Il caso

Christa Pike «è cosciente e in grado di parlare»

La donna sopravvissuta a due dosi di pentobarbital, il farmaco usato in Tennessee per l'iniezione letale, è sveglia – Resta da determinare la causa del fallimento dell'esecuzione, ma anche che cosa succederà, ora, alla 50.enne
Red. Online
07.10.2026 13:32

Christa Pike è «cosciente e in grado di parlare». La donna, oggi 50.enne, la scorsa settimana era sopravvissuta a due dosi di pentobarbital: farmaco usato dal Tennessee nel protocollo per l'iniezione letale. Pike, che oggi ha 50 anni, quando aveva 18 anni fu infatti condannata a morte per l'omicidio di una sua coetanea. Un tribunale federale aveva ordinato di sospendere in extremis l'iniezione letale per eliminare possibili circostanze attenuanti non prese in considerazione all'epoca del processo, a metà degli anni Novanta. La Corte suprema, tuttavia, la scorsa settimana ha dato il via libera finale all'esecuzione della donna, dopo averla inizialmente fermata a meno di un'ora dall'avvio. Ciononostante, la procedura, come ampiamente riportato dai media internazionali, è fallita. 

Christa Pike, in men che non si dica, è diventata «famosa» per essere la donna sopravvissuta a due dosi di iniezione letale. Il farmaco utilizzato per la procedura, infatti, non ha funzionato in maniera corretta. La donna, per giorni, è rimasta priva di sensi e attaccata a un respiratore artificiale. Il personale dell'ospedale ha lavorato duramente per salvare la vita ed eliminare tracce di pentobarbital dal sistema. E ora, meno di una settimana dopo dalla fallita esecuzione, Pike è «salva». La 50.enne dovrà, inevitabilmente, ricevere ulteriori cure mediche intensive, ma riesce a comunicare. È incatenata e ammanettata al letto. Secondo quanto reso noto dai suoi avvocati, la prognosi della donna rimane incerta. «Come minimo ci aspettiamo una lunga convalescenza», hanno spiegato. A seguito dell'iniezione letale fallita, la donna ha riportato anche «gravi danni alle braccia».

Il caso, neanche a dirlo, sta generando parecchio scalpore. Non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo. Deborah Denno, criminologa e professoressa della Fordham Law School, ha dichiarato alla BBC di essere «del tutto sbalordita» dal fatto che Pike sia cosciente e in grado di parlare. L'esperta ha spiegato che in passato si sono verificati solo altri sette casi in cui i prigionieri sono sopravvissuti all'esecuzione. Si trattava, però, di casi diversi, dove i responsabili dell'esecuzione non erano riusciti a iniettare nulla nelle vene dei detenuti. «Pike è l'unica persona a cui è stata iniettata una qualche forma di tossina. Hanno fatto tutto ciò che dovevano fare nell'ambito della procedura di esecuzione, ma semplicemente non ha funzionato», ha puntualizzato Denno. «Non era mai successo prima d'ora». 

Non è chiaro come Pike sia sopravvissuta. E, al momento, non è nemmeno dato sapere che cosa succederà, ora, alla donna. Le autorità non hanno ancora rivelato se tenteranno di giustiziare, nuovamente, la 50.enne. Come detto, non è stata neppure fornita una spiegazione su cosa sia andato storto dopo averle iniettato due volte il pentobarbital. Nel frattempo, però, il governatore del Tennessee, Bill Lee, ha sospeso tutte le esecuzioni previste fino alla fine dell'anno. Parallelamente, il direttore delle carceri di Stato ha annunciato le sue dimissioni. 

Sotto i riflettori c'è anche un altro aspetto. Secondo Steven Hale, giornalista del Nashville Banner, il caso di Pike solleva molti interrogativi anche per i sentimenti provati dalla famiglia della vittima, Colleen Slemmer. Famiglia che, da trent'anni, attende giustizia.