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Per gli USA «i missili antinave iraniani presenti in queste postazioni rappresentavano un rischio per la navigazione internazionale nello stretto» - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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20:43
20:43
QatarEnergy: «Danni ingenti all'impianto del gas»
QatarEnergy conferma che la zona industriale di Ras Laffan è stata oggetto di attacchi missilistici iraniani che hanno causato «ingenti danni» all'impianto del gas. «Le squadre di pronto intervento sono state immediatamente dispiegate per contenere gli incendi che ne sono derivati, a causa dei danni ingenti.
Tutto il personale è stato rintracciato e al momento non si segnalano vittime» scrive QatarEnergy in una nota assicurando che «continuerà a fornire aggiornamenti non appena disponibili».
19:51
19:51
Qatar, incendio nel maggiore complesso del gas dopo un attacco dell'Iran
Il ministero dell'Interno del Qatar ha dichiarato che un attacco iraniano ha provocato un incendio presso il principale impianto di gas del Paese del Golfo, situato sulla sua costa settentrionale. «La protezione civile sta intervenendo per domare un incendio nella zona di Ras Laffan a seguito di un attacco iraniano», ha affermato il ministero in una dichiarazione, dopo che Teheran aveva annunciato di voler colpire le infrastrutture energetiche in tutto il Golfo in seguito all'attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele contro i propri impianti di gas.
Gli impianti di gas naturale liquefatto (Gnl) di Ras Laffan erano in fase di evacuazione a seguito della minaccia iraniana di attaccare le infrastrutture energetiche del Golfo, secondo quanto riferito dalla Reuters sul suo sito, citando una fonte a conoscenza dei fatti. Il Qatar ha completamente interrotto la produzione di gas naturale liquefatto a causa della guerra, e qualsiasi danno agli impianti potrebbe prolungare l'interruzione oltre maggio, minacciando di tenere fuori servizio un quinto della fornitura globale di Gnl.
19:18
19:18
L'Idf conferma l'uccisione del comandante di divisione Imam Hussein
L'Idf ha confermato di aver ucciso ieri sera a Beirut il comandante della 'divisione Imam Hussein', insediatosi sei giorni prima in seguito all'assassinio del suo predecessore. Il terrorista, Hassan Ali Marwan, «in precedenza ricopriva il ruolo di capo delle operazioni della divisione ed era responsabile del collegamento tra quest'ultima e gli alti ufficiali militari di Hezbollah e della Forza Quds. Inoltre, comandava il lancio di missili, droni e razzi contro lo Stato di Israele e le forze dell'esercito che operano nel Libano meridionale», ha reso noto l'Idf.
18:45
18:45
«Assalto immotivato a un reporter da parte della polizia di Israele»
Un'associazione internazionale di media ha criticato un «assalto immotivato» da parte della polizia israeliana contro dei giornalisti a Gerusalemme, che, a suo dire, ha causato la frattura del polso a un produttore della Cnn. La Foreign Press Association (Fpa) ha affermato che ieri sera gli agenti di polizia «hanno respinto inutilmente e aggressivamente un gruppo di giornalisti che stavano svolgendo il loro lavoro, documentando persone che pregavano fuori dalle mura della Città Vecchia».
La Fpa ha aggiunto che la polizia ha fermato diversi giornalisti, danneggiando attrezzature fotografiche e confiscando schede di memoria. «Durante l'assalto, un agente israeliano ha fratturato il polso a un produttore della Cnn», ha dichiarato la Fpa in un comunicato. «Niente di tutto ciò è accettabile», ha aggiunto l'associazione, che rappresenta centinaia di giornalisti in Israele e nei territori palestinesi. Un fotografo dell'Afp presente sul posto ha dichiarato che un piccolo gruppo di giornalisti stava documentando i musulmani che cercavano di recitare le preghiere serali di Taraweeh fuori dalle mura della Città Vecchia, quando improvvisamente un gruppo di poliziotti è arrivato e ha «attaccato violentemente i fedeli e i giornalisti che stavano seguendo l'evento». Un giornalista straniero ha riferito all'Afp che la polizia ha «picchiato con i manganelli il produttore della Cnn e altri giornalisti», aggiungendo che «almeno un palestinese è stato arrestato».
