Guerra in Ucraina

Cassis e Sinirlioglu davanti a Lavrov alla ricerca di vie per la pace

Si è trattato della prima visita di un presidente in carica dell'OSCE nella Federazione Russa dal 24 febbraio 2022 – «OSCE a favore del dialogo politico con tutti e pronta a sostenere una soluzione negoziata e la sua attuazione sul campo»
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Red. Online
06.02.2026 14:52

In visita a Mosca in qualità di presidente dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), il «ministro» degli Esteri Ignazio Cassis ha discusso oggi col suo omologo russo Sergey Lavrov delle vie per raggiungere la pace in Ucraina. Cassis, Lavrov e il segretario generale dell'OCSE, Feridun Sinirlioglu, «sottolineano la necessità di porre fine alla guerra», viene precisato in una nota, e «il ruolo dell'OSCE come piattaforma per facilitare il dialogo».

La visita, la prima di un presidente in carica dell'OSCE nella Federazione Russa dal 24 febbraio 2022, «sottolinea l'impegno dell'OSCE a favore del dialogo politico con tutti gli Stati partecipanti. L'incontro di Kiev del 2 febbraio e quello odierno di Mosca segnalano, in questo momento critico, la determinazione degli Stati partecipanti ad avvalersi delle competenze dell'OSCE negli sforzi volti a porre fine alla guerra, ad affrontare le sfide post-conflitto e a contribuire a una pace giusta e duratura in Ucraina, in linea con il diritto internazionale».

Durante l'incontro con il ministro degli Esteri Sergey Lavrov, i due leader dell'OSCE hanno sottolineato la necessità di porre fine alla guerra in Ucraina. Hanno altresì sottolineato il pesante tributo in termini di vite umane provocato dalla guerra.

«A quasi quattro anni dall'inizio della guerra, i civili continuano a soffrire. Gli attacchi contro la popolazione civile e le infrastrutture critiche stanno causando danni a lungo termine», ha dichiarato Cassis, citato nella nota. «È necessario rinnovare gli sforzi diplomatici volti a trovare una soluzione negoziata per alleviare le sofferenze dei civili e garantire il rispetto del diritto internazionale umanitario in ogni momento». In questo contesto, ha ricordato la responsabilità di tutti gli Stati partecipanti di mantenere aperti i canali di discussione sulla stabilità futura e sulla sicurezza cooperativa.

«L'OSCE è stata concepita per gestire le tensioni. Questo obiettivo fondante è oggi più importante che mai. In quanto unico forum regionale inclusivo sulla sicurezza che si estende da Vancouver a Vladivostok, l'OSCE occupa una posizione privilegiata per avviare un dialogo diplomatico significativo e rivitalizzare i meccanismi di riduzione dei rischi, controllo degli armamenti e trasparenza essenziali per ricostruire la sicurezza europea», ha affermato Sinirlioglu.

OCSE «pronta a sostenere una soluzione negoziata e la sua attuazione»

Le discussioni hanno anche toccato la disponibilità dell'Organizzazione ad assistere laddove è necessario un impegno internazionale sostenuto, attingendo alla lunga esperienza dell'OSCE. Ignazio Cassis ha sottolineato che l'Organizzazione è pronta, con la sua esperienza e i suoi strumenti, a sostenere una soluzione negoziata e la sua attuazione sul campo. «L'obiettivo di questa visita era proprio quello di presentare gli strumenti disponibili dell'OSCE».

Il segretario generale ha sollevato la questione della situazione dei tre membri dello staff dell'OSCE – Vadym Golda, Maksym Petrov e Dmytro Shabanov – attualmente in stato di detenzione, e ha chiesto il loro rilascio.

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