Sanità

Modello di medicina universitaria ticinese: «Quali prospettive?»

Il tema è approdato sul tavolo del Consiglio di Stato, con un'interrogazione presentata da Matteo Quadranti e Paolo Ortelli
© Chiara Zocchetti
Red. Online
08.10.2026 11:36

Lo sviluppo della medicina universitaria cantonale è un tema molto sentito in Ticino e, a tal proposito, nel marzo 2025 il Consiglio di Stato ha conferito un mandato a un gruppo di lavoro con l'obiettivo di valutare la possibilità di riconoscere in Ticino un ospedale universitario e, più in generale, di individuare un modello adeguato per lo sviluppo della medicina universitaria cantonale. Un tema che è arrivato di recente sul tavolo del Consiglio di Stato con un'interrogazione presentata da Matteo Quadranti e Paolo Ortelli (cofirmatari Simona Genini, Natalia Ferrara, Alessandro Speziali). 

Un modello nostrano

Il rapporto elaborato dal gruppo di lavoro, evidenziano i granconsiglieri, «giunge a una conclusione di particolare rilevanza strategica per il nostro Cantone: il Ticino dispone già di molti degli elementi necessari per sviluppare una propria realtà di medicina universitaria, ma appare più opportuno non limitarsi a replicare il modello dei grandi ospedali universitari svizzeri». In sostanza, si tratterebbe di prospettare la creazione «di un vero e proprio modello di Medicina Universitaria Ticinese (MUT), fondato sulla messa in rete e sull'integrazione delle competenze e delle strutture già presenti sul territorio: Ente Ospedaliero Cantonale (EOC), Università della Svizzera italiana (USI), Facoltà di scienze biomediche, istituti di ricerca, SUPSI, nonché collaborazioni nazionali e internazionali».

Importanti progressi

Inoltre, rilevano i firmatari, il rapporto evidenzierebbe come l'EOC «abbia già compiuto importanti progressi nei tre ambiti fondamentali della medicina universitaria – cura, formazione e ricerca – pur presentando ancora alcune lacune rispetto ai criteri utilizzati a livello svizzero per gli ospedali universitari». La prospettiva proposta non sarebbe quindi quella di creare un nuovo grande ospedale universitario, bensì quella di costruire un ecosistema ticinese della medicina universitaria, «capace di valorizzare le dimensioni e le caratteristiche del Cantone, concentrandosi, tra gli altri, sui settori della medicina personalizzata e preventiva, della digitalizzazione e dell'intelligenza artificiale, della ricerca traslazionale, dell'integrazione ospedale-territorio e della formazione innovativa. Inoltre i costi per il Cantone sarebbero praticamente nulli».

Formazione e sviluppo

Per i granconsiglieri, inoltre, il progetto andrebbe oltre la sola organizzazione sanitaria. «Una maggiore strutturazione della medicina universitaria potrebbe infatti incidere sulla capacità del Cantone di formare e trattenere personale sanitario qualificato, attrarre ricercatori e competenze, sviluppare innovazione scientifica e tecnologica e rafforzare nel lungo periodo l'attrattività del Ticino». Il rapporto lascerebbe tuttavia ancora aperte delle questioni rilevanti, si legge nell'interrogazione, in particolare per quanto riguarda il finanziamento della ricerca e della formazione, la governance, le infrastrutture, l'organizzazione e i rapporti istituzionali tra EOC, USI e gli altri attori coinvolti. La trasformazione prospettata è inoltre di medio-lungo periodo, indicativamente decennale. «Proprio per questo appare importante comprendere quali siano le intenzioni del Consiglio di Stato e se, dopo il lavoro svolto dal gruppo di lavoro, vi sia la volontà politica di passare dalla fase di analisi a quella della progettazione concreta».

Diversi interrogativi

Alla luce di queste osservazioni, i granconsiglieri pongono una lunga lista di domande al Governo.

- È al corrente il Consiglio di Stato del rapporto elaborato dal Gruppo di lavoro per un ospedale universitario in Ticino e delle conclusioni in esso contenute?

- Il Consiglio di Stato ha proceduto a un esame approfondito del rapporto e delle diverse opzioni prospettate, in particolare della proposta di sviluppare un modello di Medicina Universitaria Ticinese (MUT)? In caso affermativo, quali sono le principali conclusioni cui è giunto?

- Il Consiglio di Stato condivide l'impostazione di fondo del rapporto, secondo cui il Ticino dovrebbe puntare non necessariamente alla creazione di un ospedale universitario tradizionale, ma allo sviluppo di un proprio modello integrato di Medicina Universitaria Ticinese, mettendo in rete EOC, USI, Facoltà di scienze biomediche, SUPSI e istituti di ricerca?

- Il Consiglio di Stato intende sostenere politicamente e concretamente il progetto MUT? In caso affermativo, quali sono gli obiettivi che intende perseguire e con quale orizzonte temporale?

- Il rapporto indica quale passo successivo l'avvio di uno studio di fattibilità che coinvolga EOC, USI, gli istituti affiliati, DSS e DECS. Il Consiglio di Stato intende dare seguito a tale proposta? In caso affermativo, entro quale termine prevede di avviare lo studio?

- Quali approfondimenti intende effettuare il Consiglio di Stato per definire: il modello istituzionale e organizzativo della MUT; la governance del sistema; i rapporti tra EOC, USI, Facoltà di scienze biomediche, SUPSI e istituti di ricerca; il fabbisogno infrastrutturale; i costi complessivi del progetto; le modalità di finanziamento della ricerca, della formazione e delle attività di interesse universitario?

- Considerate le attuali difficoltà finanziarie del settore ospedaliero e le lacune evidenziate dal rapporto nel finanziamento della ricerca e della formazione, come valuta il Consiglio di Stato la sostenibilità finanziaria del progetto MUT?

- Sono già state effettuate, anche in via preliminare, delle valutazioni circa l'ordine di grandezza degli investimenti e dei costi ricorrenti necessari per la realizzazione e il funzionamento del modello MUT?

- Quale ruolo intende attribuire il Consiglio di Stato all'EOC e all'USI nell'eventuale futura governance della Medicina Universitaria Ticinese? Sono già in corso discussioni tra le istituzioni interessate in merito a questo aspetto?

- Il rapporto individua nella medicina personalizzata e preventiva, nella digitalizzazione e nell'intelligenza artificiale, nella ricerca traslazionale, nell'integrazione ospedale-territorio e nella formazione innovativa alcuni possibili ambiti strategici. Il Consiglio di Stato intende individuare già in questa fase dei settori prioritari sui quali concentrare gli investimenti e le future collaborazioni?

- Quali sono, concretamente, i prossimi passi che il Consiglio di Stato intende intraprendere a seguito del rapporto e quali sono le relative tempistiche?

- Infine, il Consiglio di Stato intende sottoporre al Gran Consiglio una proposta organica relativa allo sviluppo della Medicina Universitaria Ticinese, eventualmente accompagnata da un messaggio concernente il necessario quadro istituzionale e finanziario?