Le autorità israeliane hanno chiuso i luoghi sacri nella Città Vecchia di Gerusalemme Est, annessa da Israele, per motivi di sicurezza dallo scoppio della guerra in Medio Oriente il 28 febbraio. L'Fpaha chiesto alla polizia di «intervenire immediatamente contro gli agenti coinvolti in questo assalto immotivato e di agire in futuro per salvaguardare la libertà di stampa, anziché calpestarla». In un post su X, l'Unione dei giornalisti in Israele si è detta «inorridita» dalla condotta della polizia e ha esortato il commissario di polizia a «sospendere immediatamente gli agenti coinvolti».
18:33
18:33
Benzina record in Giappone, sfiora i 200 yen
Il conflitto in Medio Oriente e le tensioni con l'Iran provocano shock a catena sull'economia giapponese, colpendo sia i consumatori - con prezzi record dei carburanti alla pompa, che l'industria manifatturiera, causando interruzioni nelle forniture energetiche. I dati del ministero dell'Industria nipponico hanno mostrato un nuovo picco storico per la benzina, mentre aziende chiave, dai produttori di alimentari confezionati ai colossi della chimica, sono costrette a rivedere produzioni e listini.
Il prezzo al dettaglio della benzina ha toccato quota 190,80 yen (circa 0,95 franchi) al litro, superando il precedente massimo di 186,50 yen registrato nell'aprile 2025, e l'impatto si è già allargato ben oltre il settore dei trasporti, investendo la produzione industriale.
La Yamayoshi Seika, una nota azienda di snack, ha annunciato martedì la sospensione della produzione delle sue patatine più vendute, le «Wasabeef», nello stabilimento di Hyogo, a ovest di Tokyo. La decisione è dovuta all'impossibilità di reperire olio combustibile necessario per il riscaldamento dell'olio di cottura, a causa delle turbolenze nel Medio Oriente da cui il Giappone dipende fortemente. Effetti simili si sono registrati nella industria chimica.
Mitsubishi Chemical ha comunicato aumenti per il monomero di acetato di vinile, mentre Shin-Etsu Chemical ha alzato di circa il 20% i prezzi del cloruro di polivinile (Pvc), essenziale per le tubature e le infrastrutture idriche. Anche Idemitsu Kosan ha dovuto ridurre la produzione di etilene. Nonostante l'allarme, l'Associazione dell'industria petrolchimica nazionale cerca di ridimensionare i timori di una crisi immediata, sottolineando che le scorte strategiche di nafta - la materia prima derivata dal greggio da cui si ottiene il 40% del fabbisogno nazionale, coprono attualmente dai tre mesi e mezzo ai quattro mesi di consumo.
Di fronte al rischio che la benzina superi la soglia psicologica dei 200 yen, il governo di Tokyo ha reagito varando misure di emergenza. La premier Sanae Takaichi ha annunciato l'attivazione di un fondo statale per sovvenzionare i fornitori di petrolio con 30,20 yen al litro a partire da giovedì, con l'obiettivo di stabilizzare il prezzo al dettaglio intorno ai 170 yen. Gli interventi pubblici arrivano però dopo che i rincari hanno già inciso pesantemente sul potere d'acquisto delle famiglie e sui costi operativi delle imprese, dicono gli analisti, evidenziando la vulnerabilità del sistema economico del Sol Levante alle turbolenze geopolitiche esterne.
18:16
18:16
Gabbard pressata: «È Trump a stabilire se la minaccia è imminente»
Tulsi Gabbard è stata pressata dai senatori democratici sulla discrepanza tra la sua dichiarazione scritta e quella verbale in merito all'Iran. «Solo il presidente Trump può stabilire se una minaccia è imminente o meno», ha dichiarato in un'audizione presso la commissione intelligence del Senato la direttrice dell'intelligence nazionale pressata sulla valutazione che Teheran non rappresentava una «minaccia imminente» per gli Stati Uniti contenuta nella sua testimonianza scritta e che contraddice la Casa Bianca.
Sollecitata da un senatore democratico sul perché non avesse detto che l'Iran non rappresentava una minaccia imminente, come era scritto nero su bianco, Gabbard ha sostenuto che non aveva tempo per leggere l'intera testimonianza durante l'udienza davanti alla Commissione del Senato.
18:15
18:15
Danni e feriti per attacchi iraniani al nord e nel centro di Israele
Dopo un lancio di missili dall'Iran le sirene d'allarme sono scattate in tutto il nord di Israele, in particolare sulle alture del Golan, in Galilea e nella zona di Haifa. Una donna è rimasta ferita in un incidente stradale a Kiryat Motzkin a causa degli allarmi.
