Il caso

Miss Italia contro Ditonellapiaga: «Canzone lesiva della dignità delle nostre ragazze»

Al centro della polemica è finito il brano «Miss Italia», ad oggi inedito, che secondo il famoso concorso di bellezza, lede l'onore onore delle ragazze che vi partecipano – Contestata anche l'utilizzo senza autorizzazione di una denominazione registrata
© EPA/ETTORE FERRARI
Red. Online
25.02.2026 20:33

È finita al centro delle critiche del concorso di Miss Italia la cantante Ditonellapiaga, tra le protagoniste dell'edizione 2026 del Festival di Sanremo con la canzone Che fastidio!. Non ha insomma tardato ad arrivare la prima polemica che ha messo un po' di sale e pepe in un Festival che altrimenti finora si è dimostrato piuttosto piatto e mediocre dal punto di vista canoro. Vediamo allora di ricostruire l'intera vicenda.

Non ancora uscito e già criticato

Al centro della polemica l'album di Ditonellapiaga, in uscita il 10 aprile, intitolato Miss Italia e l'omonima canzone (ancora inedita). Il brano sarebbe infatti «lesivo della dignità e dell'onore delle ragazze che partecipano al concorso», fanno sapere gli organizzatori minacciano azioni legali.

Ad essere contestato è «l'uso indebito della denominazione Miss Italia», con una condotta «gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione, nonché dell'immagine e della reputazione del concorso e delle sue partecipanti». Ecco allora che il concorso «ha conferito mandato agli avvocati Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca affinché intraprendano le più opportune azioni giudiziarie volte a inibire l'ulteriore utilizzo della denominazione Miss Italia e a ottenere il risarcimento dei danni subiti e subendi».

«Speravo ci fosse più ironia»

La risposta di Ditonellapiaga è arrivata a stretto giro di posta e, nel dettaglio, questa mattina in conferenza stampa. «Non so neanche se abbiano sentito la canzone, non è ancora uscita. A prescindere da questo, sono questioni legali e non conosco il legalese. Le persone che se ne devono occupare se ne occuperanno. Il senso del disco è il rapporto con i canoni e la bellezza, speravo in un po' di ironia, questo è il mio spirito. Il testo è inedito, nessuno ha insultato nessuno. Parla di me e del rapporto con la perfezione. Non hanno avuto la sensibilità, mi pare lecito che io possa parlarne. Non ho detto che le ragazze che vi partecipano sono disperate, parlo di me e del mio rapporto con la perfezione. Mai detto che Miss Italia è una disperata, il testo parla di nascondere la disperazione con il trucco».

«Poca esperienza nel giudicare il concorso»

Non si è fatta attendere nemmeno la contro-risposta del concorso di bellezza, arrivata, su LaPresse, per voce di Patrizia Mirigliani, patronne di Miss Italia. «È un marchio di famiglia e commerciale. Per cui chiamare un album Miss Italia senza comunicarlo minimamente a noi e a me che sono la titolare del marchio e fare un brano all'interno che dà il nome al disco, senza far conoscere i contenuti che invece ora conosco, è il motivo per cui, per rispetto e a tutela delle ragazze del concorso ho dato tutto in mano ai miei legali».

Mirigliani spiega dunque per quale ragione la canzone non le piace. «Cosa mi ha dato fastidio del testo? Il fatto che ci sia, come al solito, poca esperienza nel giudicare il concorso e non si dia attenzione a quello che il concorso ha fatto e dato negli anni, a quanto sia stato inclusivo e a quanto abbia allargato i confini della bellezza rendendola accessibile a tutte le donne. Sono contro gli stereotipi e mi ha dato fastidio l'idea di essere associati a qualcosa che non esiste più nel concorso da tanto tempo».

In questo articolo: