Francia

Ciotti insiste: «Sono il presidente, fra poco sarò nel mio ufficio»

Licenziato dall'ufficio politico dei Repubblicani e invitato a dimettersi, l'uomo che ha «osato» proporre un'alleanza con Rassemblement National in vista delle legislative non intende mollare la presa
© Sarah Meyssonnier
Red. Online
13.06.2024 09:05

Eric Ciotti insiste. Escluso dall'ufficio politico del suo partito, i Repubblicani, il presidente non vuole andarsene. Anzi, ribadisce – al grido «le roi, c'est moi» – che continuerà a lavorare. Di più, fra pochi istanti, ha dichiarato giovedì mattina a France 2, «sarò nel mio ufficio». E questo perché l'esclusione votata ieri dai dirigenti dei Repubblicani «non ha alcun valore legale». Non solo, «se ci saranno ostacoli alla mia legittima presidenza, ci saranno azioni legali e anche penali» ha assicurato Ciotti. «Tutte le vie legali saranno aperte affinché io possa esercitare le mie responsabilità, quelle che ho ottenuto dai militanti».

Ciotti, fra le altre cose, ha confermato di voler tirare dritto. Anzi, di voler virare a destra. Il presidente-non-presidente, infatti, ha spiegato di voler davvero formare un'alleanza con Rassemblement National in vista delle elezioni legislative (anticipate) del 30 giugno e del 7 luglio. Ciotti ha detto di vedere di buon occhio una vera e propria unione delle destre: «Quello che voglio è che ci sia questa alleanza di un blocco nazionale tra Repubblicani, Rassemblement National e tutti coloro che sono spinti dalla sete di porre fine a questa impotenza».

L'annuncio fatto da Ciotti martedì aveva immediatamente scatenato la rabbia dei leader del partito, tutto fuorché aperti a qualsiasi tipo di alleanza con l'estrema destra, e aperto una crisi di cui potrebbe beneficiare Emmanuel Macron. Licenziato dal suo gabinetto e invitato a dimettersi, Ciotti aveva fatto chiudere la sede del partito mercoledì nel tentativo di frenare (se non fermare) le manovre in atto per escluderlo. Aggiungendo così caos alla confusione interna.

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