Gravi danni sono stati registrati in diverse aree del centro del Paese in seguito alla caduta di frammenti di un proiettile intercettato durante un altro bombardamento proveniente dall'Iran.
Un veicolo ha preso fuoco vicino a uno stadio a Petah Tikva, tre persone ferite sono state evacuate dal luogo dell'attacco, mentre un appartamento a Ramat Gan è stato danneggiato. I residenti del centro hanno sentito forti esplosioni. I soccorritori riferiscono che può essersi trattato di una bomba a grappolo.
18:13
18:13
Mojatba Khamenei: «Vendicheremo la morte di Ali Larijani»
La morte del capo del Consigio di Sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani, ucciso in un bombardamento israeliano, sarà vendicata: lo ha affermato la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei.
«È con grande tristezza che ho appreso la dolorosa notizia del martirio del dottor Ali Larijani, Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e rappresentante della Guida Suprema in tale Consiglio, nonché del suo onorevole figlio e di alcuni suoi colleghi», ha scritto Khamenei in un messaggio di cordoglio.
«Senza dubbio, l'assassinio di una figura così eminente testimonia la sua importanza e l'odio che i nemici dell'Islam nutrono nei suoi confronti. Che gli islamofobi sappiano che versare questo sangue ai piedi del robusto albero del sistema islamico non fa che rafforzarlo, e naturalmente, ogni goccia di sangue ha un prezzo che gli assassini dei martiri dovranno presto pagare», ha concluso.
17:32
17:32
Delhi: «2 milioni di tonnellate di greggio su navi indiane ferme nel Golfo»
Il governo di Nuova Delhi afferma che ci sono 22 navi battenti bandiera indiana ferme nella zona del Golfo Persico, in attesa di poter passare dallo Stretto di Hormuz, e che di conseguenza sono fermi anche i loro carichi, che ammontano a «1,67 milioni di tonnellate di greggio, 320'000 tonnellate di Gpl e circa 200'000 tonnellate di gas naturale liquefatto»: lo scrive l'agenzia di stampa indiana Pti citando il segretario speciale del ministero della navigazione Rajesh Kumar Sinha. «Tutti i 611 marittimi a bordo delle 22 navi sul lato ovest dello Stretto sono al sicuro», aggiunge il funzionario indiano.
17:25
17:25
Libano, sale a 968 il bilancio delle vittime dai raid israeliani
I raid aerei israeliani sul Libano hanno ucciso 968 persone, tra cui 116 bambini, dall'inizio della guerra tra Israele e Hezbollah, il gruppo filo-iraniano, il 2 marzo, ha annunciato mercoledì il Ministero della Salute. Il precedente bilancio ufficiale delle vittime era di 912.
Tra i morti ci sono anche 77 donne e 40 operatori sanitari, secondo il ministero, che ha anche segnalato 2.432 feriti.
16:26
16:26
Gabbard: «L'Iran non ha tentato di ricostruire impianti nucleari»
L'Iran non ha tentato di ricostruire gli impianti di arricchimento dopo l'attacco americano del giugno 2025. Lo ha detto la direttrice dell'intelligence americana Tulsi Gabbard in una dichiarazione scritta presentata alla commissione intelligence del Senato.
Smentendo in questo modo Donald Trump e la posizione ufficiale della Casa Bianca.
«A seguito dell'operazione Midnight Hammer, il programma di arricchimento nucleare iraniano è stato annientato. Da allora non ci sono stati tentativi di ricostruire i loro impianti», ha spiegato Gabbard contraddicendo la motivazione di Trump per lanciare il secondo attacco all'Iran.
In una successiva testimonianza ha però aggiustato il tiro: «Prima dell'operazione Epic Fury, l'Iran stava cercando di riprendersi dagli attacchi di giugno e continuava a rifiutarsi di rispettare gli obblighi dell'Aiea».
15:24
15:24
La centrale nucleare iraniana di Bushehr è stata colpita «da un ordigno»
La centrale nucleare di Bushehr, in Iran, è stata colpita ieri sera «da un ordigno» nell'ambito di una delle ondate di attacchi condotti da Israele e Usa sulla costa del Golfo Persico. Lo conferma da Vienna l'Aiea, l'agenzia atomica dell'Onu, citata fra l'altro dai media britannici.
