Guerra

«Adolescenti armati pattugliano le strade di Teheran»

Un funzionario delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha dichiarato che l’IRGC ha abbassato l’età minima per l’arruolamento a 12 anni, in una campagna di reclutamento denominata «Per l’Iran»
© KEYSTONE (EPA/ABEDIN TAHERKENAREH)
Red. Online
27.03.2026 12:01

I contatti tra Washington e Teheran ci sono. E anzi, assicura Donald Trump, «stanno procedendo molto bene», tanto da spingerlo a estendere di 10 giorni – fino alle 20 di lunedì 6 aprile – la sospensione degli attacchi sulle centrali energetiche dell'Iran. Il presidente USA insiste: gli iraniani, sostiene, vogliono un accordo a tutti i costi. Eppure, i segnali che arrivano dalla Repubblica Islamica raccontano una realtà diversa. Il piano USA in 15 punti è stato respinto al mittente. E Teheran, pur continuando a negare l’esistenza di negoziati, avrebbe pure avanzato una controproposta in cinque punti che prevede la chiusura delle basi militari americane nella regione, riparazioni di guerra e il controllo dello Stretto di Hormuz, che «è stato e sarà un diritto naturale e legale dell'Iran». Richieste inaccettabili per Trump, con gli USA che nel frattempo continuano a rafforzare la presenza nella regione, con l’invio di marines, forze anfibie e parà, pronti a sferrare un attacco massiccio.

Intanto, secondo la CNN l'Iran si sta preparando, temendo che in cima agli obiettivi del nemico ci sia l'isola di Kharg, e sta piazzando trappole e mine in tutta la zona. Citando una fonte militare vicina ai Guardiani della Rivoluzione (IRGC), l’agenzia Tasnim riferiva ieri che Teheran sarebbe pronto a mobilitare oltre un milione di combattenti nell’eventualità di un’invasione di terra da parte degli Stati Uniti. Le forze sarebbero già state organizzate per un possibile scenario di guerra sul terreno nel sud del Paese. Secondo la stessa fonte, negli ultimi giorni si sarebbe registrato un forte afflusso di volontari verso i centri di reclutamento dei Basij, dei pasdaran e dell’esercito regolare, in risposta alle crescenti speculazioni su un possibile intervento americano. «Si è creato un forte entusiasmo tra i combattenti per trasformare il territorio iraniano in un inferno per gli Stati Uniti», ha affermato la fonte.

Adolescenti arruolati

Eppure, dall'altro lato circolano notizie secondo cui l’IRGC starebbe incontrando difficoltà nel reclutamento di nuovo personale e nella gestione di più ampie interruzioni operative. Un funzionario del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha dichiarato ai media statali che l’IRGC ha abbassato l’età minima per l’arruolamento a 12 anni. Il funzionario ha affermato che l’IRGC sta reclutando persone per fornire supporto alle pattuglie, ai posti di blocco e alla logistica. «Fonti informate» non specificate hanno riferito ai media antiregime il 12 marzo che gli sforzi dell’IRGC per mobilitare le forze di riserva sono falliti perché molte persone non si sono presentate ai centri militari. Il 19 marzo, l’Istituto per lo studio della guerra (ISW) ha valutato che gli attacchi israeliani contro le forze di sicurezza interne iraniane, compresi gli attacchi mirati a decapitare la leadership, abbiano probabilmente causato shock e confusione all’interno dell’apparato di sicurezza interna e interrotto in una certa misura le operazioni.

Ecco (anche) perché le forze di sicurezza iraniane starebbero reclutando ragazzi a partire dai 12 anni d'età, per presidiare i posti di blocco e svolgere altre mansioni durante la guerra. Secondo l'AFP, dall'inizio della guerra sono spuntati posti di blocco un po' ovunque a Teheran. I residenti riferiscono che alcuni di questi «sono presidiati da adolescenti in borghese armati di mitra». Le autorità iraniane hanno avviato nella capitale una campagna di reclutamento denominata «Per l’Iran» abbassando, appunto, l’età minima dei candidati a 12 anni. Il funzionario dell'IRGC ha parlato alla televisione di Stato della necessità di «opporsi al bullo globale». Tra i compiti figurano «la raccolta di dati sulla sicurezza e le pattuglie operative», oltre all’organizzazione di convogli di auto durante la notte in città.

«Ai posti di blocco e nelle pattuglie dei Basij (la milizia paramilitare, ndr.) che si vedono in tutte le città, abbiamo avuto un numero molto elevato di volontari tra i giovani e gli adolescenti che volevano partecipare», ha affermato. «Tenendo conto di chi chiede di partecipare, abbiamo abbassato l'età minima a 12 anni, poiché i ragazzi di 12-13 anni desiderano essere coinvolti». Il racconto di un residente all'AFP confermerebbe questa versione: «Furgoni militari con armi pesanti montate a bordo bloccano le strade e perquisiscono le auto. Una volta superati, a soli 100 metri di distanza ci sono diverse auto private con adolescenti armati di Uzi che, a loro volta, fermano i veicoli. Quando un missile colpisce una zona, questa viene immediatamente isolata. Adolescenti senza addestramento, armati, urlano ordini alla gente e sparano regolarmente colpi di avvertimento in aria».

Secondo l'IDF, diversi media israeliani e la redazione persiana di Euronews, l'esercito israeliano sta conducendo un'intensa campagna di monitoraggio e distruzione dei posti di blocco e di altri luoghi presidiati dalla Basij. L'obiettivo israeliano sembra essere quello di distruggere e demoralizzare le unità della milizia paramilitare e, in generale, di degradare l'apparato di sicurezza interno del regime utilizzato per la repressione.

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