Arrestate oltre 180 persone per gli incendi in Australia

La polizia australiana ha fatto sapere di avere arrestato oltre 180 persone sospettate di avere appiccato incendi nel Nuovo Galles del Sud, tre solo nell’ultimo fine settimana, mentre proseguono i devastanti roghi nonostante le piogge degli ultimi giorni in alcune aree del Paese. Lo riporta la stampa australiana.
Oltre 7 milioni di ettari di boschi sono bruciati da settembre ad oggi, e nella maggior parte dei casi si è trattato, secondo le autorità, di incendi provocati dall’uomo. Tra i fermati, anche 40 minorenni, che saranno giudicati dai tribunali nei prossimi mesi.
I roghi non fermano l’Australian Open
Malgrado le fiamme non accennino a fermarsi, gli organizzatori dell’Australian Open hanno scartato l’ipotesi di annullare la manifestazione tennistica e hanno assicurato di aver preso ogni precauzione necessaria per proteggere gli atleti dagli incendi che stanno devastando il Paese.
Novak Djokovic, presidente del consiglio dei giocatori dell’ATP e numero due mondiale, aveva chiesto domenica agli organizzatori del torneo di considerare il rinvio dell’Open se le fiamme, che hanno già fatto 25 vittime, dovessero minacciare la salute dei tennisti. Tennis Australia non ritiene necessaria una misura simile: «Considerando le informazioni già a disposizione le previsioni sono buone, non prevediamo alcun ritardo» rassicura il direttore della federazione australiana. «Gli abitanti di Melbourne non sono in pericolo», ha affermato Craig Tiley. Tuttavia l’interlocutore ha sottolineato che «la salute dei giocatori e dei sostenitori rimarrà una priorità». Sul posto ci saranno degli esperti della meteo e della qualità dell’aria che valuteranno in tempo reale le condizioni di gioco. La presenza di un eventuale fumo tossico verrà trattato come pioggia o calore anomalo: gli arbitri avranno la possibilità di interrompere il match se la situazione è ritenuta troppo pericolosa.

In tutto sono stati contestati a 183 persone 205 reati connessi agli incendi boschivi; 24 di questi sono accusati di incendio doloso e rischiano una pena massima fino a 21 anni di reclusione.
Altri avrebbero provocato i roghi per incuria e disattenzione, accendendo fuochi per cucinare o bruciare rifiuti, incappando comunque nei severissimi divieti in atto dall’inizio dell’emergenza incendi. Solo sabato scorso almeno 60 case sono state distrutte dal fuoco nel Nuovo Galles del Sud.