In una nota, l'agenzia sottolinea d'essere stata informata da Teheran che il raid non ha fortunatamente «provocato danni» all'impianto e che non risultano fughe radioattive o feriti fra il personale. La Russia, partner storica nei programmi nucleari civili iraniani, aveva già denunciato l'accaduto, definendolo frutto di un'azione di guerra «irresponsabile». Il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, ha da parte sua rilanciato l'appello «all'autocontrollo nel conflitto, per evitare il rischio di un incidente nucleare».
14:40
14:40
«Pericoloso e irresponsabile» attaccare le infrastrutture di gas iraniane
Il Qatar ha definito «pericolosa e irresponsabile» la decisione di attaccare le infrastrutture di gas iraniane.
«Il fatto che Israele prenda di mira le infrastrutture legate al giacimento di gas iraniano di South Pars, che rappresenta un'estensione del giacimento di North Field del Qatar, è un passo pericoloso e irresponsabile nel contesto dell'attuale escalation militare nella regione», ha scritto il portavoce del ministro degli Esteri del Qatar Majed al-Ansari.
14:32
14:32
L'Iran minaccia gli impianti petrolchimici in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno emesso un avviso di evacuazione per gli impianti petrolchimici in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riportato mercoledì dai media statali citati da Iran International.
L'avviso è giunto dopo che raid israeliani hanno colpito alcune parti degli impianti di gas di South Pars, in Iran.
14:29
14:29
Israele attacca un impianto petrolchimico nell'area dello Stretto di Hormuz
L'aviazione israeliana ha attaccato per la prima volta un impianto petrolchimico nel sud dell'Iran, Asaluyeh e South Pars, nella provincia di Bashehr, nell'area dello Stretto di Hormuz. Lo riporta Channel 12 citando una fonte militare israeliana e sottolineando che l'attacco è stato condotto in pieno coordinamento con gli Stati Uniti e che solo una parte dell'impianto è stata colpita.
«Se il messaggio non verrà recepito, gli attacchi potrebbero estendersi», ha detto l'ufficiale citato da Channel 12. Se confermato, si tratterebbe della prima volta che l'Idf attacca l'area di Hormuz, dove nella divisione dei ruoli militari con il Centcom, opera l'esercito Usa.
12:52
12:52
Ucciso nel raid a Beirut uno dei direttori della tv di Hezbollah
La tv di Hezbollah Al Manar ha fatto sapere che il direttore dei suoi programmi politici è stato ucciso oggi insieme alla moglie in un attacco israeliano nel centro di Beirut. L'emittente ha affermato in una nota che «il direttore dei programmi politici dell'emittente, Mohammad Sherri, e sua moglie» sono stati uccisi «nel raid sionista nella zona di Zuqaq al-Blat a Beirut». Secondo Al Manar, i suoi figli e nipoti sono rimasti feriti e ricoverati in ospedale in seguito all'attacco. Secondo media libanesi, il raid sui quartieri centrali di Zokak el Blat e di Basta - con almeno 12 morti, secondo Beirut - sono avvenuti attorno all'1.30 locali, mentre altri bombardamenti hanno colpito la periferia sud della capitale. Le ambulanze sono state inviate nelle aree bersagliate. I due quartieri del centro di Beirut erano già stati colpiti il 12 marzo scorso dopo minacce israeliane contro edifici specifici.
12:28
12:28
Tel Aviv conferma l'uccisione del ministro dell'intelligence iraniano
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz afferma che il ministro dell'intelligence iraniano Ismail Khatib è stato ucciso. Katz ha confermato ufficialmente l'uccisione del ministro iraniano avvenuta la scorsa notte. «Nel corso della giornata sono previste importanti sorprese su tutti i fronti, che intensificheranno la guerra che stiamo conducendo contro l'Iran e Hezbollah», ha aggiunto in una dichiarazione dal quartiere generale della Difesa a Tel Aviv. «L'intensità degli attacchi in Iran sta aumentando: siamo nel mezzo della fase decisiva. La politica di Israele è chiara e inequivocabile: nessuno in Iran gode di immunità e tutti sono nel mirino».
