Il caso

Binance-FTX, storia di un matrimonio mai nato

Che cosa succede nel mondo delle criptovalute e, soprattutto, alla piattaforma FTX? Abbiamo provato a fare un po' di chiarezza
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Marcello Pelizzari
10.11.2022 09:30

Che cosa succede nel mondo delle criptovalute? Bella domanda. La piattaforma di scambio FTX con sede alle Bahamas, mercoledì, è precipitata nel caos: lo storico rivale, Binance, dopo aver preso coscienza e consapevolezza dei problemi finanziari in cui versa FTX, ha infatti rinunciato ai piani per acquistare la piattaforma. Ahia.

«I problemi sono al di fuori del nostro controllo o della nostra capacità di aiutare» ha spiegato, senza troppi giri di parole, un portavoce di Binance. Portavoce che ha citato non meglio specificati problemi emersi durante l’esame dei libri contabili. A pesare, beh, sono anche le notizie poco lusinghiere sul conto di FTX. Si parla, in particolare, di «fondi dei clienti mal gestiti e possibili indagini delle agenzie statunitensi». Il Wall Street Journal, a suo tempo, per primo aveva riferito del passo indietro di Binance. L’accordo, per contro, era stato annunciato in fretta e furia martedì: prevedeva, appunto, che due delle più grandi piattaforme per lo scambio di risorse digitali sarebbero diventate un tutt’uno.

Nel frattempo, gran parte del personale attivo nel reparto legale ha lasciato FTX martedì sera. Una vera e propria fuga. Di riflesso, le domande attorno all’operato dell’azienda aumentano. Come i dubbi.

Crisi di liquidità

FTX, domenica, ha iniziato a lanciare campanelli d’allarme. Il motivo? Una crisi di liquidità innescata dalla decisione, da parte di Binance, di scaricare FTT per centinaia di milioni di dollari. FTT, leggiamo, è un token creato da FTX. La decisione ha costretto la piattaforma, di per sé già in difficoltà, a vendere asset a sostegno del token per soddisfare le richieste di rimborso. Di qui, come detto, la crisi di liquidità.

Secondo i media statunitensi, FTX aveva cercato un salvagente da un miliardo presso i ricconi della Silicon Valley e di Wall Street. Quindi, in fretta e furia aveva detto di essersi assicurata un finanziamento di emergenza da parte di Binance.

Al caos, beh, si è aggiunto altro caos dal momento che, mercoledì, i siti web di FTX, FTX Ventures e Alameda Research, il fondo di trading di criptovalute fondato dall’amministratore delegato di FTX, Sam Bankman-Fried, erano offline o, nella migliore delle ipotesi, mostravano messaggi di errore. Ha continuato a funzionare, invece, il sito per utenti statunitensi. Alameda e FTX, mentre scriviamo queste righe, non hanno preso posizione ufficialmente sulla vicenda.

Trilionario? No

Quali conclusioni trarre, dunque? Difficile a dirsi. Bankman-Fried, narra la leggenda, durante una presentazione via Zoom con Sqeuoia Capital, nota società di venture capital californiana, si era messo a giocare a League of Legends sul suo computer. Eppure, era talmente amato che la società decise comunque di pompare in FTX centinaia di milioni di dollari. Lo stesso avevano fatto altre società di investimento. La stessa FTX, ora, sembrerebbe valere pochissimo.

Bankman-Fried, secondo le previsioni, sarebbe dovuto diventare il primo trilionario al mondo. Stando a Bloomberg, non è più nemmeno miliardario.

Non finisce qui, perché sempre secondo Bloomberg la US Securities and Exchange Commission (la famosa SEC) nonché la Commodity Futures Trading Commission stanno indagando proprio su FTX e sulle sue attività. La SEC avrebbe iniziato a esaminare con attenzione lo scambio di criptovalute mesi fa.