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Cassis e Zelensky aprono ufficialmente la conferenza

Dopo il discorso di benvenuto del presidente della Confederazione, il presidente ucraino Zelensky prende la parola in collegamento video
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Cassis e Zelensky aprono ufficialmente la conferenza
Red. Online
04.07.2022 08:15
18:08
18:08
Boas Erez: «Critiche al potere ucraino, non solo a Putin»

Abbiamo intervistato l'ex rettore dell'USI Boas Erez durante la manifestazione contro la conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina a Lugano. 

17:55
17:55
Pronzini: «Ricostruzione va fatta sugli interessi della popolazione civile»

Abbiamo domandato a Matteo Pronzini le ragioni della protesta organizzata questo pomeriggio dall'MPS in Piazza Dante. «Fondamentale esprimere un punto di vista molto chiaro: la ricostruzione deve essere fatta sugli interessi della popolazione e della società civile e non un affare per multinazionali e organizzazioni internazionali».

17:38
17:38
Fabio Regazzi: «Si possono gettare le basi per la ricostruzione»

Abbiamo chiesto a Fabio Regazzi un'impressione sulla prima giornata della Conferenza di Lugano: «Si possono gettare le basi per quella che sarà la ricostruzione che, dopo la guerra, sarà non solo inevitabile ma indispensabile».

17:04
17:04
«Si pensi anche ai non ucraini colpiti dal conflitto»

Una coalizione di associazioni svizzere ha invitato oggi in una nota i partecipanti alla Conferenza di Lugano per la ricostruzione dell'Ucraina a rispondere ai numerosi appelli di rifugiati di Paesi terzi colpiti dalla guerra. Preoccupa in particolare la sorte degli studenti.

Formata da Save Africans-Ukraine, Droit de rester Neuchâtel e Society Moko, la coalizione di associazioni richiama alla «tradizione umanitaria della Svizzera», per far sentire il suo messaggio. A suo avviso la Confederazione, insieme all'Unione europea e a tutta la comunità internazionale, deve impegnarsi nella ricerca di una soluzione alla situazione dei non ucraini toccati dal conflitto.

La coalizione intende in particolare chiedere una protezione delle centinaia di studenti, provenienti da Stati terzi, che sono fuggiti dall'Ucraina. Mentre si avvicina l'inizio dell'anno accademico, le associazioni denunciano il fatto che gli appelli rimangano ancora senza risposta.

La coalizione annuncia peraltro che lancerà mercoledì una petizione all'indirizzo dell'Unione europea e di tutti gli Stati legati dagli accordi di Schengen intitolata: «Per motivi umanitari, poniamo fine alla sofferenza dei non Ucraini e delle non Ucraine in fuga dalla guerra».

17:03
17:03
Liz Truss rilancia il piano Marshall

«Ci deve essere un nuovo piano Marshall per l'Ucraina e deve essere guidato» da Kiev. Lo ha detto la ministra degli Esteri britannica, Liz Truss, nel corso della Conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina a Lugano.

Rilancia così l'ipotesi già evocata da più parti di un intervento che ricordi quello promosso dagli Stati Uniti in Europa dopo la Seconda guerra mondiale. Londra si è espressa in favore di «investimenti immediati» per l'economia ucraina ribadendo la necessità di aprire i porti in modo che la nazione colpita dal conflitto possa esportare i suoi prodotti agricoli.

«Dobbiamo dare alle persone speranza per il futuro e dobbiamo fornire i mezzi per potersi sostenere», ha affermato ancora la responsabile del Foreign Office. Il Regno Unito, infine, è «risoluto» nel suo sostegno all'integrità territoriale dell'Ucraina.

15:34
15:34
«Per la ricostruzione servono 750 miliardi, Mosca paghi»

«Per la ricostruzione dell'Ucraina servono al momento 750 miliardi di dollari, la maggior parte di questi fondi vengano dagli asset russi congelati». Lo ha detto Denys Shmyhal, primo ministro ucraino, nel corso della conferenza di Lugano dedicata all'Ucraina.

