Minorenne collocato alla Farera, ecco le ultime audizioni

Viste le molte ore di dibattito necessarie per venire a capo del Piano energetico e climatico cantonale, l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio ha deciso di rimandare a domani la «resa dei conti» politica sul caso Zali. Il Governo risponderà nel pomeriggio alle interpellanze riguardanti il «ministro» leghista, così come agli atti parlamentari sull’arresto del docente delle Medie di Giubiasco e sulla polemica riguardante il Consiglio di Stato e la Società navigazione Lago di Lugano.
Detto ciò, il nome di Zali è comunque stato evocato nei corridoi di Palazzo. E questo perché le due Sottocommissioni (una della Gestione, presieduta da Fiorenzo Dadò, l’altra della Giustizia e diritti presieduta da Cristina Maderni) che - nell’ambito dell’Alta vigilanza - stanno chiarendo i contorni della riunione indetta dal consigliere di Stato sul 14.enne collocato alla Farera, si sono riunite. Sul tavolo, c’erano ancora due audizioni: una con la magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa, l’altra con Norman Gobbi. Arrivati a questo punto, «probabilmente, le audizioni sono terminate», ha sottolineato Maderni davanti ai giornalisti. «Nei prossimi giorni inizieremo a riflettere su come impostare il rapporto all’attenzione prima delle Commissioni, e poi al Gran Consiglio». Nel rapporto, come osserva ancora la deputata liberale radicale, «ci sarà sicuramente qualcosa da dire» su quanto avvenuto. «Abbiamo fatto un’analisi e ora abbiamo tutti gli elementi per comporre il documento». La base di partenza delle due Sottocommissioni sono dunque le audizioni e il dettaglio cronologico degli eventi. Ma «è ancora presto per definire delle conclusioni, tuttavia ora abbiamo il quadro complessivo della situazione». I due gremi hanno individuato dei punti sensibili della vicenda, come le procedure che hanno portato a quella riunione. L’obiettivo del rapporto finale, dunque, sarà di formulare degli auspici affinché certe situazioni non si ripetano.
Nelle scorse settimane era poi emerso che alcune versioni dei fatti fornite durante le audizioni (la Sottocommissione della Gestione aveva sentito Zali, la direttrice della Divisione giustizia, il direttore delle strutture carcerarie e la direttrice medica del Servizio di medicina penitenziaria dell’EOC mentre quella della Giustizia si era occupata della Magistrata dei minorenni e del Consiglio della Magistratura) non combaciavano. C’erano, in sostanza, delle incongruenze. Tutto risolto? «Abbiamo fatto gli approfondimenti del caso e chiarito», ha assicurato Maderni.
Sulla riunione, lo ricordiamo, indaga anche la Procura. Nei confronti di Zali, infatti, è stato aperto un procedimento per abuso di autorità e tentata coazione.
