Brasile

Congonhas, disastro sfiorato a San Paolo: due aerei di linea a 22 metri

Un Boeing 737-800 della GOL in arrivo da Salvador e un Embraer E195-E2 della Azul in fase di decollo diretto a Confins sono stati protagonisti di una quasi collisione
© X/avioesemusica
Marcello Pelizzari
01.05.2026 16:30

Ventidue metri. È la distanza, davvero minima, alla quale si sono trovati due aerei di linea in servizio all'aeroporto di Congonhas, nella zona sud di San Paolo, nella tarda mattinata di giovedì. Ci è mancato poco, anzi pochissimo, perché si verificasse una collisione. L'incidente, scrive fra gli altri la CNN brasiliana, ha coinvolto un Boeing 737-800 della GOL, in fase di atterraggio proveniente da Salvador, e un Embraer E195-E2 della Azul, in fase di decollo diretto a Confins.

Dopo essersi trovati a un niente dal disastro, il Boeing della GOL ha effettuato una virata a destra mentre l'Embraer della Azul ha virato a sinistra. In seguito, il 737-800 è atterrato in sicurezza a Congonhas mentre l'E195-E2 è proseguito senza problemi fino a Confins, dove è regolarmente atterrato. Secondo quanto emerso dai siti specializzati, l'equipaggio del volo Azul AD6408 ha proseguito la rotazione nonostante la torre avesse intimato di abortire il decollo. A quel punto, la torre si è rivolta al volo G3 1629 della GOL ordinando la riattaccata e la virata a destra. 

Tramite una nota, il Centro de Investigação e Prevenção de Acidentes Aeronáuticos, il CENIPA, l'unità dell'Aeronautica militare brasiliana che si occupa delle indagini in merito agli incidenti aerei avvenuti in Brasile, ha confermato che i suoi investigatori sono stati incaricati di svolgere le prima rilevazioni sull'accaduto. «Durante la fase iniziale, professionisti qualificati e accreditati applicheranno tecniche specifiche per la raccolta e la verifica dei dati, la conservazione degli elementi, la valutazione iniziale dei danni causati all'aeromobile o dall'aeromobile stesso, oltre alla raccolta di altre informazioni necessarie alle indagini» si legge nel comunicato.

A colpire, come è stato sottolineato, non è soltanto la separazione fra i due aerei, ma il fatto che, sempre a Congonhas, nel 2020, si fosse verificata una quasi collisione praticamente identica con protagonisti un 737 della GOL e un E195 della Azul. Il CENIPA, allora, stabilì che i due velivoli si trovarono ad appena 21,9 metri l'uno dall'altro. D'altro canto, Congonhas, lo scalo domestico di San Paolo inaugurato nel 1936, è uno dei nodi più trafficati del Brasile ma anche uno dei più discussi per conformazione e margini operativi. La sua criticità principale sta nella posizione: piste relativamente corte, densità urbana attorno al sedime aeroportuale, meteo spesso variabile che rende scivolose, se non scivolosissime, le citate piste e un volume di traffico elevatissimo concentrato su voli nazionali di corto e medio raggio. In altre parole, è un aeroporto efficiente a livello commerciale, ma delicato sul piano operativo e strutturale.

Il punto è noto da anni: a Congonhas, ogni anomalia pesa. Anzi, pesa di più, perché gli spazi di recupero sono limitati. Non a caso, il suo nome resta legato ad alcuni degli incidenti più noti dell’aviazione brasiliana. Il più grave è quello del volo TAM 3054 del 17 luglio 2007: un Airbus A320 non riuscì a fermarsi in atterraggio sotto la pioggia, uscì di pista e si schiantò contro un edificio della compagnia aerea e un distributore di carburante, causando 199 morti tra occupanti e persone a terra. Prima ancora, il 31 ottobre 1996, il volo TAM 402, un Fokker 100 decollato da Congonhas, precipitò pochi istanti dopo il decollo in un’area urbana, uccidendo 99 persone. Due tragedie diverse per dinamica, ma rivelatrici rispetto alla natura dell'aeroporto: uno scalo ad alta intensità, incastonato nella metropoli, dove infrastruttura, traffico e contesto urbano riducono il margine di errore a quasi zero.

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