Altri tre milioni di Epstein file, c'è anche il caso della malattia di Bill Gates

A settimane di distanza dalla scadenza del 19 dicembre per pubblicare tutte le carte su Jeffrey Epstein, il Dipartimento di Giustizia ha reso noto altri documenti, gli ultimi, sul caso dell'ex finanziere.
Si tratta di tre milioni di pagine, 2.000 video e 180.000 foto, incluso materiale pornografico trovato nei dispositivi del pedofilo morto suicida in carcere.
Dalla enorme mole di file pubblicati spunta anche un'email su Bill Gates che Epstein si autoinviò nel 2018, dalla quale trapela che il fondatore di Microsoft aveva contratto una malattia venerea dopo alcuni rapporti sessuali con ragazze russe. Nella missiva - riportata dal Daily Mail - Epstein attaccava Gates per aver rotto la loro amicizia: «Mi chiedi ora di cancellare le mail relative alla tua malattia sessualmente trasmissibile e la tua richiesta di antibiotici da passare di nascosto a Melinda», scriveva l'ex finanziere.
Nella carte Donald Trump è menzionato ben 3.200 volte. In alcuni casi, mette in evidenza il New York Times, il nome del presidente era in articoli che Epstein e i suoi amici si scambiavano, altre volte compariva nelle email in cui l'ex finanziere parlava delle elezioni del 2016.
Ringraziando tutti i legali che hanno collaborato e lavorato senza sosta alla revisione delle carte per proteggere le vittime, il viceministro della giustizia Todd Blanche ha assicurato che nulla è stato fatto per proteggere Donald Trump. «Abbiamo rispettato lo statuto. Non abbiamo protetto il presidente Trump, non abbiamo protetto nessuno. La Casa Bianca non ha nulla a che vedere con la revisione», ha detto nel corso di una conferenza stampa.
«Credo ci sia una fame e una sete di informazioni che, a mio parere, non sarà soddisfatta da questi documenti»: Trump ha indicato che il Dipartimento doveva essere «trasparente» ed è quello che «abbiamo fatto», ha aggiunto. Blanche, ex legale personale del presidente, è divenuto il volto delle indagini su Epstein superando la ministra Pam Bondi, sulla quale Trump e i suoi fedelissimi hanno espresso perplessità per come veniva gestito del caso dell'ex finanziere.
«Abbiamo rimosso le foto di tutte le donne escluse quelle di Ghislaine Maxwell, ma non quelle degli uomini», ha spiegato Blanche dilungandosi sul processo di revisione condotto per giustificare i tempi lunghi richiesti dall'esame. Un lavoro accurato che - ha ammesso - non assicura comunque del tutto che non siano stati commessi degli errori e delle sviste che espongono le vittime. Vista la sensibilità del materiale a disposizione, il ministero ha imposto la verifica dell'età per accedere ai documenti pubblicati: a chiunque con meno di 18 anni è vietato poter mettere le mani sulle nuove carte nella Epstein Library sul sito del Dipartimento.
Il viceministro ha quindi precisato che al suo dicastero sono arrivate sei milioni di pagine su Epstein. Molte non sono state pubblicate perché in grado di mettere a rischio indagini federali, o perché contenenti foto di abusi su bambini o informazioni personali sulle vittime. Una spiegazione che però non convince molti osservatori che lamentano un eccessivo numero di file rimasti secretati. Impegnandosi a valutare attentamente i documenti pubblicati, i democratici sono così pronti a dare battaglia nel caso il Dipartimento di Giustizia non avesse pubblicato tutte le carte in suo possesso. Un dubbio che già serpeggia fra molti.
«Epstein voleva presentare all'ex principe Andrea una ragazza russa»
I nuovi documenti su Jeffrey Epstein pubblicati dal Dipartimento di Giustizia offrono ulteriori particolari del rapporto fra il pedofilo e Andrew Mountbatten-Windsor, l'ex principe Andrea. In una delle email rese pubbliche datate 2010, Epstein suggeriva ad «A» di volergli presentare una ragazza russa. «Ha 26 anni, è russa, intelligente, bella, affidabile e, sì, ha il tuo indirizzo email», aveva scritto Epstein all'ex principe Andrea, secondo quanto riportato dai media americani. In un'altra email Andrea aveva invitato l'ex finanziare a «cena a Buckingham palace» dove avrebbero avuto «molta privacy».
Andrew Mountbatten-Windsor, l'ex principe britannico Andrea, ha partecipato a una festa intima con Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali, mesi dopo il suo rilascio dal carcere. È quanto sembrano indicare i documenti rilasciati dal Dipartimento di Giustizia Usa sul caso del finanziere pedofilo, secondo quanto riportato dal Guardian.
Tra i documenti, ci sono email della pubblicista di Hollywood Peggy Siegal a diverse personalità di alto profilo in relazione a una 'cena informale dell'ultimo minuto' per Mountbatten-Windsor, che si trovava a New York per una 'visita privata non ufficiale' nel dicembre 2010. L'incontro sembra aver avuto luogo nella casa di Epstein a New York, dove Andrea alloggiava.
Durante la visita, Andrea ed Epstein sono stati fotografati mentre passeggiavano insieme a Central Park. L'ex principe, nella sua disastrosa intervista a Newsnight del 2019, dichiarò di aver scelto di incontrare Epstein di persona per porre fine all'amicizia, poiché riteneva che dare la notizia per telefono non fosse corretto. Tuttavia, email recentemente pubblicate indicano che Siegal aveva stilato una lista di invitati per quella che descrisse come una «cena molto interessante, veloce e divertente» con Mountbatten-Windsor ed Epstein.
Invitò il regista Woody Allen e sua moglie, Soon-Yi Previn; lo stratega politico George Stephanopoulos e sua moglie, l'attrice Alexandra Wentworth; la giornalista Katie Couric e il conduttore di talk show Charlie Rose. Non è chiaro chi alla fine abbia partecipato, ma le email suggeriscono che Wentworth si sia ritirata perché i suoi figli erano malati.
Nelle email, Siegal disse a Stephanopoulos: «Venite puntuali e avrete un momento privato con Andrea, dato che lui alloggia a casa».