«Abbiamo creato una mappa digitale, aggiornata in tempo reale, sulla distruzione causata dall'invasione russa: i partner avranno accesso e servirà per la ricostruzione del Paese», ha aggiunto.

14:52
14:52
Che atmosfera si respira a Lugano?
© CdT

Che atmosfera si respira per le vie di Lugano, durante il primo giorno di conferenza sull'Ucraina? Lo abbiamo chiesto ad alcuni passanti nel centro città. 

14:37
14:37
All'URC 2022 c'è anche la Posta

Alla «Ukraine Recovery Conference», la Conferenza per la ricostruzione dell'Ucraina di Lugano, c'è anche La Posta Svizzera. Oggi e domani l'ex regia federale cerca di favorire le normali attività quotidiane di una città confrontata con misure di sicurezza straordinarie e con la chiusura di alcuni settori urbani in cui non sarà possibile garantire il recapito regolare della corrispondenza.

Non è la prima volta che la Posta deve far fronte ad eventi di portata internazionale, basti pensare al Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR) o alle conferenze delle Nazioni Unite a Ginevra, si legge in una nota odierna.

Ma anche e spesso nel contesto di manifestazioni sportive importanti che vanno a impattare sulla viabilità locale, come prossimamente sarà il caso a Losanna, dove il 9 luglio 2022 il Tour de France concluderà la sua ottava tappa davanti allo stadio olimpico della Pontaise, precisa la Posta.

Senza dimenticare che talvolta sono gli eventi naturali a dettare legge, bloccando strade e accessi per tempi più o meno lunghi, come ad esempio nelle Centovalli. Ecco allora che la Posta identifica vie e possibilità alternative, per assicurare giorno dopo giorno un servizio postale efficace e funzionale in tutto il Paese, sottolinea ancora la nota.

14:21
14:21
La parola passa a Ursula von der Leyen

Poco prima delle 14.20, la parola è passata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. 

«L'Ucraina avrà bisogno di riforme coraggiose, che dovranno andare di pari passo con gli investimenti. Le sfide sono enormi ma non insormontabili: l'Ucraina può emergere da questa guerra con solide istituzioni e un'economia più verde e resiliente», ha affermato la presidente della Commissione europea. «Con il nostro sostegno il Paese può essere ricostruito non solo com'era ma come i suoi giovani volevano che fosse». 

«L'obiettivo del Cremlino è minare l'esistenza stessa dell'Ucraina come Stato e noi non lo permetteremo mai», ha aggiunto Ursula von der Leyen nel corso della Conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina. «Dobbiamo assicurarci che l'Ucraina non solo vinca la guerra, ma anche la pace»

13:58
13:58
Svizzera e Ucraina per la protezione del clima

La consigliera federale Simonetta Sommaruga e il ministro ucraino per l'ecologia e le risorse naturali, Ruslan Strilets, hanno firmato stamattina, a margine della Conferenza per la ricostruzione dell'Ucraina, un'intesa che attua l'accordo di Parigi sul clima.

Stando a un tweet del Dipartimento federale dell'ambiente, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), la convenzione «permette di mobilitare fondi in aggiunta alla cooperazione internazionale e consente una protezione del clima che va oltre i programmi esistenti».

13:57
13:57
Ecco Zelensky (in collegamento video)

Il presidente ucraino Zelensky ha iniziato il suo intervento alle 13:55. 

«La guerra della Russia non è solo una mossa per prendere la nostra terra ma è una sfida al sistema europeo: vuole provare che l'Europa è debole e che non può difendere i propri valori», afferma Zelensky.

