Caso Epstein, l'ex principe Andrea è stato arrestato

L’ex principe Andrea è stato fermato dalla polizia britannica con l’accusa di aver divulgato informazioni riservate al finanziere Jeffrey Epstein mentre ricopriva il ruolo di emissario commerciale del governo di Londra. Il provvedimento è scattato nel giorno del suo 66esimo compleanno, secondo quanto riportato dalla BBC. Il fermo del terzogenito della regina Elisabetta II è avvenuto dopo che il premier britannico Keir Starmer aveva dichiarato che «nessuno è al di sopra della legge» e dopo che nei giorni scorsi lo stesso re Carlo III suo fratello aveva preso ulteriormente le distanze da lui facendo sapere di essere pronto a collaborare con le indagini di polizia se richiesto. Andrew Mountbatten-Windsor è da tempo coinvolto nello scandalo sessuale legato a Epstein, morto nel 2019. Lo scorso ottobre, dopo l’uscita delle memorie postume di Virginia Giuffre, re Carlo lo aveva privato di tutti i titoli. Una decisione che non è bastata a placare le polemiche, anche perché nel frattempo è aumentata la pressione affinché l’ex principe accetti di testimoniare negli Stati Uniti sul caso Epstein.
L'arresto
L'arresto è avvenuto nella Wood Farm, la residenza nella tenuta reale di Sandringham, nel Norfolk, dove Andrew Mountbatten Windsor - privato ormai di tutti i suoi titoli - è stato relegato di recente dal sovrano in seguito allo sfratto dalla lussuosa dimora precedente del Royal Lodge, presso il castello di Windsor. Secondo i media, l'operazione è stata condotta da diversi funzionari giunti a bordo di sei vetture senza insegne. L'accusa è al momento quella di abuso di ufficio e si riferisce al filone d'inchiesta condotta dalla Thames Valley Police che riguarda le email emerse dagli Epstein File da cui emerge come Andrea abbia condiviso informazioni confidenziali con il defunto faccendiere americano e con altri uomini d'affari del loro giro di amicizie fra il 2010 e il 2011, relative a sue missioni ufficiali compiute all'epoca in Asia nei panni di emissario e testimonial commerciale del governo britannico. In un comunicato della Thames Valley si parla di perquisizioni compiute nel Norfolk, dove si trova Sandringham, e in un'altra residenza nel Berkshire, e si precisa che «un uomo di 66 anni è stato arrestato e resta al momento in custodia». In giornata è atteso che sia sentito. Al momento l'ex principe non è incriminato né formalmente accusato, ma sotto indagine per il sospetto reato di «condotta illecita nell'esercizio di una funzione ufficiale». Secondo le regole della procedura britannica relative alla custodia cautelare citate da esperti interpellati dalla BBC, tecnicamente il fermo preventivo può protrarsi fino a 96 ore, ma solo se approvato dalla magistratura in una serie di passaggi in tribunale. Altrimenti, di prassi, la polizia esaurisce la pratica dell'interrogatorio entro 12 o al massimo 24 ore, dopo di che decide se procedere all'incriminazione di fronte a un giudice (con eventuale rimessa in libertà dietro cauzione o meno), al rilascio con prosecuzione delle indagini a piede libero oppure al rilascio con ritiro di ogni ipotesi di accusa.
Primo membro reale di alto rango ad essere arrestato
Andrea è destinato a trascorrere comunque la giornata del suo 66esimo compleanno lontano dagli agi della sua vita e dai lussi a cui è sempre stato aggrappato: seppure in un camera di sicurezza singola, riferisce ancora la BBC, dotata di un bagnetto e di un lettino. L'inchiesta che lo riguarda si aggiunge ad altri otto filoni d'indagine aperti o riaperti dalla polizia britannica sui potenziali riflessi dello scandalo Epstein nel territorio del Regno Unito: filoni che riguardano pure sospetti di traffico sessuale per i voli privati di ragazze sfruttate a suo tempo dal faccendiere americano e "condivise" - secondo gli Epstein File - anche con amici vip residenti sull'isola, fra cui non solo Andrea. Andrew Mountbatten Windsor è il primo membro di alto rango della famiglia reale britannica a essere arrestato nella storia moderna. Sebbene altri reali abbiano avuto problemi legali, come la principessa Anna condannata penalmente nel 2002 dopo che il suo cane aveva morso due bambini, nessuno negli ultimi secoli era finito in manette o in custodia di polizia per reati gravi. Per trovare altri precedenti bisogna tornare indietro fino al 20 gennaio 1649, quando re Carlo I fu portato a processo nella Westminster Hall, dopo la fine della guerra civile inglese, e successivamente condannato a morte e decapitato.