Ismail Khatib è stato ucciso in un attacco mirato dell'aviazione israeliana questa notte a Teheran, ha in seguito confermato anche li portavoce dell'Idf. «Khatib era stato nominato ministro dell'Intelligence dalla Guida Suprema Ali Khamenei nel 2021. Svolgeva un ruolo chiave nel sostenere la repressione interna e le attività terroristiche del regime attraverso la sorveglianza, lo spionaggio e l'esecuzione di operazioni segrete in tutto il mondo, in particolare contro lo Stato di Israele e contro gli stessi cittadini iraniani», riferisce il portavoce in un comunicato
12:04
12:04
Opposizione in Iran, «nel Paese forze interne capaci di insurrezione»
«Il regime iraniano è incapace di riformarsi. L'unica soluzione è il cambiamento di regime da parte del popolo e della resistenza organizzata. Esistono forze indigene radicate nella società, capaci di un'insurrezione che può portare finalmente alla caduta del regime. Esiste oggi in Iran una forza capace e organizzata, in grado di affrontare il regime». Lo ha detto Mohammad Mohaddesin, presidente del comitato affari esteri del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Ncri), parlando alla stampa a Bruxelles.
11:39
11:39
Israele conferma la morte del ministro dell'intelligence iraniano
Il ministro della Difesa israeliano afferma che il ministro dell'intelligence iraniano Ismail Khatib è stato ucciso.
11:06
11:06
Il valico di Rafah resta chiuso
Il valico di Rafah tra Egitto e Striscia di Gaza è rimasto chiuso questa mattina nonostante l'annuncio israeliano di una apertura parziale per consentire un centinaio di passaggi da una parte all'altra.
Lo riferisce una fonte della sicurezza egiziana precisando che decine di palestinesi rimasti bloccati in Egitto si sono radunati davanti alla frontiera in attesa di poter passare.
Le autorità israeliane avevano chiesto una lista di persone da autorizzare al passaggio con 48 ore di anticipo, lista che sarebbe stata approvata, dice la fonte, prevedendo il ritorno nella Striscia di 50 persone e l'arrivo in Egitto di un numero compreso tra 50 e 100 persone tra feriti e malati e loro accompagnatori, diretti agli ospedali egiziani.
Tuttavia, le autorità israeliane non hanno ancora aperto il valico di Rafah. È attivo, invece, quello di Kerem Shalom dal quale è transitato questa mattina - fa sapere la Mezzaluna egiziana - un convoglio di 159 veicoli con circa 2.500 tonnellate di aiuti umanitari e carburante, benzina, gasolio e gas da cucina.
10:18
10:18
Colpito il braccio finanziario di Hezbollah
L'esercito israeliano rende noto di aver colpito la scorsa notte a Beirut strutture dell'associazione 'Al-Quard al-Hasan', il braccio finanziario di Hezbollah. L'organizzazione viene utilizzata per finanziare il rafforzamento militare, sostenere i pagamenti ai miliziani e promuovere attività terroristiche.
L'Aeronautica militare israeliana e la Marina hanno inoltre preso di mira centri di comando della divisione 'Imam Hussein' nel sud del Libano. La Marina ha anche colpito militanti di Hezbollah a Beirut.
Prima degli attacchi, dichiara l'Idf, sono state adottate misure per ridurre il rischio di danni ai civili, tra cui l'uso di avvisi preventivi, munizioni di precisione e sorveglianza aerea.
09:59
09:59
L'IDF afferma di aver ucciso il comandante di Hamas Yahya Abu Labda
L'esercito israeliano riferisce di aver ucciso ieri a Gaza il comandante di Hamas, Yahya Abu Labda, che lavorava al «progetto missilistico di precisione» del gruppo terroristico. Secondo l'esercito, Abu Labda era responsabile «dell'approvvigionamento e del trasporto di equipaggiamento e armi militari» per l'ala militare di Hamas.
«Abu Labda ha guidato e agevolato il trasferimento di decine di tonnellate di materie prime per la produzione di razzi e componenti elettronici avanzati a sostegno dell'attività di Hamas», afferma l'Idf.
09:39
09:39
Circa 90 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra
Circa 90 navi, tra cui petroliere, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra con l'Iran, e il canale continua a esportare milioni di barili di petrolio nonostante la chiusura di fatto della via navigabile, secondo quanto riportato da piattaforme di dati marittimi e commerciali. È quanto scrive la Associated Press (AP) sul suo sito.
Molte delle navi che hanno attraversato lo stretto erano cosiddette 'nascoste', utilizzate per eludere le sanzioni e la supervisione dei governi occidentali, e probabilmente legate all'Iran, secondo quanto affermato dalla società di dati marittimi Lloyd's List Intelligence.
