Italia

«Chiara Poggi uccisa da Sempio per un rifiuto sessuale e colpita 12 volte»: il movente del delitto di Garlasco

La ricostruzione della Procura di Pavia: «I colpi letali sferrati lungo le scale che portano alla cantina, la vittima ha provato a difendersi» – I legali di Stasi chiedono la revisione del processo
© Shutterstock
Red. Online
30.04.2026 15:49

«Chiara Poggi è stata uccisa dopo un approccio sessuale». Eccolo, come riferiscono i media italiani, il movente del delitto di Garlasco. Secondo la nuova ricostruzione della Procura di Pavia e dei Carabinieri del nucleo investigativo di Milano, la vittima è stata colpita almeno dodici volte alla testa. Dell'aggressione, che sarebbe avvenuta in più fasi, con colpi letali sferrati sulle scale che portano alla cantina dove fu trovato il corpo della vittima, è accusato il nuovo indagato Andrea Sempio. La ricostruzione, scrive fra gli altri il Corriere della Sera, è stata sintetizzata nel nuovo capo di imputazione. Sempio è stato chiamato per un interrogatorio il prossimo 6 maggio a Pavia.

Riassumendo al massimo, il killer avrebbe colpito Chiara Poggi anche quando, oramai, era incosciente e sui gradini. Una conclusione, questa, diversa rispetto a quanto accertato dalle precedenti indagini e sentenze. Non solo, la vittima avrebbe pure cercato di reagire ai colpi inferti dal suo assassino. Così la Procura: «Dopo una iniziale colluttazione», Andrea Sempio «colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra». Quindi, ribadiscono i magistrati, «la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che la vittima provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione parieto-temporale sinistra, in regione parietale posteriore, lungo la linea mediana e in regione parietale sinistra paramediana facendole perdere i sensi». Ed è qui, secondo gli inquirenti, che l'assassino «spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi in regione parieto-occipitale sinistra, cagionando alla stessa gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso». La Procura contesta l'aggravante della crudeltà «in considerazione dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto». E, soprattutto, quella «di aver commesso il fatto per motivi abietti». Quali? Secondo gli inquirenti i motivi sono «riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale». 

Sempio, dal canto suo, non si capacita di «questo movente sessuale»: «Se io non avevo rapporti con questa ragazza, rapporti nel senso sociale, non si capisce da dove deducano un movente sessuale». Anche perché, dice l'avvocata Angela Taccia, che assiste il 38.enne con Liborio Cataliotti, «non la frequentava, non la vedeva spesso, anzi, quando lui andava in casa, Chiara Poggi era a lavorare». Taccia spiega inoltre che Sempio «ha parlato anche con i consulenti che l'hanno tranquillizzato» e che continua a dire: «Io non ho fatto niente». Di nuovo: «Attendiamo che le indagini vengano chiuse e vedremo che cosa gli verrà contestato sulla base di che cosa».

Hanno, per contro, già annunciato di voler chiedere la revisione del processo gli avvocati di Alberto Stasi, l'ex fidanzato di Chiara Poggi, al momento il solo condannato in via definitiva per il delitto. Stasi sta per concludere l'espiazione della pena – sedici anni di carcere in regime di semilibertà – ma, stando alla nuova ipotesi della Procura, uscirebbe di scena. L'ex studente della Bocconi, contabile in uno studio, è ammesso al lavoro esterno. «Appena ci sarà la discovery, leggeremo tutti gli atti e presenteremo richiesta di revisione» chiarisce Giada Bocellari, legale di Stasi.