Tennessee

Christa Pike si sta riprendendo, ma ha un «profondo trauma psicologico»

La 50.enne sopravvissuta all'iniezione letale è in grado di camminare, se aiutata, e riesce a mangiare – Il suo caso continua a far discutere e non è ancora chiaro quale sarà il suo destino
Red. Online
09.10.2026 12:00

Christa Pike ha avuto una «profonda ripresa» dopo il tentativo, fallito, di giustiziarla, avvenuto la scorsa settimana in Tennessee. La donna, condannata a morte per l'omicidio di Colleen Slemmer compiuto nel 1995 con quello che, all'epoca, era il suo fidanzato, si è risvegliata negli scorsi giorni, dopo essere sopravvissuta alle due iniezioni di pentobarbital. Con il passare del tempo, secondo quanto si legge in una dichiarazione rilasciata dai suoi avvocati tra giovedì e venerdì, la 50.enne si sta riprendendo sempre più. I suoi legali, infatti, parlano di una «guarigione notevole». Pike ha ripreso a parlare, ed è in grado di camminare, con l'aiuto di qualcuno, e riesce a mangiare. Ha anche riacquistato una parziale mobilità delle braccia, che erano rimaste gravemente ferite durante il tentativo di esecuzione. «I medici sono ottimisti sulla sua guarigione fisica». 

Il caso di Pike, tuttavia, continua a far discutere. Soprattutto perché la donna resta l'unica sopravvissuta a un tentativo di esecuzione tramite iniezione locale. Non è ancora chiaro quali saranno i prossimi passi e cosa succederà ora a Pike che, come afferma il suo team legale, sta ora affrontando «un profondo trauma psicologico». «Prova terrore, dolore e incertezza legati all'aver creduto di stare per morire». Gli avvocati della 50.enne hanno dichiarato di non conoscere totalmente il peso emotivo e psicologico del tentativo di esecuzione. E nemmeno quanto tempo ci metterà Pike a riprendersi. «Pur facendo fatica a elaborare quanto accaduto, continua a esprimere preoccupazione per gli altri, in particolare per la famiglia della sua vittima, Colleen Slemmer». La madre di Slemmer, a tal proposito, ha definito il tentativo fallito di esecuzione «un disastro». Lei stessa era tra le persone che premevano affinché Pike fosse condannata a morte per l'omicidio della figlia. Il suo fidanzato dell'epoca, Tadaryl Shipp, è stato invece esentato dalla pena di morte poiché non era legalmente maggiorenne al momento del delitto. Tuttora si trova in carcere. 

Nel frattempo, un tribunale ha ordinato alle autorità di conservare tutte le prove relative all'esecuzione fallita. Si tratta, infatti, di materiale che potrebbe essere utilizzato, in futuro, per fare causa allo Stato. Mercoledì, la giudice I’Ashea Myles ha ordinato che «tutto ciò trovava nella stanza stessa debba essere conservato e mantenuto», come flebo e siringhe, nonché i rifiuti, come imballaggi, foglietti illustrativi ed etichette. La giudice ha inoltre richiesto la documentazione relativa alle condizioni psicologiche della Pike, prima, durante e dopo l'esecuzione fallita. Oltretutto, ha raccomandato alla Stato di prestare «particolare attenzione a non smarrire o cancellare accidentalmente alcuna informazione che possa essere pertinente al caso». 

Come già reso noto, il governatore del Tennessee Bill Lee ha ordinato una sospensione di tutte le esecuzioni per il resto dell’anno e ha dichiarato di voler ricevere delle risposte su cosa sia andato storto. Al contempo, gli avvocati di Pike hanno chiesto al governatore di commutare la pena in ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. I sostenitori della pena capitale hanno invece suggerito di ricorrere a un metodo diverso per giustiziarla.