Medio Oriente

Attivisti in ginocchio, bendati e derisi da Ben-Gvir: «Benvenuti in Israele, grandi eroi»

Bufera sul video diffuso dal ministro israeliano che mostra il trattamento riservato ai partecipanti della Global Sumud Flotilla - Tra loro anche svizzeri, il DFAE al CdT: «Israele rispetti i loro diritti, ma i manifestanti conoscevano i rischi»
Michele Montanari
20.05.2026 16:17

Gli attivisti della Global Sumud Flotilla partiti per la Striscia di Gaza e intercettati nelle scorse ore dalle autorità israeliane non se la stanno passando per niente bene. Lo testimonia un video diffuso sui social dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, il quale compare nello stesso filmato, fiero del trattamento riservato ai manifestanti provenineti da diversi Paesi, tra cui la Svizzera.

Ben-Gvir ha visitato il porto di Ashdod, dove sono detenuti gli attivisti della flottiglia fermati dalla Marina militare. «Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo» afferma il ministro, deridendo gli attivisti e camminano tra centinaia di detenuti, ammanettati, bendati e obbligati a restare in ginocchio. Poi con tono di scherno afferma:  «Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa. Il popolo d'Israele vive. Nel filmato si sente pure un attivista urlare «free Palestine», prima di essere sbattuto a terra da un agente.

Stando al sito di informazione israeliano Haaretz, gli attivisti della Flottilla sono stati intercettati in mare, per poi esser legati e trascinati nel porto israeliano di Ashdod. Nel video, aspramente criticato sui social, viene trasmessa dagli altoparlanti Hatikva, l'inno israeliano, e si vedono agenti di polizia mascherati che spingono a terra gli attivisti della flottiglia, costringendoli a mettersi a quattro zampe. Gli attivisti vengono pure trascinati sul pavimento, mentre altri vengono fatti allineare all'interno di un magazzino, per poi esser costretti a inginocchiarsi con la faccia a terra e le mani legate dietro la schiena con delle fascette.

«Sono arrivati con grande orgoglio, grandi eroi, e guardate come sono ora: niente eroi o altro, sono sostenitori del terrorismo. Chiedo a Netanyahu di lasciarmeli in consegna, li mettiamo nelle carceri dei terroristi», ha poi detto Ben-Gvir in un altro video.

E ancora: «Non lasciatevi turbare dalle loro urla». L'esponente dell'ultra destra israeliana quindi si complimenta con gli agenti: «Ottimo lavoro. Ecco come si fa»,  mentre in sottofondo si sentono le urla di una donna. Pure la ministra dei Trasporti Miri Regev ha diffuso un filmato del porto di Ashdod: «Vi assicuro che (gli attivisti, ndr) non hanno portato nessun aiuto umanitario» ha dichiarato, aggiungendo: «Questi arrivano drogati e ubriachi, sono sostenitori del terrorismo che tentano di violare la sovranità dello Stato d'Israele. Il loro posto è in carcere, da cui ora gli espelliamo e restituiamo ai paesi di origine».

Dure critiche, l'Italia: «Inaccettabile»

Ritwittando il video di Ben-Gvir, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar in un post su X ha scritto: «Tu non sei il volto di Israele. Con questa vergognosa performance, hai consapevolmente arrecato danno al Paese, e non è la prima volta. Hai vanificato gli enormi sforzi, professionali e di successo, compiuti da moltissime persone, dai soldati dell'Idf (le Forze di difesa israeliane) ai dipendenti del ministero degli Esteri e molti altri ancora». Immediata la risposta di Ben-Gvir: «Ci sono ancora persone nel governo che non hanno capito come comportarsi con i sostenitori del terrorismo. Ci si aspetta che il ministro degli Esteri israeliano comprenda che Israele ha smesso di essere un bambino che prende schiaffi. Chiunque venga sul nostro territorio per sostenere il terrorismo e identificarsi con Hamas prenderà una sberla e non porgeremo l'altra guancia».

Tra le molte critiche a Israele, è arrivata pure la dura condanna del Governo italiano. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto sui social: «Le immagini del ministro israeliano Ben-Gvir sono inaccettabili. È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona. Il Governo italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti. L’Italia pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano. Per questi motivi, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale convocherà immediatamente l’ambasciatore israeliano per chiedere chiarimenti formali su quanto accaduto».

Il DFAE: «Israele rispetti i diritti degli attivisti»

Come detto, tra gli attivisti ci sono pure alcuni cittadini svizzeri, i quali, verosimilmente hanno subito lo stesso trattamento visto nei filmati. Interpellato dal CdT su quanto sta accadendo in queste ore al porto di Ashdod, il Dipartimento federale degli Affari Esteri ha fatto sapere di essere «a conoscenza della presenza di diversi cittadini svizzeri tra i partecipanti alla flottiglia». E ha aggiunto: «L'Ambasciata svizzera a Tel Aviv è in contatto con le autorità israeliane in merito alla questione. Secondo le informazioni fornite da queste ultime, i partecipanti alla flottiglia fermati sono stati sbarcati e saranno trasferiti al carcere di Ktzi'ot. Al momento, il DFAE non ha ricevuto alcuna informazione dalle autorità israeliane in merito al numero e all'identità dei partecipanti svizzeri fermati».

Il DFAE ha inoltre fatto sapere di aver «ripetutamente sollecitato l'ambasciatore israeliano in Svizzera e le autorità competenti in Israele a rispettare i diritti fondamentali degli attivisti, tra cui condizioni di detenzione umane, garanzie procedurali e diritto alla difesa, nonché a rispettare il diritto internazionale e il diritto del mare», aggiungendo che «qualsiasi azione intrapresa contro la flottiglia deve rispettare i principi di proporzionalità».

Il dipartimento diretto dal consigliere federale ticinese Ignazio Cassis ha poi sottolineato che «è responsabilità primaria degli avvocati degli attivisti difendere i diritti dei propri assistiti. Il DFAE fornisce assistenza consolare sussidiaria in conformità con la Legge sugli Svizzeri all’estero (LSEst). L'Ambasciata svizzera a Tel Aviv è in contatto regolare con le autorità israeliane. I servizi consolari sono a pagamento e, in questo caso, richiedono un pagamento anticipato». Ad aprile, il DFAE aveva «invitato a un incontro gli organizzatori della delegazione svizzera alla Global Sumud Flotilla, informandoli espressamente dei notevoli rischi e sconsigliando i viaggi in Israele e nei Territori palestinesi occupati. I cittadini svizzeri che hanno deciso di partecipare alla flottiglia nonostante questi avvertimenti agiscono a proprio rischio. In tali casi, l'assistenza consolare può essere limitata o negata ai sensi della LSEst».

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