Botte e violenza alla Casa Bianca per gli 80 anni di Trump: «Panem et circenses, come i re di Roma»

Un compleanno sopra le righe, ma non poteva essere altrimenti. Il presidente USA Donald Trump, in occasione dei suoi 80 anni, ha annunciato per la 39esima volta – pare essere quella buona – di aver raggiunto un’intesa con l’Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente, scatenato a fine febbraio dalle azioni militari di Stati Uniti e Israele. La riapertura dello Stretto di Hormuz sarebbe «prevista per venerdì, in concomitanza con la firma dell'accordo e per consentire le operazioni di sminamento. Il petrolio tornerà a fluire liberamente, a beneficio sia della regione che del resto del mondo!», ha scritto il tycoon su Truth, aggiungendo che «questo grande accordo porterà pace e sicurezza nell'intera regione. Molti presidenti hanno tentato di raggiungere la pace con l'Iran, ma tutti hanno fallito prima di me. Per la prima volta, i leader della regione hanno trovato un presidente in grado di aiutarli a conseguire una pace reale».

Insomma, il mondo intero è in attesa di quella che pare essere una buonissima notizia, passata quasi in secondo piano negli USA. Colpa dei Mondiali di calcio? Anche. Ma ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media americani, in queste ore, è stato l’incontro di UFC (Ultimate Fighting Championship) organizzato da Trump sul prato della Casa Bianca, domenica sera. Uno «spettacolo mediatico senza precedenti nella storia della presidenza», ha commentato il New York Times.
Il presidente degli Stati Uniti si è goduto lo show allestito per i suoi 80 anni e per i festeggiamenti del Flag Day, il giorno che commemora l’adozione della bandiera statunitense, in prima fila, seduto a pochi passi dal ring insieme alla moglie Melania, mentre i combattenti si affrontavano brutalmente a pochi centimetri di distanza all’interno della tipica gabbia ottagonale, ricoperta per l’occasione di sponsor e pubblicità di criptovalute. Seduti attorno al leader USA, i suoi cinque figli e i suoi nipoti.
Troppo anziano per fare il presidente?
Trump ha ormai superato Joe Biden come presidente più anziano mai eletto negli USA. La Costituzione gli impedisce di ricandidarsi, eppure non sembra per nulla intenzionato a fare un passo indietro, neppure di fronte ai sondaggi in cui prevale un certo scetticismo sulla sua salute mentale e fisica. Dubbi che, qualche anno fa, erano piovuti pure su Biden. Ma al momento la differenza più evidente riguarda il traguardo degli 80 anni: il predecessore di Trump festeggiò con un brunch privato in famiglia alla Casa Bianca. Niente scazzottate e sangue per lui.

Migliaia di persone ieri sera hanno partecipato all’evento in onore di The Donald, nel grande prato della Casa Bianca, sotto un'imponente struttura in acciaio da 600 tonnellate e alta 28 metri (più della Casa Bianca, ndr) chiamata «the Claw» (l’artiglio, in italiano), dotata di luci, impianti audio e maxi-schermi.
Al combattimento hanno assistito alti funzionari dell'amministrazione e leader repubblicani, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio, il presidente della Camera Mike Johnson, ma pure il CEO di Meta, Mark Zuckerberg, o James Dolan, proprietario dei New York Knicks, freschi vincitori del titolo NBA. Tra i presenti, pure un po’ di Europa, con il presidente polacco Karol Nawrocki. Trump e il capo dell'UFC Dana White, suo amico di lunga data, hanno camminato fianco a fianco dall'Ufficio Ovale al balcone della Sala Blu per osservare il ring ottagonale, rimanendo in piedi durante l'inno nazionale americano mentre jet da guerra sfrecciavano nel cielo di Washington. La folla, tra un combattimento e l'altro, ha pure cantato il classico «Happy birthday to you» al presidente Trump.
«Michelle Obama è un uomo»
Il NYT ha definito lo spettacolo «sconvolgente per molte ragioni» e ha citato l'utilizzo degli spazi della Casa Bianca «per violenti combattimenti in gabbia, le sponsorizzazioni aziendali, le scene di crudeltà gratuita». A un certo punto, un combattente, il peso massimo Josh Hokit, ha preso il microfono per infangare la ex first lady, cavalcando una teoria complottista secondo cui la moglie di Barack Obama sarebbe un transgender: «Michelle Obama è un uomo. Dico bene, America?». Hokit si è poi avvicinato a Trump e gli ha messo una catena al collo.

La folla ha ripetutamente scandito lo slogan «USA! USA!» ogni volta che un combattente americano affrontava un avversario straniero, evidenzia la Associated Press durante quella che la portavoce della Casa Bianca Allison Schuster ha definito «una delle serate più divertenti della storia americana».
L'UFC è una forma di arti marziali miste tra le più violente in assoluto, decisamente più estrema degli incontri di boxe presieduti dallo stesso Trump negli '80. Al suo confronto, «il wrestling professionistico è paragonabile al New York City Ballet», critica il NYT. Per non farsi mancare proprio nulla, poi, tra un brutale incontro e l'altro, donne in abiti succinti in stile Wonder Woman sfilavano sul ring. L'evento era visibile in diretta solamente per gli abbonati del servizio di streaming Paramount+, nonostante Marco Rubio lo abbia descritto come un «regalo al popolo americano».
Prima della competizione, scrive la CNN, decine di persone hanno manifestato davanti alla Casa Bianca, con cartelli e slogan contro quella che hanno definito «corruzione all'interno dell'amministrazione Trump».
Panem et circenses

La guerra in Iran si sta sentendo pure negli Stati Uniti, con i prezzi della benzina alle stelle e sempre più timori per la crescente inflazione. Mike Fontaine, professore di studi classici alla Cornell University, citato dalla Associated Press, ha definito l’evento organizzato per il compleanno di Trump «una distrazione», paragonandolo ai combattimenti dei gladiatori dell'Antica Roma, i quali si massacravano per il divertimento pubblico, con lo scopo di accrescere la popolarità dei sovrani: «Questa è una strategia classica», ha affermato Fontaine, sottolineando che «nell'Antica Roma, l'espressione sarebbe stata “panem et circenses” (cibo gratuito e spettacoli di intrattenimento per il popolo, ndr)». Pure il governatore della California, Gavin Newsom, e altri esponenti dem hanno criticato l’evento, reputandolo una trovata per distogliere l’attenzione dai problemi del presidente, dalla guerra in Medio Oriente, costata miliardi di dollari, e dal pressante carovita.
Nonostante il grande successo di folla, il weekend di Trump non è stato tutto rose e fiori: il suo nome è stato infatti rimosso dalla facciata del Kennedy Center for the Performing Arts, un importante centro culturale vicino alla Casa Bianca, dopo che un giudice ha stabilito che intitolarlo al presidente sarebbe stato contrario allo statuto della struttura culturale. Mentre gli operai rimovevano il suo nome, centinaia di persone si sono riunite davanti al centro per protestare contro Trump.
