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Chi era «El Mencho» Oseguera, l'ultimo dei padrini del Messico

Fondatore del famigerato cartello Jalisco Nueva Generación, noto altresì con l'acronimo CJNG, era considerato «violento per natura» e non temeva lo scontro con il governo
© Reuters
Red. Online
23.02.2026 14:00

Fondatore del famigerato cartello Jalisco Nueva Generación, noto altresì con l'acronimo CJNG, Nemesio «El Mencho» Oseguera ha fatto di questo cartello l'organizzazione più potente del Messico. Come? Attraverso un uso sfrenato della violenza e, ancora, non esitando a sfidare apertamente il governo. Ucciso domenica all'età di 59 anni durante un'operazione dell'esercito, con il coordinamento degli Stati Uniti, Oseguera era considerato l'ultimo dei grandi padrini del Paese dopo l'arresto e l'incarcerazione negli Stati Uniti dei fondatori del cartello di Sinaloa, Joaquín «El Chapo» Guzmán e Ismael «Mayo» Zambada.

Washington, d'altro canto, aveva messo sulla sua testa una taglia di 15 milioni di dollari. Oseguera, «violento per natura» secondo lo specialista di narcotraffico José Reveles, citato dal portale Watson, attaccava frontalmente le autorità, mentre altre organizzazioni simili restavano sulla difensiva. Il 20 giugno 2020, ad esempio, aveva lanciato un attacco senza precedenti contro l'attuale segretario federale per la Sicurezza Pubblica, Omar García Harfuch, allora capo della polizia della capitale, ferendolo. Tre persone avevano perso la vita, tra cui due guardie del corpo. Cinque anni prima, invece, il suo cartello aveva già aperto il fuoco contro la neonata Gendarmeria nazionale del Jalisco, tendendo poi un'imboscata a un convoglio di agenti di polizia sempre nello Stato del Messico occidentale. In quell'occasione, i suoi narcos avevano abbattuto un elicottero militare con un lanciarazzi e provocato blocchi stradali e incendi. Decine di persone morirono, tra cui 20 poliziotti e nove militari.

L'espulsione dagli USA

Nonostante fosse apparso nel 2025 durante due concerti di «narcocorridos», gruppi musicali che cantano le gesta dei trafficanti, «El Mencho» «faceva molta attenzione a non esporsi pubblicamente; si sa poco della sua vita» ha osservato Reveles. Le immagini che lo ritraggono, in effetti, sono rare. Nell'avviso di ricerca del Dipartimento di Stato americano appare con il volto spigoloso, i capelli impeccabilmente pettinati e un sottile paio di baffi; in una scheda dell'Agenzia antidroga americana (DEA) del 1989, lo si vede invece con i capelli ricci e tratti più grossolani.

Nato nel 1966 in una famiglia povera del Michoacán, dove le colture illegali di cannabis erano onnipresenti, emigrò giovane negli Stati Uniti, dove fu condannato negli anni Ottanta per traffico di eroina. Fu espulso dal Paese dopo aver scontato la pena.

Tornato nel Michoacán, si unì al cartello del Milenio, dal quale fu espulso a seguito di lotte interne. «El Mencho» lasciò quindi il suo Stato natale per il vicino Jalisco, dove fondò nel 2009 i «Mata Zetas», presto ribattezzati Cartello Jalisco Nueva Generación. Nel 2011, la banda firmò uno dei suoi massacri più simbolici lasciando 35 cadaveri nei pressi del luogo di una riunione di procuratori nel Veracruz.

L'espansione globale

Prendendo il sopravvento su numerosi gang rivali, il CJNG negli anni si è rafforzato a velocità impressionante. Dopo l'estradizione negli Stati Uniti di «El Chapo» e «Mayo», il suo cartello è diventato il più potente in un Paese nel quale le violenze legate a questi gruppi hanno causato oltre 450 mila morti e più di 100 mila scomparsi dal 2006.

Nel 2025, il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato il CJNG un'organizzazione terroristica, sottolineando il suo carattere «transnazionale con una presenza in quasi tutto il Messico». Traffico di droga, armi, estorsioni, tratta di migranti, furto di petrolio e minerali: Washington accusava Oseguera di una lunghissima lista di crimini.

Non riuscendo a competere con i rivali che controllano il confine con gli Stati Uniti, «El Mencho» ha infiltrato altri mercati. «Europa, Asia, Africa e persino l'Australia erano meno contese dai messicani, e lì la droga viene pagata a prezzi più alti» ha spiegato Reveles.

Divorziato, Oseguera aveva tre figli. La sua ex moglie e due dei suoi figli sono stati imprigionati. Lei è stata rilasciata, mentre il primogenito, noto come «El Menchito», è stato condannato all'ergastolo negli Stati Uniti.

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