel periodo 2022-2026.
I dati ticinesi
Per quanto riguarda il Ticino, nel 2025 sono stati attribuiti al Cantone 503 richiedenti l’asilo, di cui 38 inizialmente registrati in Italia e poi inseriti nella procedura svizzera per l’impossibilità di procedere al trasferimento Dublino. Secondo il Dipartimento delle istituzioni e quello della sanità e della socialità, la gestione di questi casi comporterebbe per il Cantone costi nell’ordine delle centinaia di migliaia di franchi annui, poiché i contributi federali coprono solo parzialmente le spese effettive.
Le domande
Con l’interrogazione, i deputati chiedono al Governo ticinese dati dettagliati per anno dal 2022 a oggi: il numero complessivo di casi legati all’Italia, lo stato delle procedure, i costi sostenuti dal Cantone — dall’alloggio all’assistenza sociale e sanitaria — e la quota rimasta a carico delle finanze cantonali dopo i contributi federali. Tra le numorose domande figura anche se il Consiglio di Stato abbia chiesto compensazioni alla Confederazione per i Cantoni di frontiera e se vi siano indicazioni su una possibile ripresa delle riammissioni verso l’Italia alla luce del nuovo patto europeo su migrazione e asilo.
