Anatre morte, accuse di vandalismo e acqua verde: che cosa sta succedendo alla «Reflecting Pool»?

Trump aveva promesso che l'acqua della «Reflecting Pool» del Lincoln Memorial sarebbe stata «pulita e bellissima». Eppure, gli interventi condotti dall'amministrazione Trump nell'iconica «piscina riflettente» hanno colorato l'acqua di verde intenso, a causa della proliferazione di alghe nella vasca. Una questione che, da giorni, continua a far discutere e che ha generato un vero e proprio caso.
L'ambizioso progetto del presidente americano, insomma, si è rivelato un enorme flop. E i fatti non sono passati inosservati, complice l'importanza della reflecting pool e del Lincol Memorial, considerati «iconici». È qui, infatti, che hanno avuto luogo alcuni dei momenti più emozionanti della storia americana. E ora, vedere la celebre piscina col verde fluo sta generando numerose perplessità e critiche. Ma andiamo con ordine.
Tutto è cominciato ad aprile, quando Trump ha annunciato, per la prima volta, il suo piano per riparare e ristrutturare la piscina riflettente, da sempre considerata «difficile da gestire». Fu costruita infatti negli anni '20 su un terreno paludoso bonificato, senza alcun supporto strutturale. Il problema è che con il passare degli anni, la palude si è lentamente riappropriata di quel territorio. Motivo per cui, anche le precedenti amministrazioni hanno spesso dovuto intervenire nell'area. Trump, a tal proposito, prometteva di riuscire a risolvere il problema, una volta per tutte. In realtà, però, le cose sono andata in maniera estremamente diversa.
Il presidente americano prometteva di ristrutturare la piscina «in una settimana», con lavori di un milione e mezzo di dollari. In realtà, il costo è lievitato fino a 14 milioni, mentre i tempi di realizzazione si sono allungati fino a sei settimane. Parallelamente, come ricorda il Washington Post, Trump ha aggirato le normali procedure previste dalla legge, e ha assegnato contratti a fornitori con cui aveva già lavorato in passato, senza una gara d'appalto. Una situazione che l'amministrazione ha giustificato come «emergenza», vista la necessità di completare i lavori entro il 4 luglio, giorno del 250. anniversario dell'Indipendenza degli Stati Uniti. Una vera e propria corsa contro il tempo, che Trump, questa volta, potrebbe però perdere.
Con il passare delle ore, la situazione della piscina continua a essere critica. Dopo le alghe, comparse già la scorsa settimana, ha cominciato a staccarsi anche la vernice blu, color «bandiera americana» con cui era stata dipinta la vasca, come da desideri di Trump. La vernice ha iniziato a scrostarsi dal fondo, iniziando a galleggiare nell'acqua. Di più, ieri, nella giornata di domenica, due anatre sono state trovate morte sul Mall ai piedi del Lincoln Memorial, a una settantina di metri di distanza dalla vasca. Ieri, un'altra anatra è deceduta tra le alghe che continuano a infestare la piscina. Le cause della morte dei tre animali sono ancora da accertare: tra le ipotesi c'è una possibile ingestione di sostanze chimiche tossiche presenti nell'acqua, ma anche lo stress causato dai lavori di costruzione delle ultime settimane.
Nonostante sia evidente che a rendere l'acqua verde siano stati i lavori di restauro ordinati dall'amministrazione, Trump ha scaricato la colpa di quanto successo su «alcuni vandali». «Diverse persone sono state arrestate per aver vandalizzato la nostra magnifica Reflecting Pool. Devono passare anni in prigione! I lavori per la sua sistemazione inizieranno immediatamente», ha dichiarato il presidente su Truth. In totale, secondo quanto comunicato dalle autorità, sarebbero sei gli individui finiti in manette con l'accusa di aver vandalizzato la vasca, mentre altre sette persone sono state denunciate. Tra gli arrestati c'è anche l'ex atleta olimpio David Hearn, sorpreso dalle autorità mentre toccava un pezzo del rivestimento del fondale che da alcuni giorni ha iniziato a staccarsi e a galleggiare in superficie. Hearn ha raccontato al Washington Post di essersi trovato lì durante un giro in bicicletta, ma ha giurato di non aver vandalizzato nulla. «Ho allungato la mano e sono riuscito ad afferrare l'estremità di quel pezzo galleggiante, che già si stava staccando. Era ancora attaccato alla parte inferiore della piscina. Non ho rimosso nulla», ha spiegato. L'atleta si è reso conto troppo tardi di quanto stava accadendo: «Quando mi sono reso conto, mi stavano già ammanettando». L'atleta è stato quindi trattenuto per più di 5 ore in una struttura della polizia nel parco di Hains Point e dovrà comparire davanti alla Superior Court il 9 luglio. L'accusa, nei suoi confronti, è quella di «danneggiamento di proprietà pubblica».
Nelle scorse ore, Trump, su Truth, ha rincarato la dose. «Sei persone sono state arrestate e sette denunciate per i danni arrecati alla Reflecting Pool, oggi splendida», ha nuovamente scritto, sostenendo che la vasca del Lincoln Memorial sia stata persino «squarciata» dai vandali. «Lo squarcio di 90 metri, provocato da un coltello molto affilato o da lamette, consiste in realtà in numerosi tagli», ha proseguito il presidente statunitense senza fornire alcune prova delle sue accuse. «Si è trattato di un atto doloso e criminale, qualcuno ha dovuto impegnarsi a fondo, probabilmente nel cuore della notte, per causare un simile danno». Non solo: il presidente americano ha anche minacciato ABC di farle causa per la copertura della vasca al Lincoln Memorial e dei suoi costi di riparazione. Secondo il presidente, il network non aveva ricordato nei suoi servizi le spese sostenute dalle precedenti amministrazioni per il mantenimento della Reflecting Pool. «Ha omesso di riferire che i loro cari amici, i democratici Obama e Biden, hanno speso oltre 100 milioni per la Reflecting Pool senza che abbia mai funzionato», ha scritto il tycoon, sempre su Truth. «Stiamo preparando una causa contro Abc per notizie false. I loro soldi mi piacciono, finiranno nelle casse del Tesoro».
