Congo, tre dipendenti dell'Aiuto delle Chiese evangeliche svizzere uccisi nel Nord Kivu

Tre membri del personale dell'Aiuto delle Chiese evangeliche svizzere (ACES) sono rimasti uccisi durante un attacco avvenuto mercoledì nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Lo ha reso noto ieri la stessa organizzazione umanitaria.
Le vittime si trovavano nella regione dove da giorni infuriano i combattimenti tra l'esercito congolese e i ribelli dell'M23 («Movimento del 23 marzo»), sostenuti dal vicino Ruanda. L'organizzazione umanitaria ha istituito una task force per rimpatriare le salme e per sostenere i sopravvissuti. Interpellata dall'agenzia Keystone-ATS, l'ACES ha precisato che i tre collaboratori rimasti uccisi erano di nazionalità congolese ed appartenevano al personale locale.
La missione nel territorio interessato dall'attacco, attorno a Rutshuru, nella provincia del Nord Kivu, è stata temporaneamente sospesa, ha precisato l'ONG, la quale ha condannato l'incidente definendolo «una grave violazione del diritto umanitario internazionale».
L'est della RDC è teatro di violenti combattimenti che imperversano da giorni. Dopo aver conquistato la città di Goma, la scorsa settimana, mercoledì l'M23 e le truppe ruandesi hanno lanciato una nuova offensiva nella vicina provincia del Sud Kivu. Secondo le Nazioni Unite, almeno 2.900 persone sono morte nei combattimenti.
L'ACES è attiva nella RDC dal 2019 e presta aiuti di emergenza in diversi ambiti. Oltre a distribuire beni di prima necessità, si sta adoperando per ripristinare le strade con l'aiuto della popolazione locale. Nella regione, l'ACES è inoltre impegnata in progetti per facilitare l'accesso idrico e migliorare il sistema agricolo.