Società

Addio America: sempre più cittadini USA rinunciano al passaporto

Tra paura della polarizzazione politica, tasse e timori geopolitici, cresce il numero di americani che scelgono di tagliare i legami con gli Stati Uniti — E anche a Berna le richieste si accumulano
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Ginevra Benzi
06.05.2026 14:45

Voltare le spalle alla propria patria non è cosa da tutti i giorni, specie quando si parla degli americani – generalmente molto patriottici. Eppure, l’attuale scenario mondiale – caratterizzato da conflitti e crisi politiche e petrolifere – sta portando molti cittadini di oltre oceano a dire addio al legame con il proprio Paese natio, come riportato dall’Aargauer Zeitung. Una scelta del tutto personale, certo, ma che sta avendo ripercussioni anche a Berna, dove l’ambasciata statunitense sta vedendo accumularsi le richieste di appuntamento. Ma chi ha deciso di procedere in tal senso deve armarsi di pazienza. E di denaro.

Il The Guardian ha infatti fatto l’esempio di una cittadina americana residente in Gran Bretagna che si è recentemente recata nella capitale elvetica nella speranza di veder ridotti i tempi di attesa rispetto all’ambasciata USA di Londra, dove bisogna aspettare oltre un anno per un appuntamento. Situazione simile nelle ambasciate di altre città europee, dove l’attesa è di qualche mese. Uno scenario che ha poco a che fare con la situazione finanziaria negli Stati Uniti.

Motivi politici

In passato erano infatti le motivazioni legate alle finanze a spingere molti cittadini a rinunciare al proprio passaporto. Negli ultimi anni, tuttavia, la scelta si fonda anche su altri motivi, ovvero politici: dal ruolo del Governo, alla polarizzazione degli USA, fino alle tensioni politiche interne, come riportato anche dal Guardian. «Non voglio far parte di una dittatura», afferma un cittadino statunitense residente all’estero, cercando di riassumere le sue motivazioni. Fra le cause c’è, infatti, l’elezione di Donald Trump nel 2016 e le decisioni della Corte Suprema. Da qui, la preoccupazione crescente che le istituzioni democratiche possano venir danneggiate, così come il timore di una politica estera sempre più aggressiva.

Quanto mi costa?

Ma, come accennato in precedenza, rinunciare al passaporto a stelle e strisce non è un’impresa facile. Si parla, infatti, di una tassa ufficiale di 450 dollari – in precedenza era 2.350 – a cui vanno aggiunte le spese legali. Il conto finale può quindi raggiungere facilmente i 7-10.000 dollari. E se non bastassero le spese, bisogna fare i conti con tempi d’attesa estenuanti, come anche sottolineato dalla società di consulenza Moody’s nel suo blog.

Tempo, denaro ma anche rischi significativi. Proprio così, perché la rinuncia della propria nazionalità implica la classificazione di «espatriati coperti», il che comporterebbe svantaggi fiscali a vita. Ma non solo: per i rinuncianti, entrare negli USA potrebbe diventare molto difficile.

Sistema fiscale USA

Anche se la questione finanziaria è ora marginale, il sistema fiscale statunitense resta uno dei principali motivi di disagio per molti americani residenti all’estero. Gli Stati Uniti, infatti, tassano i propri cittadini indipendentemente dal luogo di residenza: un modello raro, condiviso solo con l’Eritrea. Per gli svizzeri con doppia cittadinanza americana questo significa dover dichiarare le proprie finanze anche alle autorità fiscali USA. E le conseguenze si fanno sentire anche in Svizzera.

Diversi cittadini raccontano difficoltà nell’aprire conti bancari, poiché molti istituti elvetici evitano gli oneri amministrativi legati alle normative statunitensi. A creare ulteriore preoccupazione contribuisce una modifica legislativa che, dalla fine dell’anno, introdurrà la registrazione automatica dei giovani cittadini americani per il servizio militare. Pur trattandosi inizialmente solo di una banca dati, tra le famiglie residenti all’estero cresce il timore di future convocazioni, soprattutto in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche.

E la Svizzera, in questo scenario, occupa un ruolo particolare: è una destinazione importante per molti espatriati statunitensi, ma anche uno dei Paesi in cui gli effetti della politica americana si riflettono concretamente, ad esempio nel settore bancario.

Rinunce negli anni

Le rinunce alla cittadinanza americana sono in aumento da anni. Se nei primi anni 2000 si contavano poche centinaia di casi annuali, oggi le cifre raggiungono diverse migliaia, con un nuovo picco atteso nel 2026. Nonostante le difficoltà, molti ex cittadini non si pentono della scelta. Rimangono i ricordi e una certa nostalgia. «Ci sono cose che mi mancano», racconta sempre al Guardian un uomo di 57 anni, «ma posso convivere con l’idea di non tornarci mai più».

Per la Svizzera, questo fenomeno rappresenta l’incertezza politica negli Stati Uniti, che produce ormai effetti tangibili anche all’estero, fino alle sale d’attesa dell’ambasciata americana a Berna.

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