«La ricostruzione dell'Ucraina non è dunque solo un fatto locale ma la missione di tutto il mondo democratico». Con la resistenza all'aggressione russa - ha proseguito il presidente Ucraino - l'Ucraina ha messo in campo «la più grande riforma dell'area euroatlantica, abbiamo riunito l'Europa e abbiamo rinvigorito la NATO, come non si vedeva da anni».

13:55
13:55
Cassis apre ufficialmente la conferenza

Con un leggero ritardo, il presidente Ignazio Cassis ha aperto ufficialmente la prima giornata dell'URC 2022. «La strada è lunga, ma non è mai troppo presto per prepararsi al momento in cui le armi taceranno», ha detto il consigliere federale nel suo discorso inaugurale al Palazzo dei Congressi, prima di passare la parola al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, collegato via video.

L'obiettivo di questi due giorni è «gettare le basi per un processo politico efficace e trasparente, con criteri chiari e ruoli definiti», ha aggiunto Cassis. Tali principi verranno sanciti domani in un documento finale, la cosiddetta Dichiarazione di Lugano, che il ministro degli esteri ha definito «una prima pietra miliare».

«Ciò che lega tutti noi in questa sala è il desiderio di offrire al popolo ucraino la prospettiva di tornare a una vita di autodeterminazione e pace, oltre che di un futuro luminoso», ha dichiarato ancora Cassis. Il ticinese ha poi ringraziato tutti i presenti, sia quelli giunti a Lugano di persona sia quelli collegati da remoto. Alla conferenza prenderanno parte oltre mille partecipanti, in rappresentanza di una quarantina di Paesi e di una quindicina di organizzazioni internazionali.

Stando a Cassis, la ricostruzione dell'Ucraina non si può fare senza riforme in vari settori, ad esempio nella lotta alla corruzione o nell'indipendenza del sistema giudiziario. Il presidente della Confederazione ne ha approfittato per ricordare che, prima dell'invasione a opera dei russi, l'evento luganese avrebbe dovuto concentrarsi proprio sulle riforme istituzionali.

Il piano originale della conferenza e quello attuale devono formare un tutt'uno, ha evidenziato ancora su questo punto Cassis, e rafforzarsi a vicenda, non entrare in concorrenza. Le discussioni a Lugano verteranno sulle tre R (riforma, resilienza e ripresa), ha riassunto il ministro degli esteri.

13:46
13:46
Von der Leyen: «Conferenza cruciale per l'Ucraina»

«La conferenza di Lugano è un passo fondamentale per concordare i principi dello sforzo internazionale di ricostruzione dell'Ucraina. Il Presidente Ignazio Cassis e io sosteniamo la dichiarazione di Lugano e attendiamo con ansia la sua approvazione. L'Ucraina può contare sul nostro costante sostegno, per tutto il tempo necessario». Lo ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen su Twitter.

13:38
13:38
Slitta leggermente il programma

Slitta leggermente il programma, rispetto a quanto previsto, per l'inizio della Conferenza. I discorsi di apertura si terranno quindi un po' più tardi, dopo le 13.30.

Complici del ritardo le file all'entrata dovute ai controlli di sicurezza ai quali vengono sottoposti i partecipanti. 

12:12
12:12
Alle 13.30 l'apertura della conferenza

Alle 13.30 il presidente della Confederazione Ignazio Cassis aprirà la conferenza. È previsto il collegamento video del presidente ucraino Volodymyr Zelensky da Kiev.

11:36
11:36
I parlamentari svizzeri hanno incontrato la delegazione di Kiev

Una delegazione di membri del Parlamento svizzero si è incontrata stamane a Lugano con una quindicina di omologhi ucraini a margine della Conferenza per la ricostruzione dell'Ucraina.

La delegazione elvetica era guidata dalla presidente del Consiglio nazionale Irène Kälin (Verdi/AG), quella ucraina dal presidente del Parlamento Ruslan Stefanchuk, si legge in un tweet odierno. Al centro dell'incontro figurava il ruolo del Parlamento nella ricostruzione del Paese dell'Europa dell'Est.

