Minatori cileni, spiragli di luce

MINIERA DI SAN JOSÈ (CILE) - Una prima capsula di metallo, che servirà a far risalire in superficie i 33 minatori intrappolati dal 5 agosto a 700 metri di profondità nella miniera di San Josè, in Cile, è arrivata sabato scortata da auto della polizia e accolta da applausi e ovazioni dei familiari accampati intorno alla miniera. La capsula, la prima di tre costruite dai cantieri navali della marina cilena, è una specie di gabbia cilindrica «alta 4 metri, pesante 460 Kg. e con un diametro approssimativo di 53 centimetri» ha spiegato Sergio Navarro, membro dell'equipe che ha costruito le capsule.
La gabbia metallica, dipinta di bianco, rosso e blù (i colori della bandiera cilena), è stata battezzata «fenice» dal ministro delle miniere, Laurence Golborne, mentre il ministro della sanità, Jaime Manalich, ha precisato che un soccorritore e un medico scenderanno fino a 700 metri di profondità per preparare i minatori alla risalita. Tutti i minatori, dopo aver preso posto nella capsula, saranno sollevati fino in superficie, uno ad uno, attraverso uno dei tre pozzi che i soccorritori stanno scavando. L'operazione - hanno affermato alcuni ingegneri - durerà da mezz'ora a un'ora e mezza. L'obiettivo dei soccorritori, ha aggiunto il ministro delle miniere - è di far risalire i 33 minatori «per i primi giorni di novembre».