Emilia-Romagna

Auto sulla folla a Modena, emergono nuovi dettagli: indaga anche l’antiterrorismo

Il 31enne avrebbe investito i passanti zigzagando nel centro storico prima di scendere dall’auto e colpire un uomo con un coltello - Quattro i feriti gravi
©KEYSTONE
Ats
16.05.2026 21:38

L'automobile, una Citroën C3 grigia, piomba all'improvviso e investe prima una bici e un gruppo di persone a piedi alla sua destra, puntando verso il marciapiede. Poi continua la sua corsa zigzagando e infine girando all'improvviso a sinistra, prendendo in pieno una donna davanti ad un negozio di una zona a traffico limitato del centro storico di Modena (Emilia-Romagna), amputandole le gambe. L'uomo alla guida poi scende e, prima di essere bloccato da un gruppo di passanti, ne colpisce uno con un coltello.

Otto feriti, cinque donne e tre uomini, quattro gravi. Tre di loro sono stati rianimati sul posto. È il conto del terrore piombato su Modena alle 16.30 di un sabato pomeriggio di sole. «Un attentato», dice la gente in strada, pensando ad episodi che in Italia non si erano mai visti, come quello di Nizza, in Costa Azzurra (Francia). Ma sono ancora da chiarire, se esistono, le ragioni che hanno spinto ad agire il 31enne nato in provincia di Bergamo (Lombardia), residente a Ravarino nel Modenese, laureato in economia, a quanto pare con una storia di cure psichiatriche e ora senza lavoro. La sua famiglia è originaria del Marocco.

Non era sotto l'effetto di alcol o droghe

L'uomo è stato portato in questura e la sua casa è stata perquisita. Non era sotto l'effetto di alcol o droghe, non ha precedenti, si stanno approfondendo le sue frequentazioni. Non sarebbe legato a gruppi organizzati, ma è presto per avere un quadro completo. Ci sarebbero alcuni elementi, idee espresse dall'uomo, che portano gli inquirenti a voler approfondire il contesto e a non escludere la natura eversiva del gesto. Anche solo come emulazione.

Indaga anche l'antiterrorismo

Oltre alla Procura di Modena, che coordina gli accertamenti della polizia, anche l'antiterrorismo della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Bologna (Emilia-Romagna) segue con attenzione i fatti, con il procuratore Paolo Guido. Personale della Divisione investigazioni generali e operazioni speciali (Digos) bolognese è stato inviato a Modena per raccogliere informazioni e coordinarsi nelle indagini.

Si partirà dal profilo del 31enne, dai suoi dispositivi informatici, dai contatti avuti nelle ultime ore e negli ultimi giorni. Anche la vettura usata come arma, parzialmente distrutta, rimasta in strada, è stata sequestrata e verrà passata al setaccio.

La cattura

L'uomo è stato catturato grazie al contributo di un gruppetto di persone che ha assistito alla scena, quattro o cinque passanti che il giovane ha tentato anche di accoltellare, ferendo lievemente uno di loro. Alla fine lo hanno disarmato, bloccato e consegnato alla polizia. Anche loro sono stati portati in questura per essere sentiti su quanto accaduto, sulle frasi pronunciate dall'automobilista e su quello che hanno visto.

La scena, una trentina di terribili secondi, è stata documentata dalle tante telecamere di sorveglianza presenti nella zona, come quelle del teatro Storchi, che è a poche centinaia di metri dai fatti.

Sindaco sul posto

Quasi subito in strada è arrivato il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti. Ha subito parlato di «atto drammatico», di cui è necessario capire la natura. «Ma qualunque sia - ha aggiunto - è un fatto gravissimo». Più tardi ha sentito sia la premier Giorgia Meloni che il ministro dell'interno Matteo Piantedosi e in serata il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Esprimo la mia vicinanza alle persone ferite e alle loro famiglie. Rivolgo anche un ringraziamento ai cittadini che con coraggio sono intervenuti per fermare il responsabile e alle Forze dell'ordine per il loro intervento», ha detto la presidente del Consiglio dei ministri, che sta seguendo con attenzione i fatti e aggiungendo di confidare anche «che il responsabile risponda fino in fondo delle sue azioni».

Il presidente della Repubblica ha chiamato il sindaco «per avere notizie dei feriti, esprimere vicinanza alla Città e chiedergli di trasmettere i ringraziamenti a quei cittadini che con coraggio hanno bloccato il colpevole».