A Lugano sono attesi oltre mille partecipanti. A rappresentare la Svizzera, oltre al presidente della Confederazione Ignazio Cassis, saranno presenti anche la consigliera federale Simonetta Sommaruga e appunto la presidente della Camera del popolo Irène Kälin.

11:33
11:33
«È giusto che si faccia il possibile»

Anche Erasmo Pelli, ex vice sindaco della città, trova che l'atmosfera a Lugano sia piuttosto tranquilla. «Penso che le persone che arrivano oggi in città non si accorgono che c'è qualcosa di particolare. Magari solo chi arriva in stazione, dato che lì ci sono più controlli. «Sono curioso di sapere quali saranno le conclusioni di questa conferenza. Peccato manchino i capi di stato». Quali sono le conclusioni per l'ex vice sindaco? «Un supporto alla pace in Ucraina penso non vada assolutamente disdegnato. È giusto che si faccia il possibile per trovare delle soluzioni, anche se lo trovo difficile». 

11:18
11:18
È arrivata anche Ursula von der Leyen

Tra gli ospiti tanto attesi, è arrivata anche Ursula von der Leyen. La presidente della Commissione europea passeggia per Parco Ciani, in compagnia del presidente della Confederazione Cassis, approfittando dei raggi di sole che comincia a far capolino dopo il temporale. La cerimonia di benvenuto inizierà ufficialmente tra pochi minuti, alle 11.30 

© KEYSTONE / ALESSANDRO DELLA VALLE
© KEYSTONE / ALESSANDRO DELLA VALLE
11:06
11:06
Arrivano i delegati a Palazzo dei Congressi

Manca poco alla cerimonia di benvenuto alla Conferenza sull'Ucraina. I delegati stanno arrivando nei pressi di Palazzo dei Congressi. Anche il presidente della Confederazione Ignazio Cassis è arrivato a Villa Ciani, per dare il benvenuto agli ospiti. Confermato assente Dmytro Kuleba: inizialmente si pensava che l'assenza del ministro degli Esteri fosse da imputare alla positività al coronavirus, ma la causa reale è invece un piccolo infortunio. 

10:30
10:30
Foletti: «Un momento importante per la città»

Conferenza bagnata, conferenza fortunata? «Speriamo», ci confessa Michele Foletti, sindaco della città di Lugano. A fare da sfondo alla conversazione, anche in questo caso, è una Piazza Riforma deserta e travolta dal temporale. «La conferenza sta per iniziare, stanno per arrivare le delegazioni e io spero che il tempo un po' migliori, per l'immagine di Lugano», aggiunge sorridendo. «È un momento importante per la città soprattutto perché diamo un piccolo contributo per il futuro di un Paese che oggi è martoriato dalla guerra, ma che vuole cercare di ricostruirsi anche da un punto di vista istituzionale». 

© CdT
© CdT
10:15
10:15
Corso Elvezia e lungolago deserti
© CdT
© CdT 

Corso Elvezia a Lugano è praticamente deserto. A intravedersi sono unicamente i posti di blocco che delimitano le zone rosse. Lo stesso scenario è visibile anche sul lungolago. 

10:08
10:08
Palazzo dei Congressi è ancora vuoto

Mancano poche ore al via ufficiale della conferenza. Il piazzale di Palazzo dei Congressi è ancora vuoto. Fra un'ora è atteso l'arrivo dei capi delle delegazioni ufficiali.

La polizia si è dichiarata soddisfatta per la gestione del traffico che continua a essere piuttosto scorrevole, sebbene il maltempo che sta colpendo la città complichi ulteriormente la viabilità. 