Starmer: «Nessuno è al di sopra della legge»
«Uno dei pilastri del nostro sistema è che nessuno è al di sopra della legge». Lo aveva - come detto - dichiarato alla BBC il premier britannico Keir Starmer prima dell'arresto, rispondendo a una domanda sulla necessità che l'ex principe Andrea collabori volontariamente con le forze di polizia del Regno Unito impegnate nelle indagini preliminari sul coinvolgimento del reprobo di casa Windsor nello scandalo del defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein. Le parole del primo ministro laburista non possono che aumentare la pressione nei confronti dell'ex duca di York, caduto definitivamente in disgrazia nella famiglia reale per le rivelazioni contenute nei file pubblicati negli USA. Riferendosi inoltre alla possibilità che Andrea testimoni davanti al Congresso degli Stati Uniti, Starmer ha sottolineato che «chiunque in possesso di informazioni deve presentarsi davanti alle autorità competenti». Intanto è salito a nove il numero delle forze di polizia britanniche, inclusa quella della Scozia, impegnate in indagini preliminari su quanto venuto alla luce dagli Epstein File a proposito della vasta rete di sfruttamento della prostituzione, anche minorile, messa in piedi dal faccendiere morto suicida in carcere, non solo rispetto al noto coinvolgimento dell'ex principe Andrea. Mentre la National Crime Agency (NCA) ha annunciato il proprio sostegno alle autorità locali, in particolare rispetto al filone d'indagine sugli agenti di polizia a suo tempo assegnati, come membri dell'unità a protezione dei reali, la Royalty and Specialist Protection (RaSP), alla scorta del rappresentante di casa Windsor, e ora accusati di aver «volontariamente chiuso un occhio» durante le visite di Andrea nell'isola di Little St. James, di proprietà di Epstein, dopo le denunce di molte donne abusate proprio lì.
Re Carlo «La giustizia deve fare il suo corso»
«La giustizia faccia il suo corso». Così re Caro III ha commentato seccamente la notizia dell'arresto di suo fratello, l'ex principe Andrea sospettato dalla polizia britannica di aver condiviso a suo tempo informazioni riservate con il defunto finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein nella ex veste di emissario commerciale del governo di Londra. «Ho appreso con la più profonda preoccupazione - si legge in un comunicato dai toni fermi, diffuso in tempi insolitamente rapidi da Buckingham Palace di fronte a una situazione tanto imbarazzante per la monarchia - le notizie riguardanti Andrew Mountbatten-Windsor e il sospetto di condotta illecita nell'esercizio di una funzione pubblica». «Ciò che ora ne deve seguire - prosegue il sovrano - è un approfondito, equo ed appropriato processo investigativo condotto nei modi dovuti e dalle autorità legittime. In relazione a questo, come ho già detto in precedenza, esse hanno il nostro sincero sostegno e la nostra cooperazione».
«Lasciatemi essere chiaro: la legge deve fare il suo corso», puntualizza poi Carlo III, non senza sottolineare come le indagini siano in corso e come quindi «non sia giusto» da parte sua «fare ulteriori commenti al riguardo». Il monarca conclude ribadendo il suo impegno e quello «della mia famiglia» a «continuare a svolgere il nostro dovere e a garantire il servizio» dell'istituzione monarchica verso il popolo britannico. Il messaggio è firmato «Charles R.» (dall'iniziale della parola Rex, re in latino). I media da parte loro riferiscono di un'agenda ufficiale da «business as usual» per i membri attivi di casa Windsor, al momento, evocando tuttavia inevitabili riflessi e ombre d'imbarazzo rispetto a possibili appuntamenti pubblici prossimi venturi.
