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Al via il processo per il ritiro dell'Ungheria dalla CPI

Inizierà in linea con gli obblighi giuridici costituzionali e internazionali del Paese
© EPA/TIBOR ILLYES HUNGARY OUT
Ats
03.04.2025 10:32

«L'Ungheria uscirà dalla Corte penale internazionale (Corte penale internazionale, ndr). Il ministro Gergely Gulyás ha annunciato che il governo ha deciso di ritirarsi dalla CPI». Lo scrive su X il portavoce del governi ungherese, Zoltan Kovacs. «Il processo di ritiro inizierà in linea con gli obblighi giuridici costituzionali e internazionali dell'Ungheria», ha aggiunto.

La CPI «è stata un'iniziativa rispettabile», ha detto Gulyas in conferenza stampa, citato da media locali, ma negli ultimi tempi è diventata un organismo politico, e l'incriminazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ne è l'esempio più triste, ha aggiunto.

Il ministro ha sottolineato che il governo ritiene tutto ciò inaccettabile e pertanto ha deciso di uscire dalla CPI. Il ministro ha parlato di «serie preoccupazioni» emerse a livello internazionale in merito alle attività della CPI negli ultimi tempi, ricordando che gli Stati Uniti, la Cina e la Turchia non hanno mai fatto parte della CPI e che il Congresso degli Stati Uniti ha deciso di sanzionare i giudici della Corte. Tra gli esempi in Europa citati dal ministro, anche la Germania e la Polonia che hanno garantito l'immunità al primo ministro israeliano qualora si recasse nei rispettivi Paesi, malgrado gli obblighi giuridici derivanti dall'adesione allo Statuto di Roma.

Tutto ciò, ha aggiunto, dimostra chiaramente che le attività della CPI si sono «allontanate dal suo scopo originario» e poiché «la politica è diventata un tribunale», l'Ungheria non desidera più farne parte, ha affermato Gulyas. L'annuncio giunge in concomitanza con l'arrivo a Budapest di Netanyahu, nei cui confronti la CPI ha spiccato un mandato di arresto per crimini di guerra e contro l'umanità. L'Ungheria è il primo Stato membro dell'UE a ospitare il premier, senza fare seguito alla decisione della Corte.