«A colpire la scuola di Minab sono stati molto probabilmente gli Stati Uniti»

Gli investigatori militari statunitensi ritengono probabile che le forze USA siano responsabili dell'attacco alla scuola femminile iraniana in cui sono morte 150 bambine, lo scorso sabato, ma non hanno ancora raggiunto una conclusione definitiva né completato le indagini: lo rivela Reuters in un'esclusiva. Anche una serie di prove raccolte dal New York Times sull'attacco alla scuola di Minab dimostrano che l'edificio è stato molto probabilmente colpito dagli Stati Uniti nell'ambito di un raid contro una base delle Guardia delle rivoluzione (IRGC) lì vicino.
La scuola femminile di Minab, nell'Iran meridionale, è stata colpita nel primo giorno di attacchi statunitensi e israeliani contro il Paese. L'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini, ha dichiarato che l'attacco ha ucciso 150 studentesse.
L'analisi
Il New York Times ha analizzato e incrociato immagini satellitari, post sui social e video verificati. Ne emerge che l'edificio scolastico è stato gravemente danneggiato da un attacco di precisione avvenuto contemporaneamente agli attacchi contro una base navale adiacente gestita dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. «E le dichiarazioni ufficiali secondo cui le forze statunitensi stavano attaccando obiettivi navali vicino allo Stretto di Hormuz, dove si trova la base dell'IRGC, suggeriscono che molto probabilmente siano state loro a sferrare l'attacco».
La Casa Bianca ha rimandato il NYT alle dichiarazioni rilasciate dalla portavoce Karoline Leavitt durante la conferenza stampa di mercoledì. Alla domanda se gli Stati Uniti avessero condotto l'attacco aereo sulla scuola, ha risposto: «Non che noi sappiamo», aggiungendo che «il Dipartimento della Guerra sta indagando sulla questione». Anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che è in corso un'indagine. Nadav Shoshani, portavoce militare israeliano, ha dichiarato domenica ai giornalisti che «al momento» non era a conoscenza di alcuna operazione militare israeliana «in quella zona» in quel momento.
La mancanza di frammenti visibili di armi e l'impossibilità per i giornalisti esterni di raggiungere il luogo dell'incidente hanno reso difficile determinare con precisione cosa sia successo. Il bilancio totale delle vittime non è ancora stato confermato da fonti indipendenti, ma secondo i funzionari sanitari iraniani e i media statali l'attacco avrebbe causato la morte di almeno 175 persone, molte delle quali bambini, nella scuola elementare Shajarah Tayyebeh.
Funzionari statunitensi hanno dichiarato pubblicamente che, nel giorno in questione, aerei statunitensi stavano conducendo operazioni nella regione in cui si trovava la scuola, scrive ancora il NYT. Gli attacchi sono stati segnalati per la prima volta sui social media poco dopo le 11.30 ora locale. Un'analisi di quei post, nonché delle foto e dei video girati dai passanti nell'ora successiva agli attacchi, conferma che la scuola è stata colpita contemporaneamente alla base navale. Un video, individuato dagli esperti di geolocalizzazione, mostrava diverse grandi colonne di fumo che si alzavano dall'area della base e della scuola.
Le immagini satellitari
Il NYT ha ordinato le immagini satellitari dal fornitore Planet Labs. «Le immagini mostrano che diversi attacchi di precisione hanno colpito almeno sei edifici delle Guardie Rivoluzionarie insieme alla scuola. Quattro edifici all'interno della base navale sono stati completamente distrutti e altri due edifici presentavano punti di impatto al centro dei tetti, compatibili con attacchi di precisione di questo tipo».
Secondo le immagini satellitari del 2013, la scuola un tempo faceva parte della base navale delle Guardie Rivoluzionarie. Le strade conducevano da altre aree della base all'edificio scolastico che è stato colpito sabato. Ma nel settembre 2016, lo stesso edificio era stato separato e non era più collegato alla base.
Se fosse confermato che è stata una bomba americana a colpire Shajarah Tayyebeh, una domanda che verrebbe spontaneo porsi è se l'attacco alla scuola sia stato un errore o se fosse mirato sulla base di informazioni non aggiornate. Janina Dill, esperta di diritto bellico all'Università di Oxford, ha affermato che gli aggressori hanno l'obbligo di «verificare lo status» dei loro obiettivi per assicurarsi che i civili non subiscano danni. Il mancato rispetto di tale obbligo potrebbe costituire una violazione del diritto internazionale, ha aggiunto.
