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Il Congresso ha dato il via libera alle misure restrittive contro funzionari e pilastri dell'economia di Mosca: ora manca la firma del presidente USA - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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07:04
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Droni ucraini contro un impianto di raffinazione del petrolio nella regione di Yaroslavl
Un impianto di raffinazione del petrolio nella regione di Yaroslavl, nella Russia centrale, è stato danneggiato durante un attacco di droni. Lo ha reso noto il governatore Mikhail Yevrayev. «Oggi è stato respinto un massiccio attacco di droni nemici. Sono stati abbattuti 65 droni. Non si registrano vittime né feriti», ha dichiarato.
«Una raffineria di petrolio è rimasta danneggiata. Sono in corso le operazioni di spegnimento dell'incendio». La caduta di frammenti di droni ha inoltre mandato in frantumi le finestre di diversi condomini e danneggiato alcune automobili.
Al momento, nella regione non è in vigore alcun allarme droni.
06:35
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Segnalate forti esplosioni a Kiev
Forti esplosioni sono state udite a Kiev, durante un allarme missilistico lanciato dalle autorità militari locali. Lo ha riferito un giornalista dell'AFP sul posto. Le esplosioni sarebbero state una decina. L'amministrazione militare di Kiev aveva diramato un «allarme rosso» e invitato la popolazione a raggiungere i rifugi a causa di una «minaccia di attacchi missilistici».
06:25
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Il punto alle 6
Il Congresso Usa ha approvato il primo pacchetto di sanzioni sotto il presidente Donald Trump contro la Russia. Il via libera è arrivato dalla Camera, dopo quello dato a luglio dal Seneto a quello che è stato rinominato come il 'Graham Act', in onore del suo promotore, il senatore Lindsey Graham morto l'11 luglio.
L'ampio pacchetto di sanzioni colpisce funzionari e pilastri dell'economia della Russia, allo scopo di privare il presidente Vladimir Putin delle risorse finanziarie necessarie per portare avanti la guerra contro l'Ucraina. Il provvedimento passa a Trump per la firma e la promulgazione.
La Camera, nel controllo dei repubblicani, ha approvato la misura con 262 voti favorevoli e 159 contrari, dando il via libera definitivo del Congresso in quella che è l'iniziativa legislativa più significativa contro Mosca da quando Trump è tornato alla Casa Bianca. Il tycoon ha detto che firmerà il provvedimento, che aveva già ottenuto un ampio consenso al Senato il mese scorso con un voto di 86 a 11 alla presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a Washington per i funerali del senatore Graham.
La legge prende di mira i settori russo dell'energia e della difesa, Putin e altri alti funzionari, nonché la cosiddetta «flotta ombra» di petroliere usata da Mosca per aggirare le sanzioni occidentali. Conferisce inoltre a Trump il potere di imporre dazi fino al 100% sui principali acquirenti di petrolio e gas russi, potenzialmente inclusi Cina e India, nel tentativo di bloccare i flussi di entrate che finanziano la guerra di Mosca.
Tuttavia, gli ampi poteri previsti in materia di dazi hanno dato il via a un'insolita spaccatura tra i democratici: pur sostenendo con convinzione l'Ucraina, i dem erano scettici a concedere al presidente maggiori poteri in ambito commerciale. Gregory Meeks, il loro rappresentante di maggior spicco nella Commissione Affari Esteri della Camera, ha definito «profondamente carente» il provvedimento convinto che i legali della Casa Bianca abbiano «redatto il testo per massimizzare il potere del presidente Trump di imporre nuove tasse all'importazione ai cittadini americani e per ridurre al minimo qualsiasi obbligo di imporre effettivamente nuove sanzioni alla Russia o ai suoi sostenitori».