Più recentemente, anche navi con legami con l'India e il Pakistan sono riuscite ad attraversare lo stretto, in seguito all'intensificarsi dei negoziati tra i rispettivi governi.
Circa 20 navi sono state attaccate nella zona. Tuttavia, secondo le stime della piattaforma di analisi e dati commerciali Kpler, l'Iran è comunque riuscito a esportare ben oltre 16 milioni di barili di petrolio dall'inizio di marzo. A causa delle sanzioni occidentali e dei rischi associati, la Cina è stata il principale acquirente di petrolio iraniano.
Almeno 89 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz tra l'1 e il 15 marzo, tra cui 16 petroliere, secondo Lloyd's List Intelligence, rispetto ai circa 100-135 transiti giornalieri precedenti la guerra. Si ritiene che oltre un quinto delle 89 navi fosse affiliato all'Iran, mentre tra le restanti figuravano navi cinesi e greche. Anche altre navi sono riuscite a transitare.
È possibile che le navi transitino "con almeno un certo livello di intervento diplomatico", ha affermato Richard Meade, caporedattore di Lloyd's List. Pertanto, l'Iran potrebbe aver "di fatto creato un corridoio sicuro" con alcune navi che passano vicino alla costa iraniana.
09:37
09:37
L'IDF ordina l'evacuazione dell'intera area a sud del fiume Zahrani in Libano
L'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione dell'intera area a sud del fiume Zahrani nel sud del Libano.
«Le attività terroristiche di Hezbollah stanno costringendo l'Idf ad agire con forza in quella zona, e non ha intenzione di farti del male», avverte il portavoce militare su X, insistendo che «chiunque si trovi vicino a membri, strutture o armi di Hezbollah mette a rischio la propria vita».
08:51
08:51
Esplosioni a Erbil
Almeno quattro forti esplosioni sono state udite a Erbil, capitale della regione autonoma del Kurdistan, nel nord dell'Iraq, secondo quanto riportato dai giornalisti dell'Afp.
Gruppi armati filo-iraniani hanno condotto una serie di attacchi con droni contro personale militare e interessi statunitensi negli ultimi giorni.
Mentre la difesa aerea intercettava i proiettili sopra Erbil, i giornalisti dell'Afp hanno visto una colonna di fumo levarsi dalla periferia della città, dove si trovano un consolato statunitense e truppe della coalizione internazionale anti-jihadista a guida statunitense di stanza all'aeroporto.
08:33
08:33
L'Iraq riprende le esportazioni di petrolio attraverso il porto turco di Ceyhan
L'Iraq ha annunciato di aver ripreso le esportazioni limitate di petrolio, pari a 250'000 barili al giorno, attraverso il porto turco di Ceyhan, dopo il crollo della produzione nazionale dovuto alle interruzioni nello Stretto di Hormuz.
La compagnia petrolifera statale North Oil Company ha dichiarato di aver "avviato l'attività della stazione di pompaggio di Sarlo per riprendere l'estrazione e l'esportazione del petrolio di Kirkuk verso il porto di Ceyhan con una capacità iniziale di 250.000 barili al giorno".
L'Iraq ha ripreso le esportazioni di petrolio dai suoi giacimenti nella provincia settentrionale di Kirkuk "dopo un periodo di interruzione che ha rappresentato una sfida significativa per il settore petrolifero", in accordo con la regione autonoma del Kurdistan, attraverso la quale passa l'oleodotto che porta al porto turco di Ceyhan. L'Iraq si è adoperato per trovare una soluzione per esportare il suo petrolio e erano in corso da tempo negoziati con il Kurdistan iracheno per consentirne il trasporto attraverso la regione autonoma. Le autorità curde avevano richiesto diverse misure in cambio, prima di acconsentire al passaggio del petrolio attraverso l'oleodotto della regione.
Il ministero delle risorse naturali del Kurdistan ha dichiarato che la stazione petrolifera di Sarlo ha iniziato a operare alle 6:30 (04:30 ora svizzera) per consentire le esportazioni attraverso l'oleodotto della regione del Kurdistan verso il porto di Ceyhan. Il ministro del petrolio iracheno Hayan Abdel Ghani ha dichiarato che il suo paese è in contatto con l'Iran per cercare di organizzare il passaggio di alcune petroliere irachene attraverso lo Stretto di Hormuz.