09:37
09:37
Quasi 104 miliardi di dollari di danni a edifici e infrastrutture

Si stima che più di 120 mila case in Ucraina siano state distrutte durante l'invasione russa, creando la necessità di miliardi di entrate per risanare economicamente il paese e renderlo un'economia europea. L'entità della ricostruzione dipenderà dall'esito e dalla durata della guerra e dal fatto che l'Ucraina orientale, dove si è verificata la peggiore devastazione, verrà restituita a Kiev o rimanga in mano russa.

La Kyiv School of Economics (Kse) ha stimato i danni arrecati finora a edifici e infrastrutture in quasi 104 miliardi di dollari. Si stima che almeno 45 milioni di metri quadrati di abitazioni, 256 imprese, 656 istituzioni mediche e 1.177 istituzioni educative siano state danneggiate, distrutte o sequestrate, mentre l'economia ucraina aveva già subito perdite fino a 600 miliardi di dollari.

08:55
08:55
«Un piano di ricostruzione ecologico e sostenibile»

Militanti di Greenpeace hanno installato una finta pala eolica a Lugano, a poche ore dall'inizio della Conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina. Dal canto suo, Public Eye ha chiesto alla Svizzera di smetterla di finanziare la guerra russa.

Diversi membri di Greenpeace hanno ripetuto più volte la loro azione a circa un chilometro di distanza dal sito della riunione, sotto lo sguardo divertito di un poliziotto. L'azione è stata pensata in collaborazione con oltre 45 organizzazioni ucraine, fra cui Ecoaction con sede a Kiev.

«Il buon senso vuole che l'Ucraina non ricostruisca le sue infrastrutture secondo i vecchi standard sovietici», ha affermato la direttrice di Ecoaction, Natalia Gozak. «In veste di candidata potenziale all'adesione all'Unione europea, l'obiettivo dell'Ucraina deve essere quello di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050».

Stando alle ONG, la guerra minaccia l'ambiente, in particolare per il fatto che i soldati russi occupano sempre un sito nucleare. «La distruzione delle infrastrutture, dell'economia e della società ucraine deve cessare», ha affermato un responsabile di Greenpeace. Le organizzazioni non governative chiedono una ricostruzione che garantisca «la salute economica, sociale e ambientale» del Paese.

Da parte sua, Public Eye invita la Svizzera a cessare ogni forma di finanziamento per il presidente russo Vladimir Putin. L'ONG le attribuisce «una responsabilità particolare» quale centro delle negoziazioni su petrolio, cereali e altre materie prime. Tre quarti delle esportazioni russe sono «pilotate» dalla Svizzera, secondo Public Eye.

L'ONG chiede pure di applicare le sanzioni europee contro gli oligarchi e le materie energetiche russe. La Confederazione deve adoperarsi presso Bruxelles affinché esse vengano estese il più rapidamente possibile all'importazione e alla negoziazione del gas. Un'autorità dedicata alle sanzioni sulle materie prime dovrebbe essere promossa in Svizzera, aggiunge ancora Public Eye. A suo avviso, sforzi in tal senso devono essere intrapresi a livello internazionale.

08:35
08:35
Città tranquilla, autostrada un po' meno

Nonostante si temessero importanti disagi sul fronte traffico, la situazione nel centro di Lugano è piuttosto tranquilla. Anche in autostrada, in particolare all'altezza di Lugano nord non si registrano particolari disagi. A essere interessata dai rallentamenti è invece l'A2 in direzione nord tra Chiasso e Lugano sud, percorsa per raggiungere la città, così come sulla superstrada Stabio-Mendrisio. Si segnalano importanti disagi anche tra Ponte Tresa e Bioggio, sempre in direzione Lugano.

Lugano resta, ovviamente, blindatissima: teloni e transenne, installati attorno alla zona rossa, impediscono di vedere cosa accada all'interno dell'area. Le poche auto a cui è concesso entrare nella zona rossa vengono sottoposte a severi controllo di sicurezza da parte dell'esercito. 

08:24
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Cinque aree principali
08:18
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Il grande giorno è arrivato