07:00
07:00
«La morte di Larijani sarà vendicata»
Il capo dell'esercito iraniano, il generale Amir Hatami, ha dichiarato oggi che la morte del capo della sicurezza della Repubblica islamica Ali Larijani sarà «vendicata», secondo quanto riportato dai media di Teheran.
«Il sangue puro» di Larijani «e degli altri amati martiri sarà vendicato», ha affermato Hatami in una dichiarazione pubblicata dall'agenzia di stampa Tasnim. Da parte sua il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche ha annunciato in un comunicato che gli attacchi che hanno colpito stanotte Tel Aviv causando almeno due morti sono stati lanciati «per vendicare» Larijani e gli altri funzionari uccisi ieri negli attacchi contro l'Iran.
06:52
06:52
Bomba a grappolo su Israele, due morti
Il servizio di ambulanze Magen David Adom annuncia la morte di due persone rimaste gravemente ferite nell'impatto di una bomba a grappolo iraniana nel sobborgo di Ramat Gan, a Tel Aviv. Si tratta di un uomo e di una donna.
06:24
06:24
Colpita una stazione ferroviaria a Tel Aviv
Due persone sono rimaste gravemente ferite alla periferia di Tel Aviv e la stazione ferroviaria di Savidor devastata dall'ultimo lancio di missili dall'Iran. Frammenti di missile sono caduti nel cortile di una scuola a Gerusalemme. Lo riferiscono i soccorritori.
06:23
06:23
Razzi e droni su Arabia Saudita e Kuwait
Razzi e droni hanno preso di mira stanotte i territori dell'Arabia Saudita e del Kuwait, hanno annunciato le autorità dei due stati del Golfo nel diciannovesimo giorno del conflitto in Medio Oriente.
In Arabia un portavoce del Ministero della Difesa ha scritto che l'esercito ha distrutto sei droni nella parte orientale del Paese. «Le difese aeree del Kuwait stanno intercettando attacchi missilistici e con droni ostili», ha dichiarato da parte sua l'esercito dell'emirato.
06:22
06:22
Nuovo attacco sull'ambasciata USA a Baghdad
Un attacco con drone ha preso di mira stanotte l'ambasciata statunitense a Baghdad, secondo quanto riferito da una fonte della sicurezza e da testimoni.
«Un drone ha colpito direttamente l'ambasciata», ha dichiarato la fonte di sicurezza senza specificare se ci siano stati danni. Un secondo funzionario ha aggiunto che il drone è caduto «vicino alla recinzione di sicurezza dell'ambasciata». L'attacco avviene poche ore dopo un altro attacco con droni e razzi contro l'ambasciata Usa nella capitale irachena.
06:21
06:21
Raid israeliani su Beirut, ci sono morti e feriti
Il Ministero della Salute libanese ha dichiarato che due raid israeliani sul centro di Beirut avvenuti nelle prime ore di oggi hanno ucciso almeno sei persone e ne hanno ferite altre 24, precisando che il bilancio è preliminare.
«Sul luogo sono stati recuperati anche resti umani e le loro identità saranno determinate tramite test del dna», si legge nella dichiarazione del dicastero.
06:20
06:20
Teheran: «L'ondata di ripercussioni globali colpirà tutti»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito che le conseguenze della guerra in Medio Oriente «colpiranno tutti» e ha accolto con favore le critiche al conflitto provenienti dai paesi occidentali.
«L'ondata di ripercussioni globali è appena iniziata e colpirà tutti, indipendentemente dalla ricchezza, dalla religione o dalla razza», ha scritto ieri sera Araghchi allegando al suo messaggio una copia della lettera di dimissioni dell'alto funzionario antiterrorismo statunitense Joe Kent che ha protestato contro la guerra. «Sempre più voci, tra cui funzionari europei e americani, definiscono ingiusta la guerra contro l'Iran. Anche altri membri della comunità internazionale dovrebbero fare lo stesso», ha aggiunto il ministro.
06:12
06:12
Il punto alle 6
Il Comando centrale americano ha annunciato di aver colpito siti lungo la costa iraniana, in prossimità dello Stretto di Hormuz.
«Poche ore fa, le forze Usa hanno lanciato diversi proiettili perforanti da 5.000 libbre contro postazioni missilistiche iraniane lungo la costa iraniana vicino allo Stretto di Hormuz», si legge in un post del comando nel quale si spiega che «i missili antinave iraniani presenti in queste postazioni rappresentavano un rischio per la navigazione internazionale nello stretto».
